Dietro una trasmissione televisiva, un telegiornale o un programma radiofonico non lavorano soltanto giornalisti, tecnici e conduttori. Una parte fondamentale della macchina RAI è composta da persone che operano negli uffici, occupandosi delle attività amministrative, organizzative e di supporto necessarie al funzionamento quotidiano dell’azienda.
Ed è proprio per questo tipo di attività che RAI cerca 34 nuove Impiegate e Impiegati. L’opportunità è particolarmente interessante perché non viene richiesta la laurea: è sufficiente un diploma quinquennale. La scheda ufficiale indica inoltre una RAL di 24.000 euro, modalità di lavoro ibrida e inserimento attraverso un contratto di apprendistato professionalizzante.
C’è però un requisito da conoscere immediatamente: la selezione è rivolta ai giovani con età compresa tra 18 anni e 29 anni e 364 giorni. Le candidature non sono ancora aperte: sarà possibile presentare domanda dal 25 agosto 2026 fino alle ore 12:00 del 10 settembre 2026.
Non serve la laurea: il diploma è il requisito centrale
Uno degli aspetti che rende questa selezione RAI interessante per molti giovani è proprio il titolo di studio richiesto.
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G Aggiungi come fonte preferita su GooglePer candidarsi è necessario possedere un diploma quinquennale di scuola secondaria di secondo grado. Non si tratta quindi di una ricerca limitata a laureati o professionisti con una formazione universitaria specifica.
Il diploma, però, rappresenta soltanto la porta d’ingresso. La procedura di selezione è strutturata e richiederà ai candidati preparazione, capacità di ragionamento e conoscenze coerenti con un ruolo impiegatizio all’interno di una grande organizzazione.
Il secondo requisito decisivo è quello anagrafico: bisogna avere almeno 18 anni e non aver ancora compiuto 30 anni alla data prevista dall’avviso. Il limite è legato proprio alla tipologia di inserimento scelta da RAI, cioè l’apprendistato professionalizzante.
24.000 euro di RAL e possibilità di lavoro ibrido
Sul piano economico, la scheda pubblicata da RAI indica una RAL di 24k, quindi una retribuzione annua lorda pari a circa 24.000 euro. Viene inoltre indicata una modalità di lavoro ibrida, compatibilmente naturalmente con l’organizzazione delle attività e con le esigenze della struttura nella quale si verrà inseriti.
È un dettaglio importante perché rende più chiaro il valore complessivo dell’offerta rispetto a un semplice annuncio per “impiegati diplomati”.
Allo stesso tempo è corretto sottolineare che non si tratta di un’assunzione immediata a tempo indeterminato. RAI prevede un contratto di apprendistato professionalizzante, cioè un rapporto nel quale attività lavorativa e percorso formativo procedono insieme.
Per un giovane diplomato, tuttavia, l’interesse della selezione può essere rappresentato proprio dalla possibilità di iniziare un percorso professionale all’interno di una delle aziende italiane più conosciute, accumulando esperienza in una struttura organizzativa complessa.
Cosa significa lavorare come Impiegato in RAI
Pensare alla RAI significa quasi automaticamente pensare a studi televisivi, telecamere e programmi. Il profilo ricercato in questa selezione si trova invece soprattutto dietro le quinte dell’organizzazione.
Le persone selezionate saranno inserite in attività riconducibili alle funzioni amministrative, organizzative e di supporto aziendale. Non si cercano quindi presentatori, giornalisti o figure artistiche, ma persone capaci di lavorare nei processi che consentono alle diverse strutture dell’azienda di funzionare.
È proprio questo un aspetto da considerare anche nella preparazione alla selezione: essere appassionati di televisione può certamente rappresentare una motivazione, ma il ruolo richiede soprattutto precisione, capacità organizzativa, conoscenze amministrative e dimestichezza con gli strumenti utilizzati nel lavoro d’ufficio.
Il diploma permette di partecipare, ma la selezione richiede preparazione
L’accessibilità del requisito di studio non deve far pensare a una procedura automatica.
