Importante aggiornamento per il concorso del Ministero della Difesa destinato all’assunzione di 1.100 Assistenti a tempo pieno e indeterminato. La Commissione RIPAM ha disposto una modifica del bando e una nuova apertura delle candidature, con scadenza fissata alle ore 23:59 del 5 dicembre 2026.
La selezione riguarda 600 Assistenti amministrativi e 500 Assistenti appartenenti a differenti profili tecnici, sanitari e di supporto. Per partecipare è richiesto il diploma di scuola secondaria superiore quinquennale oppure un titolo riconosciuto equipollente o equivalente, senza necessità di possedere una laurea.
La novità, pubblicata il 5 novembre 2026 sul portale inPA, riguarda però un aspetto specifico: la riapertura è destinata esclusivamente ai cittadini degli altri Stati dell’Unione Europea e alle categorie di cittadini extra-UE ammesse dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001.
Non si tratta, quindi, di una nuova opportunità di iscrizione per tutti i diplomati italiani che avevano lasciato scadere i termini originari. Le candidature dei cittadini italiani si erano chiuse il 27 gennaio 2026 e rimangono regolarmente acquisite.
Il Ministero ha inoltre già svolto le prove scritte della procedura iniziale, organizzate tra il 7 e il 9 ottobre 2026. La modifica non annulla gli esami effettuati e non introduce altri 1.100 posti: interviene sulle condizioni di accesso per le categorie precedentemente escluse.
Perché è stato riaperto il concorso del Ministero della Difesa
Il concorso originario era stato pubblicato il 23 dicembre 2025, nell’ambito del piano di rafforzamento degli organici civili del Ministero della Difesa.
La procedura prevedeva il reclutamento di 1.100 dipendenti, da inquadrare nell’Area degli Assistenti del comparto Funzioni Centrali, attraverso una selezione per titoli ed esami organizzata su base territoriale.
Tra i requisiti inizialmente previsti figurava il possesso della cittadinanza italiana.
Questa disposizione è stata successivamente oggetto di un contenzioso giudiziario, conclusosi, in primo grado, con la sentenza n. 5127 del 29 ottobre 2026 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro.
Il giudice ha ritenuto discriminatoria la limitazione relativa alla cittadinanza e ha disposto la modifica del bando, consentendo la partecipazione alle ulteriori categorie individuate dalla normativa sul pubblico impiego.
Per dare esecuzione al provvedimento giudiziario, il Ministero della Difesa ha richiesto alla Commissione RIPAM di aggiornare le condizioni di accesso e riaprire i termini per trenta giorni.
La delibera è stata adottata il 5 novembre 2026 e pubblicata sul portale nazionale inPA nella stessa giornata.
L’amministrazione ha precisato che la modifica viene effettuata per dare esecuzione alla sentenza, senza rinunciare alla possibilità di contestarne l’esito nei successivi gradi di giudizio.
Chi può presentare domanda entro il 5 dicembre 2026
La nuova finestra di partecipazione non interessa tutti i candidati.
Possono utilizzarla i cittadini di altri Stati membri dell’Unione Europea e i cittadini di Paesi terzi che rientrano nelle condizioni individuate dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001.
La modifica riguarda, in particolare, le categorie di cittadini stranieri alle quali la normativa riconosce l’accesso a determinati impieghi pubblici, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge.
Sono compresi, alle condizioni previste dalla disposizione, i titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria e i cittadini extra-UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Rientrano inoltre le ulteriori situazioni familiari e giuridiche contemplate dall’articolo 38.
Il semplice possesso di un qualsiasi permesso di soggiorno non garantisce automaticamente il diritto a partecipare. È necessario verificare di appartenere effettivamente a una delle categorie ammesse.
Per i cittadini italiani, invece, la riapertura non determina una nuova possibilità di candidatura.
Chi aveva già presentato domanda regolarmente durante la prima finestra non deve ripetere l’iscrizione. Chi non si era candidato entro il 27 gennaio 2026 non può utilizzare il nuovo termine soltanto perché possiede il diploma richiesto.
