Lavoratori Socialmente Utili LSU, chi sono, normativa, informazioni

I lavoratori socialmente utili (LSU), ovvero coloro che svolgono lavori di utilità comunitaria, possono essere assunti dagli Organismi pubblici sia a tempo indeterminato, sia mediante contratti di lavoro a tempo determinato, attraverso una procedura di selezione semplificata.

Con il Decreto Milleproroghe 2024 convertito in Legge le regole sono state nuovamente modificate e la scadenza per l’assunzione dei CSS è stata spostata al 30 giugno 2024 (anziché il 30 dicembre 2024).

In questa guida spiegheremo chi sono i lavoratori socialmente utili, cosa fanno e tutte le altre informazioni utili alla luce delle novità valide nel 2024.

LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI, NOVITÀ 2024

Per restare aggiornati seguiteci sul nostro canale telegram. E anche su WhatsApp, iscriviti da qui.

Negli ultimi anni, il Governo ha introdotto diverse novità per i lavoratori socialmente utili. In particolare:

– con il Decreto Milleproroghe 2024 convertito in Legge, il termine per la stabilizzazione dei Cittadini in Servizio Sociale è stato prorogato dal 30 dicembre 2023 al 30 giugno 2024. Le proroghe precedenti e quella attuale hanno lo scopo di agevolare il completamento del processo di stabilizzazione dei CSS appartenenti al cosiddetto gruppo storico nelle Regioni Lucania, Calabria, Campania e Puglia. Gli Organismi interessati devono presentare un’apposita richiesta utilizzando il modello allegato a questa comunicazione. Tale richiesta deve essere inviata agli indirizzi di posta elettronica certificata specificati nella nota 68476 del 31 ottobre 2023, con copia conoscenza alla Regione competente;

– con il Decreto PA bis convertito in Legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.144 del 22-06-2023, il Parlamento aveva previsto una corsia preferenziale di inserimento per i Cittadini in Servizio Sociale (CSS) che permette di evitare il tradizionale concorso pubblico, sostituito da una procedura ad hoc, come verrà spiegato successivamente, che rimane valida nel 2024.

Alla luce di queste novità è importante comprendere chi sono i CSS e cosa rappresentano i lavori socialmente utili.

CHI SONO I LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

I lavoratori socialmente utili sono persone che si trovano in una situazione svantaggiata nell’accesso al mondo del lavoro e ricevono un sussidio dall’INPS per svolgere attività di utilità pubblica.

Si tratta ad esempio di disoccupati di lunga durata, lavoratori alla ricerca del primo impiego o iscritti nelle liste di mobilità che non percepiscono l’indennità.

Istituiti con la Legge 24 luglio 1981, n. 390, che ha introdotto la possibilità per i residenti nelle Regioni del Sud Italia di impiegare temporaneamente disoccupati e titolari di un trattamento di integrazione salariale in opere e servizi di utilità pubblica, con il Decreto Legislativo 1º dicembre 1997, n. 468 la disciplina dei CSS è stata riorganizzata. Pertanto, i lavori socialmente utili sono stati estesi anche ai lavoratori in mobilità e ai disoccupati di lunga durata.

Al momento attuale, legalmente rientrano nei LSU i lavoratori:
– all’articolo 2, comma 1, del Decreto legislativo 28 febbraio 2000, n.81. Ovvero coloro che sono impegnati in progetti di lavoro socialmente utile e che hanno effettivamente accumulato almeno 12 mesi di esperienza in tali attività dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1999;
– all’articolo 3, comma 1, del Decreto legislativo 7 agosto 1997, n.280. Vale a dire coloro che sono impiegati in lavori di utilità pubblica nei settori dei servizi alla persona, della protezione dell’ambiente e del territorio, dello sviluppo rurale e dell’acquacoltura, del recupero e della riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali.

Rientrano tra i LSU anche i seguenti lavoratori:
– quelli coinvolti in attività di utilità pubblica;
– quelli già inclusi nell’ex articolo 7 del Decreto legislativo 1º dicembre 1997, n.468;
– quelli impegnati in attività socialmente utili della Regione Siciliana di cui all’articolo 30, comma 1 della Legge della Regione Siciliana del 28 gennaio 2014, n.5.

