Rottamazione IMU, TARI, bollo auto e multe: domande aperte dal 16 ottobre, fino a 54 rate per pagare i debiti

contribuente che controlla cartelle esattoriali relative a IMU, TARI, bollo auto e multeDal 16 ottobre 2026 prende il via una nuova possibilità per i contribuenti che hanno cartelle esattoriali relative a tributi locali e sanzioni non pagate. È ufficialmente aperta la procedura di adesione alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali, la misura che consente di regolarizzare determinati debiti nei confronti di Comuni, Regioni e altri enti locali, beneficiando dell’eliminazione di sanzioni, interessi e altri importi previsti dalla normativa.

L’agevolazione può riguardare debiti relativi a IMU, TARI, bollo auto e multe stradali, ma non si applica automaticamente a tutte le somme arretrate. Per beneficiare della misura è necessario che l’ente creditore abbia aderito alla definizione agevolata e che il debito rientri nei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

I contribuenti interessati possono già verificare le cartelle ammesse attraverso il Prospetto informativo, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La domanda deve essere presentata esclusivamente online entro il 15 dicembre 2026.



È inoltre prevista la possibilità di pagare in un’unica soluzione oppure di suddividere quanto dovuto in un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite su un periodo che può arrivare fino a nove anni. La prima scadenza di pagamento è fissata al 31 marzo 2027.

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Rottamazione-quinquies 2026: cosa cambia per i contribuenti

La nuova misura rappresenta un’estensione della Rottamazione-quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026, che viene applicata anche a determinati debiti tributari e non tributari degli enti territoriali.

Il provvedimento è stato introdotto dall’articolo 10-quinquies del Decreto Legge 38/2026, convertito nella Legge 88/2026, e successivamente modificato dalla Legge 113/2026.

La principale novità riguarda la possibilità di regolarizzare somme che, fino a questo momento, potevano non rientrare nella definizione agevolata prevista per altri debiti iscritti a ruolo.

Il beneficio consiste nella riduzione dell’importo complessivamente dovuto, attraverso l’eliminazione delle componenti previste dalla legge. Il contribuente continua a dover versare il capitale originario e le eventuali spese che restano dovute, ma può ottenere un risparmio rispetto all’importo complessivo della cartella.

La misura può interessare sia privati cittadini sia altri soggetti debitori, purché ricorrano le condizioni previste.

Non è però sufficiente avere una cartella esattoriale per ottenere automaticamente lo sconto. La possibilità di aderire deve essere verificata rispetto al singolo debito e all’ente che lo ha originato.

Quali debiti si possono rottamare: IMU, TARI, bollo auto e multe

La Rottamazione-quinquies degli enti territoriali può comprendere differenti categorie di debiti, purché siano rispettate le condizioni stabilite dalla normativa.

Tra quelli potenzialmente ammessi figurano:

  • IMU non pagata, relativa agli immobili e agli anni interessati dai carichi definibili.
  • TARI arretrata, riguardante la tassa comunale sui rifiuti.
  • Bollo auto, quando il relativo debito regionale rientra nelle condizioni previste.
  • Multe stradali, comprese determinate somme affidate alla riscossione.
  • Altri debiti tributari e non tributari di competenza degli enti territoriali, nei limiti stabiliti dalla legge.

Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Per individuare le somme interessate bisogna considerare soprattutto la data di affidamento del carico all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il periodo previsto va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Questo elemento è diverso dall’anno al quale si riferisce originariamente la tassa o la sanzione.

Per esempio, una tassa relativa a un determinato anno può essere stata affidata alla riscossione soltanto successivamente. Ai fini della definizione agevolata assume rilievo la data di affidamento, non semplicemente quella in cui è nato il debito.

Attenzione: non tutti i Comuni e le Regioni hanno aderito

Uno degli aspetti più importanti della nuova rottamazione riguarda il carattere territoriale della misura.

Non tutti i contribuenti con IMU, TARI o bollo auto arretrati possono automaticamente beneficiare dell’agevolazione.

La legge ha infatti previsto che ciascun ente territoriale interessato dovesse adottare un apposito provvedimento di adesione e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il termine stabilito.

L’Agenzia ha successivamente pubblicato un elenco ufficiale delle amministrazioni che hanno aderito, comprendente circa 1.500 enti territoriali.

La presenza del proprio Comune o della propria Regione nell’elenco costituisce un primo elemento da controllare, ma non significa necessariamente che ogni debito del contribuente sia rottamabile.

Occorre infatti verificare anche che il carico sia stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo previsto e che rientri tra quelli ammessi.

Se un Comune gestisce direttamente il recupero di determinati tributi, senza affidare quelle somme all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la specifica procedura nazionale di rottamazione non si applica automaticamente.

Per questo motivo è fondamentale consultare il Prospetto informativo prima di presentare la domanda.