Attenzione: i requisiti devono essere posseduti dal 27 gennaio 2026
Un’altra condizione particolarmente importante riguarda la data alla quale devono essere riferiti i requisiti di partecipazione.
La Commissione RIPAM ha chiarito che i nuovi candidati devono aver posseduto i requisiti e i titoli da valutare già alla scadenza originaria del 27 gennaio 2026.
Tali requisiti dovranno inoltre essere mantenuti fino all’eventuale sottoscrizione del contratto di lavoro.
La riapertura fino al 5 dicembre non consente quindi di utilizzare titoli o condizioni acquisiti successivamente alla scadenza del bando iniziale, quando questi erano richiesti per l’ammissione.
Per esempio, un candidato che abbia conseguito il diploma necessario soltanto dopo il 27 gennaio 2026 non soddisfa il requisito temporale stabilito dal nuovo provvedimento.
Lo stesso principio si applica alle condizioni personali e agli eventuali titoli che si intendono far valutare nella graduatoria.
Prima di inoltrare la domanda è quindi indispensabile verificare non soltanto il possesso dei requisiti, ma anche la data dalla quale risultano acquisiti.
I 1.100 posti disponibili: 600 amministrativi e 500 tecnici
Il concorso prevede complessivamente 1.100 assunzioni, distribuite tra numerosi profili professionali.
Il gruppo più consistente riguarda gli Assistenti amministrativi, contabili, linguistici, giudiziari e storico-culturali, per i quali sono disponibili 600 posti.
Le restanti 500 posizioni sono destinate a personale tecnico, sanitario e a differenti attività di supporto.
La ripartizione complessiva è la seguente:
- 600 Assistenti amministrativi – Codice AMM.
- 9 Assistenti sanitari – Codice FS-41.
- 22 Assistenti ai servizi di supporto – Codice FT-35.
- 2 Assistenti per l’alimentazione e la ristorazione – Codice FT-36.
- 40 Assistenti ai servizi di vigilanza – Codice FT-37.
- 20 Assistenti tecnici per l’informatica – Codice FT-45.
- 5 Assistenti per i servizi informativi – Codice FT-46.
- 65 Assistenti tecnici per i sistemi elettrici ed elettromeccanici – Codice FT-47.
- 14 Assistenti tecnici per la cartografia e la grafica – Codice FT-48.
- 10 Assistenti tecnici chimico-fisici – Codice FT-49.
- 7 Assistenti tecnici artificieri – Codice FT-50.
- 88 Assistenti tecnici per l’edilizia e le manutenzioni – Codice FT-51.
- 12 Assistenti tecnici nautici – Codice FT-52.
- 53 Assistenti tecnici per l’elettronica, l’optoelettronica e le telecomunicazioni – Codice FT-53.
- 48 Assistenti tecnici per le lavorazioni – Codice FT-54.
- 105 Assistenti tecnici per la motoristica, la meccanica e le armi – Codice FT-55.
La presenza di profili differenti permette di individuare opportunità coerenti con percorsi di studio e competenze professionali diverse.
È però necessario scegliere correttamente il codice di concorso, poiché ogni profilo ha un programma d’esame e una graduatoria di riferimento.
Dove si trovano i posti per Assistenti amministrativi
I 600 posti amministrativi sono distribuiti in undici regioni italiane.
La concentrazione maggiore riguarda il Lazio, con 219 assunzioni, seguito dalla Liguria con 128 posti e dalla Toscana con 74.
La distribuzione prevista dal bando è la seguente:
| Regione | Posti |
|---|---|
| Lazio | 219 |
| Liguria | 128 |
| Toscana | 74 |
| Emilia-Romagna | 53 |
| Lombardia | 27 |
| Sardegna | 23 |
| Umbria | 23 |
| Veneto | 20 |
| Piemonte | 18 |
| Campania | 12 |
| Trentino-Alto Adige | 3 |
| Totale | 600 |
Per i profili tecnici sono previste disponibilità anche in altre regioni, comprese Puglia, Marche e Friuli-Venezia Giulia.
Nel complesso, le sedi di destinazione interessano quattordici regioni.