L’INPS è obbligato per legge a erogare un assegno ASU a favore dei lavoratori sopra menzionati per le tipologie di lavoro da loro svolte. In altre parole, i lavori socialmente utili.

In generale, i LSU appartengono a tre categorie principali:
– cosiddetta platea storica finanziata con le risorse statali del Fondo Sociale Occupazione e Formazione (già Fondo per l’Occupazione);
– categoria degli “autofinanziati” supportata da risorse proprie degli Organismi presso cui vengono svolte le attività (es.: Comuni, Regioni ecc.);
– categoria dei lavoratori beneficiari di sostegni al reddito impiegati dalle Pubbliche Amministrazioni in attività socialmente utili per la durata delle prestazioni godute.

Vediamo quali sono le norme che regolamentano i lavori socialmente utili e il ruolo dei LSU.

COSA FANNO I LSU

I LSU possono essere impiegati sia in lavori socialmente utili sia in progetti di lavoro di utilità pubblica. Ovvero:

– per lavori di utilità pubblica si intendono quelli finalizzati alla creazione di occupazione in nuovi settori occupazionali;
– per lavori socialmente utili si intendono quelli finalizzati alla qualificazione professionale in settori innovativi e alla realizzazione di progetti straordinari.

I progetti di lavoro socialmente utile sono generalmente promossi da:
– Pubblica Amministrazione;
– Organismi Pubblici Economici;
– società a prevalente partecipazione pubblica;
– cooperative sociali.

Tutte queste attività possono essere riassunte nel concetto di “lavoro socialmente utile”. Approfondiamo nel dettaglio cosa si intende.

COSA SONO I LAVORI SOCIALMENTE UTILI

L’INPS definisce i “lavori socialmente utili” le attività volte alla realizzazione di opere e alla fornitura di servizi collettivi mediante l’utilizzo di particolari categorie di soggetti. In particolare, i progetti di attività socialmente utili sono stati introdotti per sostenere persone senza lavoro e prive delle tutele previdenziali.

Solo le categorie dei lavoratori presentate sopra ed indicati come “LSU” possono accedere a questi progetti.

QUALI LAVORI POSSONO ESSERE DEFINITI SOCIALMENTE UTILI

I progetti dei lavori socialmente utili destinati ai LSU devono rientrare nei settori della cura delle persone, dell’ambiente, del territorio e della natura, dello sviluppo rurale e montano e dell’acquacoltura; nonché nel recupero e nella riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo n.468 del 1997. È necessario prestare particolare considerazione ai seguenti ambiti:

– cura ed assistenza all’infanzia, all’adolescenza ed agli anziani;

L’obiettivo principale dell’iniziativa è il recupero e la riabilitazione di individui affetti da dipendenza da sostanze, persone con disabilità e detenuti. Inoltre, si prevedono interventi mirati per migliorare le condizioni di vita di individui svantaggiati e emarginati socialmente. Alcune altre attività incluse sono la gestione dei rifiuti, la tutela della salute e sicurezza pubblica, la conservazione delle aree naturali protette e dei parchi nazionali, la bonifica di aree industriali dismesse e la rimozione dell’amianto. Si prevede inoltre un miglioramento del sistema idrico, la tutela degli ecosistemi idrogeologici e l’incoraggiamento dell’agricoltura biologica. Vengono previsti piani per il recupero e la riqualificazione delle aree urbane, compresa la messa in sicurezza degli edifici a rischio. Si prevedono inoltre interventi per l’adeguamento e l’ottimizzazione dei trasporti, il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale, nonché iniziative per promuovere lo sviluppo del turismo.

Ma come funzionano i lavori socialmente utili? Questa tipologia di lavoro viene svolta esclusivamente dai lavoratori socialmente utili, i quali vengono incaricati dalle autorità competenti. In cambio, essi ricevono un assegno dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS).

Da chi vengono selezionati e pagati i lavoratori socialmente utili? Scopriamolo insieme. La scelta dei lavoratori che possono svolgere attività socialmente utili è di competenza delle Regioni o degli enti che ne usufruiscono. Per quanto riguarda i pagamenti, l’INPS riceve le informazioni necessarie tramite ANPAL Servizi SpA (Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). In seguito alla soppressione dell’ANPAL, come previsto dal Decreto PA bis convertito in Legge, la gestione passerà al Ministero del Lavoro.

