Non è uno dei tanti concorsi amministrativi generalisti nei quali migliaia di candidati si contendono posti con mansioni molto simili. Il Comune di Milano cerca tre Archivisti da inserire stabilmente nella propria macchina amministrativa, con un lavoro che unisce patrimonio storico, gestione documentale e nuove tecnologie.
I posti sono a tempo pieno e indeterminato e lo stipendio iniziale previsto dal contratto è di 23.138,75 euro lordi all’anno, ai quali si aggiungono tredicesima e gli altri emolumenti previsti dal CCNL.
La selezione merita attenzione soprattutto per un altro motivo: l’accesso non è riservato esclusivamente ai laureati. In determinate condizioni è possibile partecipare anche con un diploma di scuola superiore, ma è indispensabile possedere anche una specifica formazione archivistica prevista dal bando. Parlare semplicemente di “concorso per diplomati”, quindi, sarebbe fuorviante.
Sono queste caratteristiche — stabilità, professionalità molto specifica e attività legate anche alla digitalizzazione — a rendere il concorso particolarmente interessante per chi ha costruito il proprio percorso di studi nel settore archivistico e storico-documentale.
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G Aggiungi come fonte preferita su GoogleNon solo vecchi documenti: l’Archivista oggi lavora anche con il digitale
L’immagine dell’archivista circondato esclusivamente da faldoni e documenti cartacei racconta ormai soltanto una parte del mestiere.
Il Comune di Milano cerca Istruttori dei Servizi Tecnici – Area degli Istruttori, ambito di attività Archivista, destinati a svolgere attività tecnico-operative nell’ambito dei servizi archivistici e documentali, anche utilizzando tecnologie informatiche e sistemi automatizzati.
Le persone assunte potranno occuparsi concretamente di:
- riordino, schedatura e inventariazione di fondi archivistici;
- gestione degli archivi storici e di deposito;
- ricerca, prelievo e ricollocazione delle pratiche;
- assistenza alla consultazione e all’accesso agli atti;
- selezione e scarto della documentazione;
- digitalizzazione e acquisizione delle immagini;
- metadatazione dei documenti;
- inserimento e aggiornamento dei dati nei software archivistici;
- controllo dello stato di conservazione della documentazione;
- predisposizione di inventari, elenchi, verbali e report;
- collaborazione alle iniziative di valorizzazione del patrimonio archivistico.
È quindi un profilo che si trova a metà strada tra la conservazione della memoria amministrativa della città e la trasformazione digitale degli archivi.
I tre posti sono a tempo indeterminato
Il concorso è stato indetto dal Comune di Milano per coprire 3 posti a tempo pieno e indeterminato nel profilo di Istruttore dei Servizi Tecnici – Area degli Istruttori – Archivista.
Il bando contiene però una precisazione da conoscere: il numero dei posti è subordinato all’esito delle procedure di mobilità previste dagli articoli 34 e 34-bis del D.Lgs. 165/2001.
Se tutti i posti dovessero essere coperti attraverso tali procedure, la selezione potrebbe essere revocata; qualora ne venisse coperta soltanto una parte, si procederebbe invece all’assunzione per i posti rimasti vacanti.
Quanto guadagneranno gli Archivisti
Il trattamento economico è indicato direttamente nel bando.
Per l’Area degli Istruttori del Comparto Funzioni Locali è previsto uno stipendio iniziale pari a:
23.138,75 euro lordi all’anno.
A questa cifra si aggiungono:
- tredicesima mensilità;
- eventuali altri emolumenti accessori previsti dal contratto di lavoro.
Il Comune mette inoltre a disposizione dei dipendenti alcune misure di welfare, tra cui buoni pasto elettronici da 7 euro, agevolazioni per il trasporto pubblico con ATM, Trenord e Trenitalia, convenzioni per i parcheggi SEA ViaMilano, possibili soggiorni convenzionati e un servizio di supporto psicologico.
Si può partecipare con il diploma? Sì, ma non basta da solo
È probabilmente il punto del bando che richiede maggiore attenzione.
Tra i titoli ammessi compare il diploma di scuola secondaria di secondo grado che consenta l’accesso all’università, ma deve essere accompagnato da uno dei titoli archivistici espressamente previsti.
