Non ci saranno quiz preselettivi né una tradizionale prova scritta. Per entrare nei ruoli dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità conteranno inizialmente il diploma, i titoli posseduti e l’esperienza maturata; soltanto i candidati meglio posizionati accederanno al colloquio.
Il concorso mette a disposizione 3 posti a tempo pieno e indeterminato per il profilo di Assistente specialista di segreteria e dei servizi interni. Per partecipare è sufficiente un diploma quinquennale di scuola superiore e non viene richiesta obbligatoriamente una laurea.
È una procedura molto diversa dai grandi concorsi aperti ai diplomati. L’assenza della prova scritta può sembrare un vantaggio, ma la selezione sui titoli sarà particolarmente severa: alla fase orale accederà un numero di candidati pari a dieci volte i posti disponibili, oltre agli eventuali ex aequo. In sostanza, il diploma permette di presentare domanda, ma il voto conseguito, gli ulteriori titoli e alcune esperienze professionali saranno decisivi per proseguire.
Tre assunzioni per costruire la struttura del nuovo Garante
L’ente che assume è l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, organismo istituito per promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità, verificare il rispetto delle normative e intervenire sulle criticità legate all’inclusione e all’accessibilità.
Rimani aggiornato con ConcorsiPubblici.net
G Aggiungi come fonte preferita su GoogleIl concorso si inserisce nella fase di costruzione della struttura amministrativa dell’Autorità. Il personale selezionato entrerà in un organismo relativamente recente, chiamato a occuparsi di temi che incidono direttamente sulla vita delle persone: accesso ai servizi pubblici, accomodamento ragionevole, inclusione, tutela contro le discriminazioni e attuazione dei principi stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite.
I vincitori saranno inquadrati come:
- Assistenti specialisti di segreteria e dei servizi interni;
- categoria B;
- Seconda Area funzionale;
- posizione economica F3;
- comparto autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Il contratto sarà a tempo pieno e indeterminato.
Che lavoro svolgeranno gli assistenti
Il profilo non deve essere confuso con quello di assistente alla persona. Si tratta di un ruolo amministrativo e organizzativo destinato al funzionamento interno dell’Autorità.
Gli assunti potranno essere impiegati nelle attività di segreteria, gestione dei documenti, protocollazione, supporto agli uffici, organizzazione degli appuntamenti e trattamento delle comunicazioni ricevute dall’ente.
Considerate le funzioni dell’Autorità, il personale potrebbe inoltre collaborare alla gestione delle istanze presentate dai cittadini, alla preparazione degli atti amministrativi e all’organizzazione delle informazioni relative ai procedimenti. Le mansioni definitive saranno comunque quelle assegnate dall’amministrazione in relazione al profilo e alle esigenze degli uffici.
È un lavoro adatto a chi possiede precisione, capacità organizzativa e dimestichezza con gli strumenti digitali. La materia trattata dall’ente richiede inoltre sensibilità e attenzione nel rapporto con persone che possono rivolgersi agli uffici per segnalare difficoltà, discriminazioni o mancato accesso a servizi essenziali.
Basta il diploma, ma il voto avrà un peso concreto
Per candidarsi è necessario possedere un diploma quinquennale di istruzione secondaria di secondo grado, oppure un titolo riconosciuto equipollente o equivalente dalle autorità competenti.
Non viene indicato un particolare indirizzo scolastico. Sono quindi ammessi, in linea generale, i diversi diplomi quinquennali riconosciuti dall’ordinamento italiano.
Il voto conseguito non serve soltanto a dimostrare il possesso del titolo. Sarà utilizzato per assegnare fino a 10 punti:
- 1 punto per votazioni da 60 a 74 su 100;
- 3 punti da 75 a 87;
- 5 punti da 88 a 92;
- 7 punti da 93 a 96;
- 9 punti da 97 a 99;
- 10 punti per 100 o 100 e lode.
Di conseguenza, due candidati entrambi diplomati possono partire da posizioni molto differenti già nella prima fase della selezione.
I requisiti generali richiesti
I requisiti devono essere posseduti sia alla data di scadenza della domanda sia al momento della sottoscrizione del contratto.