Per quanto riguarda gli stipendi dei lavoratori socialmente utili, dall’1 gennaio 2024 l’assegno mensile spettante a coloro che svolgono queste attività è di 691,89 euro. Si tratta di un importo che non viene ridotto secondo quanto stabilito dalla Legge n. 41 del 1986.

Durante il periodo di impegno nelle attività socialmente utili, ai lavoratori viene riconosciuto anche l’accredito della contribuzione figurativa ai fini del diritto alla pensione.

I lavoratori socialmente utili possono cumulare il loro assegno con altri benefici quali gli assegni familiari o i redditi derivanti da attività autonome occasionali o collaborazioni continue e coordinate.

Il pagamento dell’assegno ASU è effettuato dall’INPS su indicazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso una convenzione annuale con le regioni che stabilisce il numero di lavoratori socialmente utili ancora impegnati nel bacino territoriale regionale.

L’assegno per il lavoro socialmente utile è compatibile con alcune tipologie di reddito come gli assegni di invalidità civile o le pensioni privilegiate per infermità contratta durante il servizio militare obbligatorio.

Vi sono anche situazioni che possono portare alla decadenza dallo status di lavoratore socialmente utile, come la perdita dello stato di disoccupazione o l’inizio di un lavoro subordinato senza effettuare le comunicazioni previste.

Dal 2023 – e dunque anche per il 2024 – grazie alle nuove disposizioni legislative, i Lavoratori Socialmente Utili potranno essere assunti nelle Pubbliche Amministrazioni con contratti a tempo determinato o indeterminato mediante una procedura selettiva adeguata alla professionalità richiesta e valutazione dei titoli, considerando anche l’anzianità di servizio.

Questo nuovo provvedimento offre un’opportunità alle PA. In altre parole, le Amministrazioni Pubbliche, in conformità con il Decreto, hanno la facoltà, ma non l’obbligo, di assumere lavoratori socialmente utili (LSU) nel loro organico. Lo scopo di questa disposizione, che non comporta spese aggiuntive per lo Stato, è potenziare l’organizzazione all’interno delle PA.

Il Decreto stabilisce anche che:

– Le Pubbliche Amministrazioni possono assumere a tempo indeterminato i lavoratori già impegnati in lavori socialmente utili o di pubblica utilità, ricorrendo alla posizione di lavoratori sovrannumerari e in deroga alla dotazione organica e alle esigenze del personale, sempre nel rispetto dei vincoli normativi in materia di assunzioni.

– Come specificato nel Decreto Milleproroghe 2024 convertito in Legge, il Governo ha prorogato il termine entro cui tali lavoratori possono essere assunti al 30 giugno 2024, anziché al 31 dicembre 2023. Questa possibilità riguarda le assunzioni a tempo indeterminato, compresi i contratti di lavoro a tempo parziale, nel limite delle risorse finanziarie allocate, pari a 59 milioni di euro all’anno, per la stabilizzazione dei lavoratori e per le iniziative legate alle politiche attive per l’occupazione nelle regioni.

Le stabilizzazioni, valide fino al 30 giugno 2024, devono essere effettuate seguendo le indicazioni riportate nella nota 68476 del 31 ottobre 2023. Gli Enti interessati sono tenuti a presentare una richiesta apposita utilizzando il modulo disponibile (DOCX 35 Kb). Tale richiesta dovrà essere inviata entro la nuova scadenza del 2024, che sarà comunicata dal Ministero (e saremo pronti ad aggiornarvi), agli indirizzi di posta elettronica certificata indicati nella nota 68476 del 31 ottobre 2023, con copia alla Regione competente.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI
– Legge 24 luglio 1981, n. 390;
– Decreto Legislativo 1º dicembre 1997, n. 468:
– Decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81;
– Decreto legislativo 7 agosto 1997, n.280;
– Legge della Regione Siciliana 28 gennaio 2014, n.5;
– Decreto Legge 22 giugno 2023, n.75 (Pdf 262 Kb), cioè il Decreto PA bis pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.144 del22-06-2023;
– Nota Ministero del Lavoro n.68476 del31 ottobre 2023 (Pdf253 Kb);
– DPCM11 ottobre 2023(Pdf66 Kb);
– Circolare INPSn.25 del29-01-2024(Pdf110 Kb);
– Testo PDF del Decreto Milleproroghe2024 convertito in Legge.

Lascia una risposta