Lavorare nel fitness: come diventare un personal trainer

personal trainerUna professione come quella dell’istruttore sportivo è molto ambita dai giovani, per il dinamismo insito nella sua attività e per le possibilità di lavoro che offre in molte strutture sportive, strutture ricettive, villaggi turistici, palestre o piscine.

Diventare un trainer competente, però, non è così semplice; oltre alla formazione di base, fondata su un iniziale corso da istruttore di fitness e body building, è necessario un costante aggiornamento e allenamento. Attività necessarie per poter essere sempre in grado di seguire le tendenze del settore, e per migliorare costantemente la capacità di stilare dei programmi di allenamento personalizzato.

Un trainer è in grado di valutare l’atleta o l’appassionato di fitness in base alle sue potenzialità, e lavorare insieme a lui per migliorare la forma fisica, o raggiungere degli obiettivi prestazionali, a seconda dei casi.

Lavorare come personal trainer necessita, quindi, di studio e di talento individuale, dato che la capacità di guidare qualcuno in un programma sportivo consiste anche in un carattere autorevole, nella sensibilità di percepire il potenziale del soggetto da allenare, e nella disponibilità ad effettuare anche cambi di tragitto per ottenere dei miglioramenti prestazionali.

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Cosa fa un Personal Trainer

Per mantenere la propria forma fisica, è necessario essere indirizzati costantemente da professionisti come i trainer, in grado di guidare gli allievi in un percorso di disciplina ed esercizi diluiti nel tempo, per raggiungere dei risultati soddisfacenti.

Il costante aumento dell’attenzione verso la salute e la forma fisica, rende questo profilo professionale sempre più richiesto, come una guida che abbia le conoscenze e l’esperienza necessarie per raggiungere degli obiettivi prestazionali o estetici.

Si tratta di un lavoro richiesto nelle strutture che offrono servizi esclusivi per i propri clienti o soci, dagli hotel alle palestre. In un albergo o presso i villaggi turistici, il trainer gestisce i corsi di allenamento collettivi, ma può anche offrire i propri servizi come personal trainer (istruttore) individuale, per ogni attività possibile di sua competenza.

La ricerca di personale nel settore fitness è costante: il mercato è in crescita e nel settore wellness sempre più italiani sono disposti a spendere per benessere e bellezza, compresi i servizi di training professionale.

Come tecnico del fitness, il personal trainer si forma per supportare i propri clienti ad eseguire gli esercizi adeguati, sulla base di un programma di training creato in modo personalizzato, in base alle specifiche esigenze individuali.

Controlla l’andamento del training, se gli esercizi vengano eseguiti correttamente e in sicurezza, per evitare strappi muscolari o conseguenze negative sulle articolazioni.

Fornisce indicazioni anche rispetto allo stile di vita e alla dieta adeguata per l’allenamento – in alcuni casi, seguendo un corso per nutrizione sportiva, è in grado anche di stilare un piano alimentare mirato alle mete da raggiungere come il dimagrimento, l’accrescimento della massa o il riassesto metabolico.

È bene distinguere, inoltre, il ruolo di un personal trainer individuale (oppure a disposizione dei clienti di un centro sportivo in modo personalizzato), dal ruolo del trainer “group fitness”, che dirige gli esercizi per un gruppo, come accade nelle lezioni di Zumba o di Pilates. In ogni caso, la formazione di base è la stessa, vediamo qual è.

Come si diventa personal trainer

Il percorso per lavorare come istruttore di fitness o body building, si basa sul conseguimento di un diploma presso le scuole di formazione del settore; può essere acquisito seguendo un corso personal trainer, e iniziando poi una pratica come istruttore nell’ambito sportivo o nei centri dedicati al wellness.

In Italia, e in diversi paesi europei, non esiste una normativa che richiede l’obbligo di certificazioni per poter esercitare la professione di personal trainer. In ogni caso, comunque, tutte le palestre o i centri sportivi e ricettivi, richiedono un diploma o attestato di formazione come tecnico sportivo riconosciuto a livello nazionale, ovvero rilasciato da una scuola di formazione fitness accreditata presso enti come il CONI o l’ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane – ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI).

Gli istruttori di fitness e personal trainer che vogliono proseguire con la formazione, dopo un corso base, possono anche aspirare ad una carriera nel settore sportivo, con atleti e squadre sportive professioniste.

A livello universitario, hanno recentemente introdotto dei corsi di Laurea e Master in Scienze dello Sport, Wellness e Fitness, che rappresentano un approfondimento ulteriore rispetto ai corsi per personal trainer molto diffusi e da tempo considerati il primo gradino per questa professione.

Questo profilo professionale può indirizzarsi anche verso dei settori specifici, come nel caso dei personal trainer che si specializzano nel training femminile, per la terza età, per seguire i bambini nell’attività sportiva. In alti casi, possono approfondire la preparazione come trainer negli ambiti di fitness particolari, come trainer di Pilates, acquagym, ginnastica posturale o allenamento in sospensione.

Le opportunità sono varie, e chi desidera diventare un trainer, deve essere consapevole anche dei pro e contro di questo mestiere. Partendo dalle possibili difficoltà, gli orari di un trainer, ad esempio, devono essere flessibili, anche fino a sera inoltrata per venire incontro alle esigenze di allenamento di chi lavora durante il giorno.

Il contratto di lavoro può essere a compenso fisso in alcune palestre, ma la libera professione spesso viene esercitata a prestazione, con compensi orari, variabili anche in base all’andamento del mercato e alle stagioni.

Inoltre, è importante fare attenzione ai clienti singoli, quando si lavora come personal trainer, se siano corretti negli appuntamenti e nei pagamenti, nelle aspettative o nelle richieste eccessive.

Tra i lati positivi di questo lavoro, di certo lo stile di vita flessibile può essere una risorsa per organizzarsi la giornata in modo da occuparsi al meglio, ottimizzando i tempi. È un lavoro gratificante, dove i miglioramenti altrui sono frutto anche del proprio impegno; spesso si tratta anche di obiettivi di benessere e salute, che consentono di lavorare in un contesto dove è fondamentale uno stile di vita sano e una forte motivazione al mantenimento della migliore forma psicofisica.

Ultima modifica il 13 Agosto 2018 da

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