Aprire la Partita IVA è una scelta importante: non è “solo un numero”, ma l’inizio di un percorso con obblighi fiscali e contributivi, scadenze e regole precise. La buona notizia è che nel 2026 puoi aprirla anche in autonomia (online) e spesso i costi “burocratici” iniziali sono contenuti. Quelli che pesano davvero, nella maggior parte dei casi, sono INPS + tasse + gestione contabile.
In questa guida trovi un percorso chiaro: cosa fare prima, come aprirla (anche senza commercialista), quali regimi scegliere, e un’idea concreta dei costi reali nel primo anno.
Prima di aprire: 5 scelte che ti fanno risparmiare (o ti evitano problemi)
1) Cosa farai esattamente (attività e servizi/prodotti)
Serve per scegliere correttamente il codice ATECO (che determina molte cose: inquadramento, coefficienti del forfettario, regole CCIAA in alcuni casi).
2) Lavorerai come libero professionista o come ditta individuale (impresa)?
- Professionista: in genere non passi dalla Camera di Commercio (dipende dall’attività).
- Impresa (ditta individuale): spesso richiede iscrizione al Registro Imprese/INPS artigiani o commercianti e può avere costi e adempimenti diversi.
3) Regime fiscale: forfettario o ordinario?
Il regime forfettario (se ne hai i requisiti) è quello più scelto perché semplifica IVA e contabilità e prevede imposta sostitutiva. Il limite ricavi/compensi per l’accesso è 85.000€ (salvo cause di esclusione). (Agenzia Entrate)
4) Previdenza INPS: quale gestione?
- Gestione Separata (molti professionisti senza cassa)
- Artigiani/Commercianti (molte ditte individuali)
Nel 2026 le aliquote della Gestione Separata sono definite da circolare INPS di febbraio 2026. (INPS)
5) Fatturerai a privati, aziende o PA?
Influenza la gestione dei pagamenti, eventuale POS, e (se lavori con PA) alcuni aspetti operativi.
Come aprire la Partita IVA: procedura semplice (anche da soli)
Passo 1: scegli il Codice ATECO
È il “codice attività”. Sceglilo con attenzione: cambiare si può, ma meglio partire bene. Se hai dubbi, meglio farti aiutare perché incide su:
- inquadramento INPS
- coefficiente di redditività (nel forfettario)
- eventuali autorizzazioni/SCIA in certe attività
Passo 2: compila e invia il modello giusto (Agenzia delle Entrate)
Per le persone fisiche si usa il modello AA9/12 (dichiarazione di inizio attività). Puoi:
- presentarlo in autonomia online (anche con software messo a disposizione dall’Agenzia)
- oppure tramite intermediario (commercialista/CAF). (Agenzia Entrate)
Costo di apertura in Agenzia: l’attribuzione della Partita IVA in sé, di norma, non è una “tassa” da pagare all’Agenzia; i costi arrivano dall’assetto scelto (impresa/CCIAA, professionista, ecc.) e dalla gestione.
Passo 3: se sei impresa, valuta l’iscrizione al Registro Imprese (CCIAA)
Se apri ditta individuale (commercio/artigianato o attività d’impresa), spesso devi passare per ComUnica/Camera di Commercio e potresti avere:
- diritti di segreteria e bolli
- diritto annuale camerale (che varia in base alla sezione e alla sede/unità locali).
Passo 4: apri la posizione INPS (e, se serve, INAIL)
- Per alcuni professionisti: Gestione Separata
- Per artigiani/commercianti: iscrizione alla gestione dedicata (con contributi spesso in parte fissi, oltre al variabile: qui conviene farsi seguire perché l’impatto cambia molto)
Quanto costa aprire Partita IVA: i costi REALI (burocrazia, commercialista, INPS, tasse)
Qui arriva la parte più importante: “quanto costa” non è una cifra unica. Dipende da che tipo di Partita IVA apri e da quanto fatturi.
1) Costi “burocratici” iniziali (una tantum)
- Professionista (senza iscrizione CCIAA): spesso i costi iniziali possono essere molto bassi (anche vicini allo zero se fai tutto online), perché non hai Registro Imprese.
- Ditta individuale (con CCIAA): qui entrano bolli/diritti e il diritto camerale. Una stima di spese vive iniziali per alcune pratiche (in base ai casi) può essere nell’ordine di qualche decina/centinaio di euro.
Nota: gli importi cambiano per attività e Camera di Commercio; prendi queste cifre come ordine di grandezza, non come preventivo “uguale per tutti”.