Il bando richiede:
- cittadinanza italiana oppure possesso di una delle condizioni previste dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001;
- maggiore età;
- godimento dei diritti civili e politici;
- mancata esclusione dall’elettorato politico attivo;
- idoneità fisica allo specifico impiego;
- diploma quinquennale di scuola superiore o titolo equipollente o equivalente;
- assenza di condanne definitive che impediscano l’assunzione presso una Pubblica Amministrazione;
- mancata destituzione, dispensa, decadenza o licenziamento da un precedente impiego pubblico nei casi indicati dal bando.
Chi possiede un titolo conseguito all’estero può essere ammesso con riserva qualora abbia già attivato la procedura di equivalenza. Il riconoscimento dovrà comunque essere ottenuto secondo le modalità previste dalla normativa.
Una graduatoria costruita prima di tutto sul curriculum
Il concorso mette a disposizione un massimo complessivo di 60 punti:
- fino a 30 punti per i titoli;
- fino a 30 punti per il colloquio orale.
La prima fase si considera superata con almeno 19 punti su 30. All’orale saranno convocati soltanto i primi 30 candidati, pari a dieci volte i tre posti disponibili, oltre a coloro che avranno ottenuto lo stesso punteggio dell’ultimo ammesso.
Questo meccanismo è probabilmente l’aspetto che il candidato deve valutare con maggiore attenzione. Non è sufficiente presentare domanda e prepararsi per il colloquio: occorre innanzitutto raggiungere una posizione utile attraverso i titoli dichiarati.
La compilazione del curriculum su inPA non deve quindi essere trattata come una semplice formalità. Ogni titolo deve essere inserito negli spazi corretti e accompagnato dalle informazioni necessarie. Ciò che non viene espressamente dichiarato nella domanda non sarà valutato.
Come vengono assegnati i punti per i titoli
I titoli di studio possono attribuire complessivamente fino a 18 punti. Oltre al voto del diploma, vengono valutati:
- laurea triennale;
- laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento;
- master universitari di primo e secondo livello;
- diplomi di specializzazione;
- abilitazioni professionali conseguite mediante esame di Stato;
- dottorato di ricerca;
- certificazione di inglese almeno di livello B2;
- certificazioni informatiche ICDL ed EIPASS.
La laurea non è dunque obbligatoria, ma chi la possiede può ottenere punti aggiuntivi. Lo stesso vale per i master, le certificazioni e le abilitazioni.
Fino a 12 punti possono invece derivare da specifiche esperienze professionali maturate nell’ambito della tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Viene valorizzata, in particolare, l’esperienza di almeno 24 mesi svolta presso:
- Pubbliche Amministrazioni;
- enti o organismi internazionali;
- enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
L’attività deve essere stata specialistica e riguardare la tutela dei diritti delle persone con disabilità, anche nei settori sanitario, sociale e socio-assistenziale. L’esperienza presso amministrazioni pubbliche o organismi internazionali riceve un punteggio superiore rispetto a quella maturata negli enti del Terzo settore.
Perché l’esperienza può cambiare il risultato
Questo non è un concorso nel quale tutti i diplomati partono realmente dallo stesso livello. Il titolo scolastico apre la porta alla candidatura, ma il sistema dei punteggi premia fortemente chi ha già costruito un percorso coerente.
Un candidato con diploma ottenuto con una votazione elevata, laurea, certificazioni e almeno due anni di esperienza specialistica può avvicinarsi rapidamente alla soglia necessaria per il colloquio. Chi possiede soltanto il diploma con un voto basso rischia invece di non raggiungere i 19 punti richiesti per superare la prima fase.
È una differenza importante rispetto ai concorsi per soli esami, nei quali anche chi non ha esperienza può recuperare attraverso una buona preparazione. Qui il curriculum ha lo stesso peso massimo della prova orale e concorre direttamente alla graduatoria finale.
Prima di pagare il contributo di partecipazione, il candidato dovrebbe quindi calcolare con prudenza il proprio punteggio potenziale, utilizzando esclusivamente i criteri riportati nel bando.
Il colloquio e le materie da preparare
La prova orale sarà un colloquio interdisciplinare diretto ad accertare la preparazione e la capacità professionale dei candidati.
