Asili nido, il Comune cerca Educatori: 25.114 euro, buoni pasto da 7 euro e una sola prova scritta

Insegnante sorride ai bambini mentre disegnano in classe.Lavorare ogni giorno con bambini da zero a tre anni significa accompagnarli proprio nel periodo in cui imparano a comunicare, muoversi, costruire relazioni e conquistare le prime autonomie.

Il Comune di Milano ha aperto una nuova selezione pubblica per formare una graduatoria di Educatori da utilizzare per assunzioni a tempo determinato nei nidi d’infanzia comunali. Il profilo ufficiale è quello di Istruttore Direttivo dei Servizi Educativi, inquadrato nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.

L’aspetto economico è particolarmente interessante: il bando indica uno stipendio iniziale di 25.114,11 euro lordi annui, al quale si aggiungono la tredicesima e gli altri eventuali emolumenti previsti dal contratto. Il Comune mette inoltre a disposizione buoni pasto elettronici da 7 euro, agevolazioni per il trasporto pubblico e ulteriori misure di welfare.

La selezione è inoltre più semplice rispetto a molti concorsi tradizionali: è prevista una sola prova scritta, senza una successiva prova orale. Il test potrà svolgersi in presenza oppure in modalità digitale da remoto e sarà superato con almeno 21 punti su 30.

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Le candidature sono aperte fino alle ore 12:00 del 15 settembre 2026 attraverso il Portale InPA.

Non è un concorso per un solo posto

Il primo elemento da chiarire riguarda il numero delle assunzioni.



Il testo ufficiale del bando non nasce per coprire un singolo posto, ma per formare una graduatoria da utilizzare per assunzioni a tempo determinato nel profilo di Istruttore Direttivo dei Servizi Educativi – Nido d’Infanzia.

La pagina riepilogativa di InPA riporta il valore “100” nel campo relativo al numero dei posti, ma il bando allegato definisce formalmente la procedura come una selezione finalizzata alla formazione di una graduatoria. Per correttezza, quindi, è preferibile parlare di graduatoria per future assunzioni piuttosto che presentare automaticamente il bando come “100 posti” senza questa precisazione.

Chi entrerà in graduatoria potrà essere chiamato dal Comune in base alle esigenze dei servizi educativi.

Il contratto è a tempo determinato

Questo è un altro punto che va indicato immediatamente.

Le assunzioni effettuate attraverso la graduatoria saranno a tempo determinato, nei limiti previsti dal CCNL Funzioni Locali.

Non si tratta quindi di una selezione che garantisce direttamente un posto a tempo indeterminato.

I candidati chiamati in servizio saranno inoltre sottoposti al periodo di prova previsto dal contratto nazionale.

Per chi vuole entrare nei servizi educativi del Comune di Milano, però, la graduatoria rappresenta comunque una possibilità concreta di iniziare a lavorare nella Pubblica Amministrazione e maturare esperienza professionale specifica.

Quanto guadagna un Educatore del nido

Il Comune di Milano indica direttamente il trattamento economico.

Lo stipendio iniziale previsto per l’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione è pari a:

25.114,11 euro lordi annui.

A questa somma si aggiungono la tredicesima mensilità e gli ulteriori emolumenti accessori previsti dal contratto di lavoro.

Naturalmente, trattandosi di assunzioni a tempo determinato, l’importo effettivamente percepito dipenderà anche dalla durata concreta del rapporto di lavoro.

Per questo non sarebbe corretto trasformare automaticamente la cifra in uno stipendio netto mensile identico per tutti.

Buoni pasto da 7 euro e agevolazioni sui trasporti

Il bando contiene anche una sezione dedicata al welfare dei dipendenti comunali.

Tra i benefici indicati troviamo:

  • buoni pasto elettronici del valore di 7 euro, cumulabili;
  • agevolazioni per il trasporto pubblico, comprese ATM, Trenord e Trenitalia;
  • convenzioni SEA ViaMilano Parking;
  • possibilità di soggiorni convenzionati al mare e in montagna;
  • servizio di supporto e ascolto psicologico.

Per chi lavora in una città come Milano, le agevolazioni sui trasporti possono rappresentare un elemento concreto da considerare insieme alla retribuzione.

Cosa farà concretamente l’Educatore

La figura ricercata lavora con bambini e bambine nella fascia 0-3 anni.

Il ruolo non consiste soltanto nella sorveglianza dei piccoli.

L’Educatore deve progettare e realizzare attività capaci di favorire:

  • autonomia;
  • relazioni;
  • creatività;
  • apprendimento;
  • sviluppo cognitivo;
  • sviluppo emotivo e sociale;
  • sviluppo psicomotorio;
  • comunicazione.

Il tutto deve avvenire in un ambiente affettivo, ludico ed educativo che garantisca pari opportunità e contrasti disuguaglianze e barriere sociali, culturali ed economiche.

Dalla progettazione degli spazi alla relazione con le famiglie

Tra le attività previste rientrano anche la progettazione e l’allestimento degli spazi educativi, l’osservazione dei percorsi dei bambini e la documentazione delle attività svolte.

L’Educatore partecipa inoltre alla programmazione collegiale del servizio e lavora a stretto contatto con le famiglie.

Un’altra componente importante riguarda infatti la costruzione della corresponsabilità educativa con i genitori, attraverso comunicazione, confronto e partecipazione.

