Non è una selezione riservata esclusivamente a chi possiede una laurea in Scienze dell’educazione. Il nuovo concorso per Educatore di Asilo Nido consente infatti la partecipazione anche a candidati in possesso di determinati diplomi e qualifiche professionali, purché conseguiti entro i termini stabiliti dalla normativa della Regione Lombardia.
È questo l’elemento che rende il bando particolarmente interessante: la platea dei potenziali partecipanti è più ampia rispetto a molte procedure recenti dedicate ai servizi educativi per l’infanzia. Occorre però leggere con attenzione le condizioni di accesso, perché non tutti i diplomi sono automaticamente validi e alcune ammissioni dipendono dalla data in cui il titolo è stato conseguito.
La selezione, organizzata dall’Istituzione comunale Monsignor Pietro Zerbi, prevede un rapporto di lavoro a tempo determinato della durata di 12 mesi, con orario part-time di 25 ore settimanali e inquadramento nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione. Al termine sarà formata una graduatoria che l’ente potrà utilizzare anche per eventuali ulteriori assunzioni dello stesso profilo previste nel proprio piano del fabbisogno di personale.
Un lavoro educativo che va oltre la semplice sorveglianza
L’educatore di asilo nido non si limita ad assistere i bambini durante la giornata. Il ruolo comprende responsabilità educative, organizzative e relazionali che richiedono preparazione, capacità di osservazione e una particolare sensibilità nel rapporto con i più piccoli e con le loro famiglie.
Rimani aggiornato con ConcorsiPubblici.net
G Aggiungi come fonte preferita su GoogleLa persona assunta dovrà contribuire alla gestione del servizio, favorendo lo sviluppo armonico, sicuro e inclusivo dei bambini attraverso percorsi progettati in base alle loro esigenze psicopedagogiche.
Tra le attività indicate nel bando rientrano:
- progettazione e realizzazione delle attività educative;
- cura quotidiana, sorveglianza e igiene dei bambini;
- organizzazione e gestione degli spazi del nido;
- osservazione e documentazione dei percorsi educativi;
- gestione di gruppi di bambini da zero a tre anni;
- predisposizione di interventi individualizzati e PEI;
- collaborazione con le famiglie, l’équipe e i servizi del territorio.
Il profilo richiede quindi non soltanto conoscenze teoriche, ma anche empatia, ascolto, capacità di gestire situazioni delicate e disponibilità al lavoro di gruppo.
Contratto, orario e trattamento economico
L’assunzione prevista dal concorso presenta queste caratteristiche:
- contratto a tempo determinato;
- durata di 12 mesi;
- orario part-time di 25 ore settimanali;
- inquadramento nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione;
- applicazione del CCNL Funzioni Locali.
Il bando indica un trattamento economico iniziale pari a 25.114,11 euro per dodici mensilità, oltre alla tredicesima, al salario accessorio e agli eventuali assegni spettanti. Le somme sono soggette alle normali trattenute previdenziali, assistenziali e fiscali. Prima di formulare valutazioni sull’importo effettivamente percepito, è opportuno verificare nel testo ufficiale l’applicazione concreta del trattamento economico al rapporto part-time.
Chi può partecipare al concorso
I candidati devono possedere i requisiti generali richiesti per lavorare nella Pubblica Amministrazione. In particolare, il bando richiede:
- età non inferiore a 18 anni;
- cittadinanza italiana, cittadinanza di uno Stato dell’Unione europea o altra condizione prevista dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001;
- godimento dei diritti civili e politici;
- adeguata conoscenza della lingua italiana per i cittadini stranieri;
- assenza di condanne definitive incompatibili con l’impiego pubblico;
- mancata esclusione dall’elettorato politico attivo;
- non essere stati destituiti, dispensati, licenziati o dichiarati decaduti da un precedente impiego pubblico nelle condizioni indicate dal bando;
- posizione regolare rispetto agli obblighi di leva, quando previsti;
- idoneità psicofisica allo svolgimento delle mansioni;
- assenza di condanne o sanzioni interdittive relative ad attività che comportano contatti diretti e regolari con minori;
- conoscenza della lingua inglese;
- conoscenza delle applicazioni informatiche di base, tra cui Word ed Excel.
I requisiti devono essere posseduti entro la scadenza della domanda e mantenuti fino all’eventuale assunzione.
I titoli di studio ammessi
Possono partecipare, in primo luogo, i candidati in possesso di uno dei titoli universitari previsti per l’accesso alla professione di educatore dei servizi per l’infanzia, tra cui:
- laurea triennale L-19 in Scienze dell’educazione, con indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia o con i requisiti curriculari previsti;
- laurea magistrale a ciclo unico LM-85 bis in Scienze della formazione primaria, integrata dal corso di specializzazione da 60 CFU;
- laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, secondo le classi e le condizioni riportate nel bando, con immatricolazione entro l’anno accademico 2018/2019;
- laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria con immatricolazione entro l’anno accademico 2018/2019, nei casi ammessi senza ulteriori corsi integrativi.
La normativa lombarda consente inoltre di utilizzare altri titoli universitari, purché conseguiti entro i termini previsti. Tra quelli elencati figurano lauree in Psicologia, Sociologia, Servizio sociale, Scienze pedagogiche, Programmazione e gestione dei servizi educativi ed Educazione professionale.
Il concorso è aperto anche ad alcuni diplomati
L’aspetto che può interessare maggiormente chi non possiede una laurea è la presenza di diversi diplomi e qualifiche riconosciuti dalla normativa regionale.