Non sono indicati posti iniziali per Sicilia, Calabria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta.
Il concorso è organizzato su base territoriale e le assegnazioni avverranno secondo le graduatorie e le disponibilità previste per ciascun codice.
Il bando consente di concorrere per un solo codice, rendendo importante la scelta del profilo e dell’ambito territoriale.
Requisiti: basta il Diploma, non serve la Laurea
Il requisito scolastico previsto dal bando è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado quinquennale, oppure un altro diploma dichiarato equipollente o equivalente dalle autorità competenti.
Non è richiesta una laurea per l’ammissione.
La procedura comprende ruoli amministrativi e tecnici, ma il requisito scolastico riportato nell’articolo 2 del bando è formulato in maniera generale.
Questo significa che l’ammissione non è subordinata, in via generale, al possesso di una laurea o di una particolare abilitazione universitaria.
Occorre comunque valutare attentamente le materie della prova per il profilo prescelto.
Per gli Assistenti amministrativi, ad esempio, sono richieste conoscenze di diritto amministrativo, contabilità pubblica e organizzazione del Ministero della Difesa.
Per i profili tecnici, invece, il programma comprende argomenti specifici di meccanica, elettronica, informatica, edilizia, nautica e altre discipline collegate alle mansioni.
L’assenza di una laurea obbligatoria non deve quindi essere confusa con una selezione priva di conoscenze professionali da dimostrare.
Non sono previsti, nel requisito generale di ammissione, anni minimi di precedente esperienza lavorativa.
Gli altri requisiti richiesti
Oltre al diploma, i candidati devono possedere le condizioni generali previste dal bando.
Sono richiesti la maggiore età, il godimento dei diritti civili e politici, l’assenza delle cause di esclusione dall’impiego pubblico e l’idoneità fisica alle specifiche mansioni.
Il documento richiama inoltre il requisito della condotta incensurabile previsto dall’articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 165/2001.
Non possono partecipare coloro che si trovano nelle situazioni ostative indicate dall’avviso, comprese determinate condanne penali definitive e provvedimenti espulsivi dal pubblico impiego.
I candidati devono dichiarare gli eventuali procedimenti penali pendenti e le altre circostanze previste dal bando.
Per i cittadini stranieri ammessi dalla modifica del 5 novembre sono previste disposizioni specifiche relative al godimento dei diritti civili e politici nello Stato di cittadinanza e alle condizioni di soggiorno.
Per i titoli di studio conseguiti all’estero sarà necessario rispettare le procedure di riconoscimento previste dalla normativa italiana.
Tutti i requisiti devono essere verificati alla luce della scadenza originaria del 27 gennaio 2026, come chiarito dal nuovo provvedimento.
Cosa fanno gli Assistenti del Ministero della Difesa
Le mansioni saranno differenti in relazione al settore professionale e alla struttura di assegnazione.
Gli Assistenti amministrativi potranno svolgere attività di supporto ai procedimenti, gestione della documentazione, archiviazione, contabilità e collaborazione con gli uffici amministrativi del Ministero.
Potranno inoltre essere coinvolti nell’elaborazione di atti, nella gestione delle comunicazioni e nell’utilizzo dei sistemi informatici impiegati nelle strutture ministeriali.
I profili tecnici saranno invece destinati ad attività connesse al funzionamento e alla manutenzione di infrastrutture, apparecchiature, impianti e sistemi utilizzati dall’amministrazione.
Le competenze richieste variano dalla gestione dei sistemi informatici alle lavorazioni meccaniche, dall’elettronica alla manutenzione degli edifici e delle attrezzature.
Una precisazione importante: il concorso è destinato al personale civile del Ministero della Difesa.
Non si tratta di un reclutamento per diventare militari, né di una procedura che prevede automaticamente l’arruolamento nelle Forze Armate.
I vincitori saranno assunti nei ruoli civili dell’amministrazione, con l’inquadramento previsto dal contratto collettivo delle Funzioni Centrali.
Contratto a tempo indeterminato e stipendio nel 2026
Le assunzioni previste dal bando saranno effettuate con rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, nell’Area degli Assistenti.