Come controllare se una cartella può essere rottamata

Per consentire ai contribuenti di individuare con precisione le somme ammesse, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha attivato un servizio dedicato alla richiesta del Prospetto informativo.

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Il documento contiene l’elenco dei carichi che possono beneficiare della definizione agevolata e gli importi da pagare aderendo alla misura.

Questo permette di confrontare la situazione debitoria con quanto effettivamente richiesto attraverso la rottamazione, valutando il possibile vantaggio economico.

Il Prospetto può essere richiesto sia attraverso l’area riservata del portale, sia mediante l’area pubblica, senza autenticazione digitale.

Chi accede all’area riservata deve utilizzare uno dei sistemi di identità digitale ammessi, come SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

Una volta effettuato l’accesso, bisogna selezionare la sezione dedicata alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali e avviare la richiesta del documento.

Dopo l’invio, il sistema prevede la trasmissione di un messaggio email contenente il collegamento per scaricare il Prospetto. Per le richieste effettuate nell’area riservata, il collegamento viene generalmente inviato entro dodici ore e rimane valido per cinque giorni.

Chi preferisce utilizzare l’area pubblica dovrà invece compilare il modulo online, indicare i dati richiesti e allegare un documento di riconoscimento.

Dopo la verifica, l’Agenzia renderà disponibile il documento attraverso un collegamento trasmesso all’indirizzo email comunicato.

IMU e TARI: quando si eliminano sanzioni e interessi

Per i debiti tributari ammessi alla rottamazione, come IMU e TARI, il beneficio principale consiste nella possibilità di pagare il capitale dovuto senza alcune delle maggiorazioni maturate nel tempo.

In particolare, la definizione agevolata prevede l’eliminazione delle sanzioni e degli interessi rientranti nell’ambito della misura, oltre alle componenti di aggio previste dalla normativa.

Restano invece dovute le somme a titolo di capitale e le eventuali spese di notifica delle cartelle e delle procedure esecutive, quando applicabili.

Per comprendere il vantaggio economico si può considerare un esempio puramente illustrativo.

Se un contribuente presenta una cartella relativa a una tassa comunale, composta da 1.000 euro di capitale e 400 euro tra sanzioni e interessi eliminabili, la definizione agevolata può consentire di versare i 1.000 euro originari, oltre alle eventuali spese che restano dovute.

Il risparmio dipende però dalla composizione reale della cartella. Non tutte le somme presenti in un avviso vengono necessariamente cancellate.

L’importo effettivamente dovuto sarà quello individuato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso il Prospetto informativo e la successiva comunicazione ufficiale delle somme.

Multe stradali: la sanzione principale non viene cancellata

Un chiarimento particolarmente importante riguarda le multe per violazioni del Codice della strada.

La Rottamazione-quinquies può interessare anche determinate sanzioni amministrative, ma non elimina l’importo originario della multa.

Per questa categoria di debiti, infatti, la definizione agevolata opera principalmente sulle maggiorazioni e sugli interessi previsti dalla normativa, oltre agli eventuali aggi di riscossione.

La sanzione amministrativa principale rimane dovuta.

Questo significa che un automobilista con una multa arretrata non può considerare automaticamente cancellato il verbale o l’intero importo della sanzione.

Il beneficio consiste nell’eliminazione di determinate somme aggiuntive maturate nel tempo, secondo la composizione del debito.

Prima di aderire è quindi utile verificare l’importo originario della multa e distinguere le maggiorazioni che possono essere eliminate dalle componenti che rimangono da pagare.

Come presentare domanda online dal 16 ottobre 2026

La procedura per aderire alla nuova rottamazione è esclusivamente telematica e viene gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La domanda può essere presentata attraverso l’area riservata del sito ufficiale oppure utilizzando l’apposita procedura disponibile nell’area pubblica.

Accedendo con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, il contribuente può visualizzare le posizioni debitorie definibili e selezionare quelle che intende includere nella richiesta.

Non è obbligatorio inserire necessariamente tutte le cartelle presenti nella propria situazione debitoria: è possibile scegliere i carichi per i quali si desidera richiedere la definizione agevolata, secondo le funzionalità della piattaforma.

Durante la procedura sarà necessario indicare anche la modalità di pagamento preferita, scegliendo tra il versamento in un’unica soluzione e la rateizzazione.

Chi presenta domanda attraverso l’area pubblica deve invece indicare i riferimenti delle cartelle interessate, fornire i dati richiesti e allegare la documentazione necessaria per l’identificazione.

Dopo l’invio sarà rilasciata una conferma della presentazione della richiesta.

La semplice domanda non determina la cancellazione immediata del debito. Per beneficiare definitivamente della rottamazione sarà necessario rispettare il piano dei pagamenti comunicato dall’Agenzia.

Il termine ultimo per inoltrare l’istanza è il 15 dicembre 2026.

Rottamazione fino a 54 rate: come funziona il pagamento

Una delle caratteristiche più importanti della misura è la possibilità di suddividere il debito in un numero elevato di rate.