Tra i titoli indicati compaiono:
- diploma di maturità magistrale;
- diploma di liceo sociopsicopedagogico;
- diploma di liceo delle scienze umane;
- diploma di abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio;
- diploma di dirigente di comunità;
- diploma di tecnico dei servizi sociali;
- diploma di assistente di comunità infantile;
- diploma di tecnico dei servizi sociosanitari;
- titolo di operatore dei servizi sociali;
- titolo di assistente per l’infanzia;
- qualifica di vigilatrice d’infanzia;
- qualifica di puericultrice;
- qualifica di educatore riconosciuta dalla normativa regionale richiamata.
Questi titoli non devono essere considerati validi senza verifiche. Il bando precisa che i titoli ulteriori ammessi dalla normativa lombarda devono essere stati conseguiti entro gli specifici termini previsti e, comunque, non oltre l’anno accademico o scolastico 2021/2022. Gli attestati professionali devono inoltre derivare da percorsi riconosciuti dalla Regione Lombardia o dal sistema di istruzione.
Perché la data del diploma è decisiva
Un candidato potrebbe possedere un diploma apparentemente corrispondente a uno di quelli elencati, ma non avere comunque diritto all’ammissione a causa della data di conseguimento o della natura del percorso frequentato.
Per questo motivo, prima di inviare la domanda, è consigliabile confrontare:
- la denominazione esatta riportata sul proprio diploma;
- l’anno scolastico o accademico di conseguimento;
- le condizioni contenute nella nota regionale allegata al bando;
- l’eventuale riconoscimento del percorso da parte della Regione Lombardia.
È un controllo essenziale, soprattutto per chi intende partecipare con un titolo di scuola superiore anziché con una laurea specifica.
Come si svolgeranno le prove
Il concorso è per soli esami e prevede una prova scritta e una prova orale.
La prova scritta consisterà in un questionario di 30 domande a risposta multipla. Per ogni quesito saranno proposte tre alternative, una sola delle quali corretta. Il tempo a disposizione sarà di 60 minuti.
Non sono previste penalizzazioni per le risposte sbagliate o omesse:
- risposta esatta: un punto;
- risposta errata: zero punti;
- risposta non data: zero punti.
Per accedere alla prova orale sarà necessario ottenere almeno 21 punti su 30.
La prova orale verterà sul programma d’esame e comprenderà anche l’accertamento della lingua inglese e delle competenze informatiche. Questi due accertamenti non attribuiranno punteggio, ma dovranno essere superati con un giudizio di idoneità. Anche l’orale sarà superato raggiungendo almeno 21/30.
Le materie da studiare
Il programma comprende sia argomenti pedagogici sia norme sul funzionamento dei servizi per l’infanzia. Tra le materie indicate figurano:
- pedagogia generale;
- psicologia dello sviluppo nella prima infanzia;
- normativa nazionale e regionale sui servizi rivolti ai bambini;
- Linee pedagogiche per il sistema integrato zero-sei;
- Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia;
- osservazione, progettazione e documentazione educativa;
- organizzazione di spazi, tempi e materiali;
- progetto pedagogico dell’asilo nido;
- relazione educativa e momenti di cura;
- valore educativo del gioco;
- inclusione e lavoro di rete;
- lavoro di équipe;
- requisiti regionali per l’esercizio degli asili nido;
- organizzazione e gestione del servizio.
Il taglio della selezione appare quindi molto concreto: oltre alla conoscenza della normativa, sarà necessario dimostrare di saper collegare i principi pedagogici alla vita quotidiana del nido.
Le date già previste per gli esami
La prova scritta è programmata per il 1° settembre 2026. La prova orale, secondo l’errata corrige pubblicata sul portale InPA, si svolgerà il 3 e 4 settembre 2026.
Nel PDF originario compare un evidente refuso su una delle date dell’orale, ma la successiva comunicazione ufficiale chiarisce che le due giornate corrette sono il 3 e il 4 settembre. Luoghi e orari saranno comunicati attraverso InPA e la sezione Amministrazione trasparente del Comune. Entro il 25 agosto è prevista la pubblicazione degli ammessi e la conferma del calendario.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso il Portale InPA.
Per accedere alla procedura è necessario autenticarsi utilizzando:
- SPID;
- Carta d’identità elettronica;
- Carta nazionale dei servizi;
- identità digitale eIDAS.
Il candidato dovrà compilare il curriculum sul portale, selezionare la procedura, dichiarare il possesso dei requisiti e completare l’invio mediante il pulsante “Conferma e invia”. Senza quest’ultimo passaggio, la candidatura non risulterà presentata.
È importante inserire nel curriculum tutti i titoli, le esperienze, le eventuali preferenze e le condizioni che danno diritto ad ausili o tempi aggiuntivi: ciò che non viene dichiarato potrebbe non essere valutato dall’amministrazione. La domanda può essere modificata fino alla scadenza; sarà considerata valida l’ultima versione trasmessa.
Scadenza e indicazioni finali
Le candidature devono essere inviate entro le ore 17:00 del 14 agosto 2026. Prima di procedere è indispensabile leggere integralmente il bando e la nota regionale allegata, verificando soprattutto la validità del titolo di studio posseduto. Le informazioni pubblicate su InPA e sul sito istituzionale hanno valore di comunicazione ufficiale e devono essere controllate periodicamente dai partecipanti.
La selezione riguarda il territorio della Lombardia e, precisamente, l’Istituzione comunale Monsignor Pietro Zerbi del Comune di Saronno, in provincia di Varese. Il concorso mette a disposizione un posto di Educatore di Asilo Nido, con contratto part-time di 25 ore settimanali e durata di 12 mesi.


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