2) Diritto Camerale annuale (se sei iscritto al Registro Imprese)
Per il 2026 risultano importi indicati (es. imprese individuali in sezione ordinaria con valori tipo 100€ sede e 20€ per unità locale; altri importi per casi diversi).
3) Commercialista o gestione contabile
Qui si va “a pacchetto”, e dipende da:
- regime (forfettario vs ordinario)
- numero di fatture
- se hai dipendenti o collaboratori
- se fai anche registri IVA, dichiarazioni più complesse ecc.
Molti forfettari iniziano con una gestione più leggera; in ordinario serve più lavoro contabile.
4) INPS: la voce più “pesante” per molti
Se sei in Gestione Separata, nel 2026 l’INPS comunica le aliquote contributive con circolare di febbraio 2026 (con casistiche diverse: professionisti, collaboratori, ecc.). (INPS)
Questo significa: una percentuale applicata al reddito imponibile contributivo (con minimi/massimali definiti annualmente).
Se sei artigiano/commerciante, lo schema è diverso (spesso contributi fissi + quota variabile): qui è fondamentale simulare prima con un professionista perché l’impatto sul primo anno può essere molto diverso rispetto alla Gestione Separata.
5) Tasse: forfettario vs ordinario (in parole semplici)
- Forfettario: imposta sostitutiva e semplificazioni IVA/contabilità, con requisiti e cause di esclusione. Limite ricavi/compensi 85.000€. (Agenzia Entrate)
- Ordinario: tassazione IRPEF per scaglioni + IVA (con detrazioni/deduzioni e contabilità più “pesante”)
Consiglio pratico: se sei all’inizio, la scelta non va fatta “a sensazione”. Va fatta con una mini-simulazione: fatturato previsto, costi reali, previdenza, e obiettivo (crescita rapida? stabilità?).
Checklist “senza errori” per aprire Partita IVA in modo intelligente
- ✅ Definisci attività e scegli il codice ATECO corretto
- ✅ Valuta forfettario vs ordinario (anche in base a 85.000€ e cause di esclusione) (Agenzia Entrate)
- ✅ Inquadra correttamente l’INPS (Gestione Separata vs Artigiani/Commercianti) (INPS)
- ✅ Presenta AA9/12 (online o intermediario) (Agenzia Entrate)
- ✅ Se impresa: adempimenti CCIAA e diritto annuale
- ✅ Organizza fin da subito: conto dedicato, archiviazione fatture, calendario scadenze
FAQ – Domande frequenti su Partita IVA (come fare e costi)
Aprire Partita IVA è gratis?
L’attribuzione della Partita IVA tramite Agenzia delle Entrate in sé non è normalmente una “tassa”. I costi arrivano da gestione (commercialista/strumenti), eventuale iscrizione CCIAA e soprattutto da INPS e imposte.
Qual è il modello per aprire Partita IVA come persona fisica?
Di norma si usa il modello AA9/12 (inizio attività). L’Agenzia delle Entrate indica quando utilizzarlo e mette a disposizione software di compilazione. (Agenzia Entrate)
Quanto costa una ditta individuale rispetto a un libero professionista?
In genere la ditta individuale può avere più adempimenti (Registro Imprese/CCIAA, diritto annuale, ecc.). Per alcune categorie di imprese individuali il diritto annuale 2026 è indicato con importi tipo 100€ sede e 20€ unità locale (variabili per casistiche).
Nel 2026 posso stare nel regime forfettario fino a 85.000€?
Sì, il limite ricavi/compensi per l’accesso/permanenza è 85.000€, salvo cause di esclusione previste dalla normativa e riepilogate anche nelle schede dell’Agenzia delle Entrate. (Agenzia Entrate)
Quali sono i contributi INPS per chi è in Gestione Separata nel 2026?
Le aliquote 2026 sono comunicate dall’INPS (circolare di febbraio 2026) e variano in base alla categoria (professionisti, collaboratori, ecc.). (INPS)
Posso aprire Partita IVA da solo senza commercialista?
Sì, puoi farlo in autonomia (online) compilando la modulistica corretta. Tuttavia, per evitare errori su ATECO, INPS e regime fiscale, spesso conviene almeno una consulenza iniziale.
Quando conviene l’ordinario invece del forfettario?
Quando hai costi reali elevati (che in ordinario possono incidere sul reddito imponibile) o quando non hai/rispetti i requisiti del forfettario. La scelta va simulata caso per caso.