In particolare, è possibile partecipare con diploma superiore unitamente a:
- Diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica rilasciato prima della riforma prevista dal Decreto del Ministero della Cultura n. 241/2021;
oppure
- Attestato di superamento del corso di formazione e aggiornamento per la gestione documentale previsto dall’articolo 2, comma 4, lettera b) del Decreto 241/2021, conseguito presso le Scuole di Archivistica, Paleografia e Diplomatica degli Archivi di Stato.
Sono inoltre ammessi coloro che possiedono una:
- Laurea Magistrale LM-5 in Archivistica e Biblioteconomia;
- Laurea Magistrale LM-84 in Scienze Storiche;
- corrispondente Laurea Specialistica o Diploma di Laurea del vecchio ordinamento equiparato;
- titolo equivalente o equipollente conseguito all’estero;
- Diploma di specializzazione per archivisti previsto dal Decreto ministeriale 241/2021 e rilasciato al termine del corso biennale delle Scuole di Archivistica, Paleografia e Diplomatica.
Il messaggio da tenere a mente è quindi semplice: la laurea non è obbligatoria in tutti i casi, ma il solo diploma di maturità non è sufficiente.
Gli altri requisiti per entrare nella selezione
Alla data di scadenza del bando i candidati devono possedere anche i requisiti generali previsti per l’accesso alla Pubblica Amministrazione.
Tra i principali:
- avere almeno 18 anni;
- possedere la cittadinanza italiana oppure rientrare in una delle categorie ammesse dalla normativa europea e nazionale;
- avere adeguata conoscenza della lingua italiana, quando richiesto;
- godere dei diritti civili e politici;
- non essere esclusi dall’elettorato politico attivo;
- non essere stati destituiti, dispensati o licenziati dalla Pubblica Amministrazione nei casi incompatibili con una nuova assunzione;
- non avere condanne definitive che comportino l’interdizione dai pubblici uffici;
- non avere limitazioni fisiche incompatibili con le mansioni;
- essere in posizione regolare rispetto agli obblighi di leva, quando applicabili.
I requisiti devono essere posseduti sia alla scadenza delle candidature sia al momento della firma del contratto.
SPID, PEC e tassa di concorso da 10 euro
Per partecipare è inoltre necessario disporre degli strumenti richiesti per la candidatura telematica.
Il bando prevede:
- SPID, CIE, CNS oppure altra identità digitale riconosciuta eIDAS;
- PEC personale o domicilio digitale;
- indirizzo di posta elettronica ordinaria;
- eventuale strumentazione tecnica necessaria qualora la prova scritta venga organizzata da remoto;
- pagamento di una tassa di concorso di 10 euro tramite PagoPA.
La tassa non viene rimborsata neppure in caso di annullamento della procedura.
Due prove per conquistare il posto
Il Comune di Milano ha scelto una selezione per soli esami.
Sono previste:
una prova scritta e una prova orale.
Lo scritto potrà essere composto da domande a risposta multipla, quesiti con risposta sintetica, un elaborato oppure una combinazione di queste modalità.
La prova potrà essere organizzata in presenza oppure in modalità digitale da remoto.
Per essere ammessi all’orale sarà necessario raggiungere almeno 21/30 nello scritto. Anche il colloquio orale sarà superato con una votazione minima di 21/30.
Il punteggio finale sarà ottenuto sommando i risultati delle due prove.
La prova scritta è prevista a partire dal 28 settembre 2026, mentre data e organizzazione dell’orale saranno comunicate successivamente.
Cosa bisogna studiare
Il programma è consistente e conferma che si tratta di un concorso destinato a persone con una preparazione specifica.
Tra gli argomenti figurano:
- archivistica generale e contemporanea;
- archivi correnti, di deposito e storici;
- ciclo di vita del documento;
- ordinamento e inventariazione archivistica;
- descrizione e indicizzazione;
- conservazione preventiva;
- standard nazionali e internazionali di descrizione archivistica;
- protocollo, classificazione e fascicolazione;
- selezione e scarto documentale;
- Codice dei beni culturali e del paesaggio;
- documentazione amministrativa;
- Codice dell’Amministrazione Digitale;
- elementi di diritto amministrativo;
- ordinamento degli enti locali;
- pubblico impiego;
- trasparenza e accesso agli atti;
- privacy e riservatezza;
- digitalizzazione e metadatazione;
- sicurezza sul lavoro negli ambienti archivistici;
- strumenti informatici per la gestione documentale;
- lingua inglese.