Il contribuente potrà scegliere di pagare in un’unica soluzione oppure attraverso un massimo di 54 rate bimestrali, da versare secondo il calendario previsto.

La durata massima della rateizzazione può quindi raggiungere circa nove anni.

Per chi sceglie questa modalità si applicano interessi del 3% annuo, calcolati a decorrere dal 1° aprile 2027.

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Le rate hanno un importo minimo previsto dalla normativa di 100 euro ciascuna. Non è quindi possibile ottenere automaticamente 54 rate quando il debito è troppo basso per rispettare tale importo minimo.

Il numero effettivo delle rate dipenderà dalle somme dovute e dalle condizioni della definizione agevolata.

Il piano di pagamento sarà comunicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, insieme all’importo complessivo da versare e ai relativi moduli di pagamento.

Le scadenze da ricordare tra il 2026 e il 2027

Il calendario ufficiale prevede diverse date fondamentali per chi intende aderire.

16 ottobre 2026: apertura delle domande di Rottamazione-quinquies per i debiti degli enti territoriali.

15 dicembre 2026: termine ultimo per presentare la richiesta di adesione.

28 febbraio 2027: termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l’importo dovuto e il piano dei versamenti.

31 marzo 2027: scadenza per il pagamento in un’unica soluzione oppure per il versamento della prima rata.

Per chi sceglie la rateizzazione, le successive scadenze del 2027 sono previste per il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre.

A partire dal 2028, le rate seguiranno il calendario bimestrale previsto nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.

Il contribuente dovrà fare riferimento alle date e agli importi riportati nella propria comunicazione ufficiale.

Cosa succede se non si pagano le rate

L’adesione alla Rottamazione-quinquies comporta anche l’obbligo di rispettare le condizioni del piano di pagamento.

La normativa prevede la perdita dei benefici in caso di mancato o insufficiente versamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive oppure dell’ultima rata del piano.

Per il pagamento in un’unica soluzione e per l’ultima rata è prevista una tolleranza di cinque giorni rispetto alla scadenza. La disciplina della tolleranza non deve essere estesa indistintamente a tutte le rate intermedie.

Quando la rottamazione diventa inefficace, il contribuente perde i vantaggi economici previsti.

Le somme già versate non vengono restituite, ma sono considerate acconti sul debito complessivo originario.

Riprendono inoltre le attività di recupero del credito secondo le disposizioni applicabili, con la possibilità di nuove procedure cautelari o esecutive e di prosecuzione di quelle precedentemente avviate.

È quindi importante valutare attentamente la sostenibilità delle rate prima di scegliere il piano di pagamento.

Una rateizzazione troppo elevata rispetto alle proprie possibilità economiche può comportare il rischio di perdere i benefici della definizione agevolata.

Come verificare l’adesione del proprio Comune o della Regione

Prima di presentare la domanda è consigliabile controllare se l’amministrazione che ha originato il debito abbia aderito alla misura.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato un elenco ufficiale degli enti territoriali che hanno adottato il provvedimento necessario per applicare la Rottamazione-quinquies.

L’elenco comprende Regioni ed enti locali che hanno trasmesso la propria adesione secondo le modalità previste.

Per effettuare la verifica bisogna individuare l’ente creditore riportato nella cartella e controllare se compare tra quelli aderenti.

Il passaggio successivo consiste nel richiedere il Prospetto informativo, perché la presenza dell’ente nell’elenco non garantisce automaticamente che uno specifico debito rientri nella misura.

Questo controllo è particolarmente importante per IMU, TARI e bollo auto, poiché le modalità di gestione e riscossione delle entrate possono variare tra amministrazioni e territori.

Domanda e documenti: tutti i collegamenti ufficiali

Le procedure sono gestite direttamente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, attraverso i servizi disponibili sul sito istituzionale.

Per richiedere il Prospetto informativo, controllare le cartelle ammesse e inoltrare la domanda è possibile utilizzare i seguenti collegamenti:

Richiedi il Prospetto informativo dei debiti rottamabili

Presenta la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali

Consulta l’elenco ufficiale dei Comuni e delle Regioni che hanno aderito

Consulta la normativa e le informazioni sulla Legge 88/2026

Accedi al sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

La nuova finestra rappresenta una possibilità per regolarizzare debiti locali arretrati, riducendo l’importo di determinate maggiorazioni e distribuendo il pagamento su un periodo più lungo.

Il vantaggio economico deve però essere verificato caso per caso, controllando la natura del debito, l’adesione dell’ente creditore e le condizioni stabilite dalla normativa.

Le domande sono aperte dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Il primo passo consigliato è richiedere il Prospetto informativo, così da conoscere con precisione quali cartelle possono essere rottamate e quale importo rimarrà effettivamente da pagare.

Ultima modifica il 16 Ottobre 2026 da Giuseppe Arlotta

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