RAI prevede infatti una selezione articolata in più passaggi. Tra gli argomenti indicati per la valutazione figurano cultura generale, elementi di diritto civile, commerciale e del lavoro, principi di ragioneria generale ed economia aziendale, storia della radio e della televisione, informatica e lingua inglese, oltre alla verifica delle abilità e delle attitudini richieste dal ruolo.
È quindi una selezione nella quale può fare la differenza non soltanto ciò che il candidato ha studiato a scuola, ma anche la capacità di affrontare test, comprendere rapidamente quesiti, ragionare con precisione e dimostrare di aver capito quale lavoro andrà effettivamente a svolgere.
Nelle fasi successive è previsto anche un colloquio tecnico, destinato ad approfondire le conoscenze e le competenze professionali richieste per il profilo.
Una graduatoria che potrà essere utilizzata per tre anni
Un altro elemento da non sottovalutare riguarda la durata della graduatoria.
RAI stabilisce che le graduatorie finali avranno validità per 36 mesi dalla data di pubblicazione. Questo significa che la procedura non deve essere considerata importante esclusivamente per i 34 inserimenti inizialmente programmati.
La presenza in una graduatoria valida per tre anni può assumere ulteriore rilevanza qualora durante quel periodo si verifichino rinunce, esclusioni o nuove esigenze di personale secondo le regole previste dalla procedura.
È uno di quegli aspetti che rendono utile affrontare seriamente la selezione anche quando il numero iniziale dei posti potrebbe sembrare limitato rispetto alla notorietà dell’azienda.
Attenzione alla sede: c’è un vincolo importante
Chi sta pensando di partecipare dovrebbe valutare con attenzione anche la propria disponibilità a lavorare lontano dalla città di residenza.
RAI specifica infatti che, dopo l’inserimento, le persone assunte dovranno rimanere nella sede di destinazione per almeno cinque anni prima di poter richiedere un eventuale trasferimento.
Non è quindi consigliabile scegliere una sede soltanto con l’obiettivo di aumentare le possibilità di ingresso, immaginando poi un trasferimento a breve termine.
È un elemento concreto che può incidere sulla vita personale del candidato e che va valutato prima dell’invio della domanda.
Le candidature partono il 25 agosto
Al momento non è ancora possibile trasmettere la candidatura.
La finestra indicata da RAI si aprirà il 25 agosto 2026 alle ore 12:00 e terminerà il 10 settembre 2026 alle ore 12:00. La domanda dovrà essere presentata attraverso il sistema indicato nella sezione ufficiale RAI Lavora con noi.
Prima dell’apertura può essere utile preparare curriculum, dati relativi al diploma e relativa votazione, oltre a eventuali titoli o certificazioni che possano essere richiesti o valorizzati dalla procedura.
Considerato che la finestra per candidarsi durerà poco più di due settimane, è preferibile leggere con anticipo la documentazione ufficiale e non ridursi alle ultime ore disponibili.
Dove sono i 34 posti RAI
La selezione riguarda complessivamente 34 assunzioni distribuite in nove città italiane: Roma, Torino, Milano, Napoli, Ancona, Aosta, Cagliari, Genova e Venezia. La concentrazione maggiore è nella Capitale: sono previsti 23 posti a Roma, seguiti da 3 a Torino e 2 a Milano; un posto ciascuno è destinato invece a Napoli, Ancona, Aosta, Cagliari, Genova e Venezia.
Per chi possiede un diploma, ha meno di 30 anni ed è disponibile a costruire il proprio percorso professionale in una delle sedi previste, la selezione rappresenta quindi un’opportunità da seguire con attenzione. Il punto di forza non è soltanto il nome RAI: ci sono 34 inserimenti, una RAL indicata di 24.000 euro, modalità di lavoro ibrida e una graduatoria valida per tre anni. Prima di presentare la candidatura resta comunque indispensabile leggere integralmente l’avviso ufficiale e verificare personalmente requisiti, documentazione richiesta e modalità delle prove.
Ultima modifica il 15 Agosto 2026 da Giuseppe Arlotta


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