Il trattamento economico sarà quello previsto dal CCNL Funzioni Centrali, con gli aggiornamenti introdotti dal contratto 2025-2027 sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026.
Secondo le tabelle economiche nazionali, dal 1° gennaio 2026 lo stipendio tabellare annuo lordo dell’Area degli Assistenti è pari a 22.014,77 euro per dodici mensilità, oltre alla tredicesima.
La quota mensile tabellare corrisponde quindi a circa 1.834,56 euro lordi.
Considerando anche la tredicesima, la componente tabellare annuale supera i 23.800 euro lordi.
A questa cifra possono aggiungersi l’indennità di amministrazione e le ulteriori componenti economiche previste dal contratto collettivo e dalla normativa applicabile, quando spettanti.
Gli importi indicati rappresentano il trattamento tabellare nazionale e non lo stipendio netto individuale.
La retribuzione effettivamente percepita dipenderà dalle trattenute fiscali e previdenziali e dalle ulteriori voci contrattuali.
Le nuove assunzioni avverranno secondo la disponibilità dei posti e le procedure di approvazione delle graduatorie.
Concorso con una sola prova scritta da 40 quesiti
La procedura concorsuale originaria prevede una sola prova scritta, seguita dalla valutazione dei titoli.
Non è contemplata una prova orale ordinaria.
La prova consiste in 40 domande a risposta multipla da completare in 60 minuti, con un punteggio massimo di 30 punti.
I quesiti sono suddivisi in tre gruppi.
Il primo comprende 25 domande sulle conoscenze teoriche e professionali. Di queste, 12 riguardano materie comuni a tutti i profili e 13 sono dedicate alle competenze specifiche del codice di concorso.
Il secondo gruppo comprende 7 quesiti di logica e ragionamento critico-verbale.
Gli ultimi 8 quesiti sono situazionali, dedicati alla capacità di affrontare problemi organizzativi e gestionali e di individuare il comportamento più efficace in determinate situazioni di lavoro.
Per superare la prova è necessario ottenere almeno 21 punti su 30.
La selezione prevede inoltre l’attribuzione di punteggi per i titoli posseduti, secondo i criteri previsti dall’articolo 7 del bando.
Le materie da studiare per il profilo amministrativo
Per i 600 posti da Assistente amministrativo, le materie specifiche comprendono diversi argomenti direttamente collegati al funzionamento degli uffici pubblici.
Il programma prevede elementi di contabilità dello Stato e degli enti pubblici, diritto dell’Unione Europea, normativa generale sul pubblico impiego e responsabilità dei dipendenti pubblici.
Sono inoltre richieste conoscenze relative ai diritti e ai doveri del personale, al codice di comportamento e alle sanzioni disciplinari.
Le materie comuni comprendono elementi di diritto amministrativo, codice dei contratti pubblici, tutela dei dati personali e nozioni di diritto penale, con particolare riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione.
Completano la preparazione il Codice dell’Amministrazione Digitale, l’ordinamento del Ministero della Difesa, la lingua inglese di livello A2 e le principali tecnologie informatiche.
Per i profili tecnici il programma cambia in relazione al settore professionale: è quindi necessario consultare la sezione del bando dedicata al proprio codice.
Le prove sono già state svolte: cosa succede adesso?
Questo è un passaggio fondamentale per comprendere l’attuale situazione della selezione.
Il concorso originario si trova già in una fase avanzata.
Le prove scritte sono state organizzate dal 7 al 9 ottobre 2026 e gli esiti sono stati progressivamente resi disponibili ai candidati nelle giornate successive.
Per gli Assistenti amministrativi, ad esempio, la pubblicazione dei punteggi individuali è stata comunicata l’8 ottobre.
Per gli altri profili tecnici e sanitari sono seguite ulteriori comunicazioni fino al 12 ottobre.
I partecipanti già iscritti possono consultare i risultati attraverso la piattaforma ConcorsiSmart di Formez PA, utilizzando le proprie credenziali di accesso.
Il nuovo provvedimento RIPAM specifica che restano validi gli atti della procedura già svolta, comprese le prove effettuate.