Le materie previste sono:
- elementi di diritto amministrativo;
- disciplina del pubblico impiego;
- procedimento amministrativo;
- trasparenza e prevenzione della corruzione;
- tutela dei dati personali;
- elementi di diritto penale, con riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione;
- Codice dell’Amministrazione digitale;
- normativa istitutiva dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità;
- Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità;
- disciplina sulla definizione della condizione di disabilità, sull’accomodamento ragionevole e sul progetto di vita;
- normativa sull’inclusione e sull’accessibilità dei servizi pubblici.
Durante il colloquio saranno verificate anche:
- conoscenza della lingua inglese almeno a livello A2;
- conoscenza e uso delle tecnologie informatiche;
- competenze digitali e nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
La prova vale fino a 30 punti e si supera ottenendo almeno 21/30. Il risultato finale sarà dato dalla somma del punteggio dei titoli e di quello conseguito all’orale.
Le riserve previste dal bando
Uno dei tre posti, corrispondente al 30%, è riservato ai soggetti appartenenti alle categorie individuate dalla Legge 68/1999.
Il bando prevede inoltre:
- una riserva del 30% per determinate categorie di volontari delle Forze armate;
- una riserva del 15% per gli operatori volontari che hanno concluso senza demerito il Servizio civile universale o nazionale.
Poiché il numero dei posti è limitato, le riserve che producono frazioni saranno applicate e cumulate secondo quanto stabilito dalla normativa. I candidati che possiedono il relativo titolo devono dichiararlo correttamente nella domanda.
Contratto e stipendio
I vincitori saranno assunti con contratto a tempo pieno e indeterminato, nella categoria B, Seconda Area funzionale, posizione economica F3 del comparto autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Il bando ufficiale non riporta una cifra precisa dello stipendio annuale o mensile. La fonte informativa segnala una retribuzione indicativa compresa tra 29.000 e 31.000 euro lordi all’anno, corrispondente orientativamente a circa 1.650-1.850 euro netti mensili, ma il netto può variare sensibilmente in base alla situazione fiscale e previdenziale del dipendente.
Tale intervallo deve essere considerato una stima e non un importo garantito dal bando. Il trattamento effettivo sarà quello previsto dal contratto collettivo applicabile, con le eventuali voci accessorie spettanti.
Domanda su inPA e contributo di 10 euro
La candidatura deve essere inviata esclusivamente online attraverso il Portale inPA.
Per accedere alla procedura è possibile utilizzare:
- SPID;
- Carta d’identità elettronica;
- Carta nazionale dei servizi;
- identità digitale eIDAS.
Il candidato deve completare il curriculum su inPA, compilare tutti i campi della domanda e dichiarare con precisione i titoli dei quali chiede la valutazione. Per partecipare è inoltre necessario possedere una PEC intestata personalmente oppure un domicilio digitale.
È richiesto il pagamento di un contributo di partecipazione di 10 euro, da effettuare entro la scadenza seguendo le istruzioni presenti sul portale. La quota non è rimborsabile.
Al termine dell’invio viene generata una ricevuta, che deve essere scaricata e conservata. In caso di più candidature, sarà considerata valida soltanto l’ultima domanda trasmessa in ordine cronologico.
La scadenza è fissata al 12 agosto 2026
Le domande possono essere inviate fino alle ore 23:59 del 12 agosto 2026. Dopo tale termine la piattaforma non consentirà più di accedere alla procedura o completare l’invio.
Il calendario e la sede del colloquio saranno pubblicati su inPA almeno 15 giorni prima dello svolgimento. Le comunicazioni diffuse sul portale avranno valore di notifica, quindi i candidati dovranno controllare periodicamente la pagina del concorso senza attendere necessariamente un avviso personale.
La graduatoria finale resterà valida per due anni. In caso di rinuncia o decadenza di uno dei vincitori, l’Autorità potrà procedere allo scorrimento seguendo l’ordine degli idonei.
Prima di presentare la candidatura è indispensabile leggere integralmente il bando ufficiale, calcolare il proprio punteggio nella valutazione dei titoli e verificare attentamente le riserve applicabili. La selezione interessa Roma, nel Lazio, sede dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, e mette a disposizione complessivamente 3 posti a tempo pieno e indeterminato per Assistenti specialisti di segreteria e dei servizi interni.
Ultima modifica il 4 Agosto 2026 da Giuseppe Arlotta


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