Per un geometra o un diplomato nel settore delle costruzioni, entrare nella pubblica amministrazione senza dover necessariamente possedere una laurea non è una possibilità così frequente. Il nuovo concorso della Regione Piemonte parte proprio da questo elemento: mette a disposizione 4 posti stabili da istruttore tecnico, accessibili anche con specifici diplomi quinquennali.
Le assunzioni saranno effettuate con contratto a tempo pieno e indeterminato nell’Area degli Istruttori del comparto Funzioni locali. La selezione può quindi interessare sia giovani diplomati che desiderano costruire un percorso professionale nel settore pubblico, sia tecnici già occupati che cercano maggiore stabilità e un ruolo legato alla gestione concreta del territorio e del patrimonio regionale.
Perché questo concorso merita attenzione
Il numero dei posti non è elevato, ma il valore della selezione non si misura soltanto sulle quattro assunzioni iniziali. Il bando prevede infatti una graduatoria valida per due anni, che la Regione potrà utilizzare anche per eventuali ulteriori esigenze di personale previste dalla programmazione dell’ente.
L’altro aspetto rilevante è l’accessibilità. Per partecipare non è obbligatoria la laurea: sono ammessi diversi diplomi tecnici, tra cui quello di geometra e quelli afferenti all’indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio. Le lauree indicate dal bando possono essere utilizzate come titoli assorbenti, ma non costituiscono l’unica via di accesso.
Rimani aggiornato con ConcorsiPubblici.net
G Aggiungi come fonte preferita su GoogleOccorre tuttavia considerare che si tratta di un concorso specialistico. Le prove richiederanno una preparazione su edilizia, contratti pubblici, sicurezza, territorio, rischio idrogeologico e patrimonio immobiliare. Prima di candidarsi è quindi opportuno valutare non soltanto il possesso formale del titolo, ma anche la disponibilità ad affrontare uno studio tecnico e normativo piuttosto ampio.
Posti disponibili, contratto e riserve
La Regione Piemonte ha indetto un concorso pubblico per esami finalizzato all’assunzione di:
- 4 istruttori tecnici;
- con contratto a tempo pieno e indeterminato;
- nell’Area degli Istruttori del CCNL Funzioni locali;
- presso il ruolo della Giunta regionale.
Dei quattro posti complessivi:
- 1 posto è riservato ai volontari delle Forze armate in possesso dei requisiti previsti dalla normativa;
- 1 posto è riservato agli operatori volontari che hanno concluso senza demerito il Servizio civile universale.
Qualora non vi siano candidati idonei aventi diritto alle riserve, i posti saranno assegnati seguendo l’ordine della graduatoria generale, nei limiti previsti dalla normativa.
Quanto guadagneranno gli istruttori tecnici
Il trattamento economico indicato dal bando è quello previsto dal CCNL Funzioni locali sottoscritto il 23 febbraio 2026. La retribuzione comprende:
- stipendio tabellare annuo lordo di 23.138,75 euro;
- indennità di comparto annua lorda di 384,72 euro;
- tredicesima mensilità pari a 1.928,23 euro;
- eventuali ulteriori indennità previste dalla legge e dai contratti collettivi.
L’orario di lavoro sarà di 36 ore settimanali, distribuite su cinque giorni, dal lunedì al venerdì.
Cosa farà concretamente un istruttore tecnico regionale
La figura selezionata non svolgerà un’attività esclusivamente d’ufficio. Il profilo unisce competenze amministrative, tecniche e territoriali e potrà essere impiegato in diversi settori della struttura regionale.
Tra le attività indicate nel bando rientrano la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio edilizio, la verifica tecnica dei progetti, il supporto alla programmazione delle opere pubbliche e la raccolta di dati destinati alla pianificazione territoriale.
L’istruttore potrà inoltre occuparsi di:
- patrimonio immobiliare e beni demaniali regionali;
- pratiche e istruttorie in materia urbanistica ed edilizia;
- politiche abitative e riqualificazione urbana;
- infrastrutture, viabilità, ferrovie e trasporto pubblico locale;
- cartografie tematiche e analisi tecniche;
- difesa del suolo e interventi di somma urgenza;
- prevenzione dei danni ambientali e forestali;
- attività di supporto successive a emergenze territoriali.
Il lavoro richiede dunque capacità di leggere progetti e documentazione tecnica, applicare norme e regolamenti, predisporre relazioni e collaborare con uffici, enti pubblici e soggetti privati.
Requisiti generali per partecipare
I candidati devono possedere, entro la scadenza della domanda, i requisiti generali previsti per l’accesso al pubblico impiego. In particolare sono richiesti:
- cittadinanza italiana oppure appartenenza a una delle categorie ammesse dall’articolo 38 del D.Lgs. 165/2001;
- età non inferiore a 18 anni e non superiore al limite previsto per il collocamento a riposo;
- godimento dei diritti civili e politici;
- iscrizione nelle liste elettorali e assenza di cause di esclusione dall’elettorato politico attivo;
- idoneità fisica e psicofisica alle mansioni;
- assenza di destituzione, dispensa, decadenza o licenziamento da una pubblica amministrazione nei casi indicati dal bando;
- assenza di condanne definitive o procedimenti incompatibili con l’assunzione presso una pubblica amministrazione;
- posizione regolare rispetto agli obblighi di leva, quando previsti;
- adeguata conoscenza della lingua italiana per i cittadini non italiani.
L’idoneità allo svolgimento delle mansioni sarà accertata attraverso una visita preventiva prima dell’immissione in servizio.