La riapertura, quindi, non determina l’azzeramento del concorso.
Per i nuovi candidati ammessi attraverso la modifica, sarà necessario attendere le indicazioni ufficiali sulle successive modalità di svolgimento della selezione.
Alla data del 6 novembre 2026 non risulta pubblicato un nuovo calendario specifico per le prove destinate ai candidati della riapertura.
L’amministrazione dovrà garantire il rispetto delle disposizioni del bando e delle condizioni di partecipazione previste dalla nuova delibera.
Valutazione dei titoli: fino a 7 punti aggiuntivi
Il punteggio della prova scritta non costituisce l’unico elemento utilizzato per formare le graduatorie finali.
Il bando prevede infatti l’attribuzione di un massimo di 7 punti per i titoli di studio.
Una parte del punteggio è collegata al voto del diploma, con una maggiorazione per i titoli conseguiti nei cinque anni precedenti la scadenza stabilita dal bando.
I candidati che hanno ottenuto un voto particolarmente elevato possono quindi beneficiare di un punteggio maggiore.
Ulteriori punti sono attribuiti per i titoli universitari e postuniversitari, nei limiti previsti dalla procedura.
Rientrano tra i titoli valutabili lauree triennali, lauree magistrali, master universitari, diplomi di specializzazione e dottorati di ricerca.
La commissione valuterà soltanto i titoli correttamente dichiarati nella domanda e posseduti entro la data richiesta.
Per i nuovi candidati ammessi dalla riapertura, il termine di riferimento rimane quello originario del 27 gennaio 2026.
La graduatoria finale sarà formata sommando il punteggio della prova scritta e quello riconosciuto per i titoli, applicando le riserve e le preferenze previste dalla normativa.
Posti riservati e graduatorie: cosa prevede il bando
Il concorso disciplina anche una serie di riserve destinate a particolari categorie di candidati.
È prevista una quota del 10% dei posti, per ciascun codice, a favore delle persone con disabilità individuate dalla Legge 68/1999, secondo le condizioni stabilite.
Sono inoltre richiamate le riserve a favore dei volontari delle Forze Armate e degli operatori che hanno completato senza demerito il Servizio Civile Universale o Nazionale, nei limiti previsti dalla normativa.
Il bando prevede anche una specifica riserva collegata al personale che abbia maturato almeno 36 mesi di servizio nelle condizioni indicate.
Le riserve devono essere applicate rispettando il limite complessivo massimo stabilito per i concorsi pubblici.
Le graduatorie saranno approvate distintamente per i diversi codici e ambiti territoriali, sulla base dei punteggi conseguiti.
Il Ministero potrà inoltre utilizzare lo scorrimento delle graduatorie per coprire eventuali posti rimasti vacanti secondo le disposizioni del bando.
L’idoneità non garantisce automaticamente l’assunzione, che rimane subordinata alla posizione utile in graduatoria e al rispetto delle condizioni previste.
I nuovi candidati saranno ammessi con riserva
Il provvedimento del 5 novembre introduce una condizione giuridica che i nuovi partecipanti devono conoscere.
La Commissione RIPAM ha chiarito che la modifica viene adottata per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Milano, senza che ciò costituisca un’accettazione definitiva della decisione.
Di conseguenza, i candidati che partecipano attraverso la nuova riapertura saranno ammessi con riserva rispetto all’esito dell’intero giudizio.
Se risulteranno utilmente collocati in graduatoria, l’eventuale assunzione sarà accompagnata da una condizione risolutiva.
Questa potrà operare nel caso in cui il contenzioso si concluda successivamente con un esito favorevole all’amministrazione, secondo quanto espressamente previsto dalla delibera.
La disposizione non elimina la possibilità di concorrere e di ottenere un posto, ma introduce una specifica condizione legata all’evoluzione della controversia giudiziaria.
È quindi opportuno leggere integralmente anche il provvedimento di modifica, oltre al bando originario.
Come presentare domanda entro il 5 dicembre 2026
Le candidature per i soggetti ammessi dalla nuova finestra devono essere presentate esclusivamente attraverso il portale nazionale del reclutamento inPA.