Le prove serviranno anche a valutare precisione, capacità organizzativa, problem solving, collaborazione, capacità comunicative e adattamento all’innovazione tecnologica.
Un posto riservato ai volontari delle Forze Armate
Dei tre posti messi a concorso, 1 posto è riservato ai volontari delle Forze Armate in possesso dei requisiti previsti dal D.Lgs. 66/2010.
Qualora non vi siano candidati idonei appartenenti alla categoria riservataria, il posto verrà assegnato agli altri concorrenti utilmente collocati in graduatoria.
Il bando prevede inoltre l’accumulo della frazione di riserva prevista per gli operatori che hanno concluso senza demerito il Servizio Civile Universale o Nazionale.
La graduatoria potrebbe servire anche per altre assunzioni
Un altro elemento da non trascurare riguarda ciò che può succedere dopo il concorso.
La graduatoria finale sarà costruita sommando il punteggio dello scritto e quello dell’orale e potrà essere utilizzata, nel rispetto della programmazione del Comune, anche per ulteriori posti dello stesso profilo professionale che dovessero rendersi disponibili.
Potrà inoltre essere utilizzata per eventuali assunzioni a tempo determinato.
Il Comune si riserva persino la possibilità di predisporre, già dopo lo scritto e tra coloro ammessi all’orale, una graduatoria provvisoria dalla quale attingere per contratti a tempo determinato fino a sei mesi.
Per chi arriva nelle prime posizioni, quindi, il valore della selezione può andare oltre i tre posti inizialmente messi a bando.
Come presentare la domanda
Le candidature devono essere inoltrate esclusivamente attraverso il portale inPA.
Per accedere è necessario autenticarsi tramite SPID, CIE, CNS oppure identità digitale riconosciuta nell’ambito eIDAS.
La procedura è disponibile dal 7 agosto 2026.
La scadenza è fissata alle:
ore 12:00 del 14 settembre 2026.
Il termine è perentorio e non saranno accettate candidature trasmesse con modalità differenti.
Dopo l’invio, inPA mette a disposizione una ricevuta elettronica con un codice ID univoco, che verrà utilizzato dal Comune per le successive comunicazioni relative alla procedura.
Il bando conferma nell’ultima pagina che la pubblicazione è avvenuta il 7 agosto 2026 e che le candidature termineranno alle ore 12 del 14 settembre 2026.
Perché è un concorso da valutare con attenzione
Tre posti possono sembrare pochi rispetto ai maxi concorsi da centinaia o migliaia di assunzioni, ma in una selezione così specialistica il numero assoluto racconta soltanto una parte della storia.
Il bacino dei potenziali candidati è inevitabilmente più ristretto perché non basta possedere un qualsiasi diploma o una laurea generica. Servono competenze archivistiche precise e titoli coerenti con il settore.
Per chi ha già seguito questo percorso, però, la combinazione tra contratto a tempo indeterminato, stipendio definito, welfare comunale e possibilità di lavorare su archivi storici, documentazione digitale e patrimonio pubblico rende il concorso molto più significativo di quanto possa suggerire il semplice numero dei posti.
Prima di inoltrare la candidatura è comunque indispensabile leggere integralmente il bando ufficiale, verificare con attenzione il proprio titolo di studio e controllare sul portale inPA eventuali comunicazioni successive relative alle prove.
La selezione riguarda complessivamente 3 posti a tempo pieno e indeterminato presso il Comune di Milano. Gli Archivisti potranno essere destinati alla Cittadella degli Archivi del Comune di Milano oppure alle strutture comunali che si occupano di archivi, gestione documentale, digitalizzazione e conservazione documentaria.
Ultima modifica il 13 Agosto 2026 da Giuseppe Arlotta


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