Quale diploma è richiesto
È possibile partecipare con uno dei seguenti diplomi quinquennali:
- diploma di istituto tecnico per geometri;
- diploma di istituto tecnico industriale, indirizzo Edilizia;
- diploma di istituto tecnico industriale, indirizzo Industria mineraria;
- diploma tecnico del settore tecnologico, indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio;
- diploma tecnico Costruzioni, ambiente e territorio, articolazione Geotecnico;
- altro diploma quinquennale riconosciuto dal Ministero e afferente all’indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio.
In alternativa, sono ammessi specifici titoli universitari considerati assorbenti.
Tra questi figurano lauree vecchio ordinamento in Architettura, Ingegneria civile, Ingegneria edile, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Urbanistica e Pianificazione territoriale.
Sono inoltre ammesse le lauree specialistiche o magistrali appartenenti alle classi indicate nel bando, comprese quelle in:
- Architettura del paesaggio;
- Architettura e ingegneria edile;
- Ingegneria civile;
- Ingegneria dei sistemi edilizi;
- Ingegneria della sicurezza;
- Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
- Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale.
Possono partecipare anche i candidati con alcune lauree triennali, tra cui L-7 Ingegneria civile e ambientale, L-17 Scienze dell’architettura, L-21 Scienze della pianificazione territoriale e L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia. L’elenco completo delle classi ammesse deve essere verificato direttamente nel testo ufficiale.
È necessaria anche la patente
Oltre al titolo di studio, il bando richiede il possesso della patente di guida di categoria B.
Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza della candidatura e mantenuti fino al momento dell’effettiva assunzione.
Le prove previste dal concorso
La procedura ordinaria comprende:
- una prova scritta;
- un colloquio.
La prova scritta avrà contenuto teorico e/o teorico-pratico. Potrà consistere in domande aperte o a risposta multipla, nella trattazione di casi oppure nella soluzione di problematiche collegate alle attività dell’istruttore tecnico.
Per superarla sarà necessario ottenere almeno 21 punti su 30.
Il colloquio approfondirà le materie previste dal programma e le competenze necessarie per il ruolo. Durante la prova saranno verificate anche la conoscenza della lingua inglese e la capacità di utilizzare le apparecchiature informatiche e le applicazioni più diffuse.
Anche il colloquio si considera superato con almeno 21 punti su 30, senza conteggiare nel limite minimo i punteggi separatamente attribuiti a inglese e informatica.
Quando può esserci la preselezione
Qualora le domande siano più di 250, la commissione potrà organizzare una prova preselettiva con quiz a risposta multipla sulle materie del concorso.
Non è prevista la pubblicazione preventiva di una banca dati ufficiale dei quesiti.
Alla prova scritta saranno ammessi i primi 200 candidati classificati nella preselezione, oltre agli eventuali ex aequo collocati al duecentesimo posto e ai candidati esonerati secondo le disposizioni del bando. Il punteggio della preselezione non concorrerà alla formazione della graduatoria finale.
Le materie da studiare
Il programma comprende argomenti tecnici e amministrativi. Le principali materie sono:
- contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
- tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
- gestione del territorio;
- mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico;
- interventi urgenti su edifici, corsi d’acqua e infrastrutture;
- demanio idrico fluviale, autorizzazioni idrauliche e concessioni demaniali;
- normativa edilizia;
- difesa del suolo;
- gestione del patrimonio immobiliare;
- procedimento amministrativo;
- privacy, trasparenza e prevenzione della corruzione;
- ordinamento e organizzazione della Regione Piemonte;
- codice di comportamento dei dipendenti regionali;
- reati contro la pubblica amministrazione.
La preparazione dovrà quindi essere organizzata su due livelli: da una parte le materie tecniche collegate al territorio e alle costruzioni, dall’altra le regole amministrative che disciplinano l’attività di un dipendente pubblico.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere inoltrata esclusivamente online attraverso il Portale regionale. Non saranno accettate domande consegnate a mano o trasmesse con modalità differenti.
Per accedere al portale è possibile utilizzare:
- SPID;
- Carta d’identità elettronica;
- Carta nazionale dei servizi;
- identità digitale eIDAS.
Il candidato deve inoltre disporre di una PEC o di un domicilio digitale personale. Al termine della compilazione è necessario utilizzare il comando “Conferma e invia”: una domanda soltanto compilata, ma non trasmessa definitivamente, non sarà considerata valida.
È previsto il pagamento di una tassa di concorso di 10 euro, da versare tramite pagoPA seguendo le istruzioni disponibili nella procedura online. Il mancato pagamento comporta l’esclusione.
Scadenza del bando
La domanda deve essere inviata entro le ore 23:59 del 13 agosto 2026.
È prudente evitare l’ultimo giorno: eventuali errori nei dati, problemi con la PEC, documenti incompleti o difficoltà di accesso alla piattaforma potrebbero impedire di completare correttamente la procedura. La stessa amministrazione invita i candidati a non attendere le ultime ore disponibili.
Un dettaglio da valutare prima della candidatura
Le sedi definitive non sono indicate singolarmente nel bando. Le assegnazioni saranno stabilite in base alle esigenze organizzative della Regione e potranno riguardare gli uffici regionali situati nelle diverse province piemontesi, oltre agli enti che svolgono funzioni regionali delegate.
Chi sarà assunto dovrà accettare la sede attribuita e restarvi per almeno cinque anni, secondo quanto previsto dal bando. È un elemento da considerare con attenzione, soprattutto per chi vive fuori regione o non dispone di ampia flessibilità negli spostamenti.
Prima di inviare la candidatura è indispensabile leggere integralmente il bando ufficiale, verificare che il proprio diploma o titolo universitario rientri esattamente tra quelli ammessi e controllare tutti gli allegati richiesti. La selezione riguarda il territorio della Regione Piemonte e mette a disposizione complessivamente 4 posti a tempo pieno e indeterminato per istruttori tecnici.
Ultima modifica il 16 Luglio 2026 da Giuseppe Arlotta


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