La procedura è stata riaperta il 5 novembre 2026 alle ore 21:15 e terminerà alle ore 23:59 del 5 dicembre 2026.
Per accedere è necessario utilizzare uno dei sistemi di identificazione digitale ammessi, tra cui SPID, Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi oppure eIDAS.
Il candidato deve inoltre disporre di una PEC personale oppure di un domicilio digitale, come stabilito dal bando.
Dopo l’autenticazione occorre individuare la nuova procedura relativa alla modifica e riapertura del concorso RIPAM per 1.100 Assistenti del Ministero della Difesa.
Il sistema presenta i collegamenti alle differenti candidature, ciascuno riferito al profilo professionale corrispondente.
È necessario scegliere il codice di concorso e completare le dichiarazioni richieste, indicando il diploma posseduto, il requisito di cittadinanza o soggiorno, gli eventuali titoli di studio aggiuntivi e gli altri requisiti previsti.
La candidatura deve essere inviata definitivamente attraverso il portale, che renderà disponibile la relativa ricevuta elettronica.
Contributo di partecipazione di 10 euro
La Commissione RIPAM ha confermato l’obbligo del pagamento di un contributo di partecipazione di 10 euro.
Il versamento deve essere effettuato secondo le istruzioni disponibili su inPA ed entro la scadenza della nuova finestra.
Il contributo non è rimborsabile.
Prima di effettuare il pagamento è opportuno verificare attentamente di possedere tutti i requisiti richiesti, soprattutto quelli relativi alla cittadinanza e alla data del 27 gennaio 2026.
La semplice compilazione della domanda o il versamento della quota non sostituiscono l’invio definitivo della candidatura.
Per essere regolarmente iscritti è necessario completare l’intera procedura telematica entro il termine stabilito.
Bando ufficiale, provvedimento di modifica e candidatura
Gli interessati possono consultare direttamente tutti i documenti ufficiali pubblicati dalla Commissione RIPAM e dal Ministero della Difesa.
Nuova procedura di candidatura
Vai al concorso riaperto per 1.100 Assistenti sul portale inPA
Documentazione ufficiale
Consulta il bando integrale del concorso in PDF
Leggi la delibera RIPAM di modifica e riapertura dei termini del 5 novembre 2026
Consulta la comunicazione ufficiale di riapertura su inPA
Per chi ha già partecipato alla selezione originaria
Vai alla precedente procedura e agli aggiornamenti sulle prove
Accedi a ConcorsiSmart Formez per consultare gli esiti degli esami
Cosa cambia per chi aveva già presentato domanda?
Per i cittadini italiani che avevano partecipato regolarmente alla procedura iniziale non è necessario presentare alcuna nuova candidatura.
Le domande già acquisite restano valide e gli esami sostenuti mantengono la propria efficacia, come chiarito dalla Commissione RIPAM.
Chi ha già svolto la prova scritta dovrà quindi continuare a monitorare le comunicazioni relative alla propria procedura.
Gli aggiornamenti pubblici sono consultabili nella sezione Comunicazioni del portale inPA, mentre le informazioni personali sono disponibili nella sezione Comunicazioni/aggiornamenti dell’area riservata.
Per le nuove categorie di candidati ammesse dalla modifica, invece, la scadenza del 5 dicembre rappresenta il termine entro il quale completare la prima iscrizione.
Il concorso per 1.100 Assistenti rimane una delle principali procedure di reclutamento del personale civile del Ministero della Difesa, grazie alla presenza di numerosi profili professionali, all’accesso con diploma e alla prospettiva di un rapporto di lavoro stabile.
La riapertura, tuttavia, deve essere interpretata correttamente: non riguarda tutti i diplomati, non crea nuovi posti aggiuntivi e non cancella le prove già svolte.
Per gli interessati che rientrano nelle categorie previste dal nuovo provvedimento, il termine da rispettare è quello del 5 dicembre 2026 alle ore 23:59, con l’obbligo di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti fin dalla scadenza originaria del 27 gennaio 2026.
Ultima modifica il 6 Novembre 2026 da Giuseppe Arlotta


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