Il personale può inoltre partecipare a incontri con altri servizi e professionisti del territorio.

Lavoro di squadra anche con psicologi e pediatri

Il bando sottolinea la capacità dell’Educatore di confrontarsi con altre figure professionali che operano nell’ambito dello sviluppo 0-6.

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Tra queste vengono citati:

  • pedagogisti;
  • psicologi;
  • pediatri;
  • neuropsichiatri;
  • assistenti sociali.

È quindi un lavoro nel quale capacità relazionali e collaborazione sono centrali tanto quanto le conoscenze pedagogiche.

Cura, pasti e igiene fanno parte del lavoro

L’attività dell’Educatore comprende anche aspetti molto concreti della quotidianità al nido.

Il bando cita espressamente la sorveglianza e assistenza dei bambini, la cura della somministrazione dei cibi e la verifica delle condizioni di pulizia e igiene sia degli ambienti sia dei bambini.

L’Educatore deve quindi possedere competenze che riguardano contemporaneamente sviluppo psicologico, gioco, motricità, alimentazione e cura quotidiana.

Quale laurea serve

Il titolo principale previsto per l’accesso è la Laurea triennale in Scienze dell’Educazione, classe L-19, con indirizzo specifico per Educatore dei servizi educativi per l’infanzia oppure con i requisiti curriculari previsti dal DM 378/2018.

È ammessa anche la Laurea magistrale a ciclo unico LM-85 bis in Scienze della Formazione Primaria, integrata con il corso di specializzazione da 60 CFU previsto dalla normativa.

Ma il bando contempla anche numerose altre situazioni.

Ammesse alcune lauree del vecchio ordinamento e percorsi precedenti

Possono partecipare anche candidati con laurea in Scienze dell’Educazione o della Formazione di qualsiasi indirizzo, purché l’immatricolazione al corso sia avvenuta entro l’anno accademico 2018/2019.

La stessa regola transitoria riguarda la laurea LM-85 bis in Scienze della Formazione Primaria senza gli ulteriori corsi integrativi, purché l’immatricolazione sia avvenuta entro il 2018/2019.

Sono inoltre ammessi, alle condizioni temporali previste dal bando, titoli universitari in ambiti come:

  • Psicologia;
  • Sociologia;
  • Programmazione e Gestione dei servizi educativi;
  • Scienze pedagogiche;
  • Servizio sociale;
  • Educazione professionale socio-sanitaria.

Per diversi di questi titoli è richiesto che siano stati conseguiti entro l’anno accademico 2021/2022.

Anche alcuni vecchi diplomi, ma con una condizione importante

Il bando elenca anche titoli scolastici tradizionalmente utilizzati per lavorare nei servizi all’infanzia, tra cui:

  • maturità magistrale;
  • liceo socio-psico-pedagogico;
  • diploma di scuola magistrale;
  • dirigente di comunità;
  • tecnico dei servizi sociali o socio-sanitari;
  • assistente di comunità infantile;
  • liceo delle Scienze Umane;
  • operatore dei servizi sociali;
  • assistente per l’infanzia;
  • vigilatrice d’infanzia;
  • puericultrice.

Attenzione però: il bando stabilisce condizioni precise. Questi titoli devono essere stati conseguiti entro l’anno scolastico 2021/2022 e, nella fattispecie descritta, devono essere accompagnati da una laurea triennale, specialistica, magistrale o del vecchio ordinamento secondo quanto stabilito dall’avviso.

Per questo non presenterei la selezione con un titolo come “basta il diploma”: sarebbe troppo generico e rischierebbe di far credere che qualsiasi diplomato possa partecipare.

Iscrizione all’Albo degli Educatori

Il bando richiama anche l’iscrizione all’Albo degli Educatori professionali socio-pedagogici, secondo quanto previsto dalla normativa per l’esercizio della professione nei nidi d’infanzia.

Il Comune precisa però che questo requisito dovrà essere posseduto al momento dell’eventuale assunzione, se previsto dalla normativa vigente.

Il termine per la presentazione delle domande di iscrizione agli albi dei pedagogisti e degli educatori è stato prorogato fino al 31 marzo 2027.

Una sola prova scritta: niente orale

Questo è probabilmente uno degli aspetti più interessanti della procedura.

Il bando stabilisce esplicitamente:

una sola prova scritta.

Non è prevista una successiva prova orale.

Lo scritto potrà assumere diverse forme:

  • domande a risposta multipla;
  • elaborato;
  • quesiti a risposta sintetica;
  • combinazione di più modalità.

La Commissione stabilirà la struttura effettiva della prova.

Servono almeno 21 punti su 30

La prova viene valutata in trentesimi.

Per entrare nella graduatoria sarà necessario ottenere almeno:

21/30.

Chi non raggiunge questa soglia non supera la selezione.

La graduatoria finale sarà poi formata in ordine decrescente sulla base del punteggio ottenuto, applicando in caso di parità i titoli di preferenza previsti dalla normativa.

La prova può svolgersi anche da casa

Il Comune si riserva la possibilità di svolgere la prova in forma digitale da remoto oppure in presenza.

Se verrà scelta la modalità a distanza, i candidati dovranno disporre della strumentazione informatica prevista dal bando.

Tra le dotazioni richieste figurano un computer compatibile, uno smartphone con videocamera e microfono, una connessione internet stabile e le applicazioni indicate dal Comune.

Le modalità definitive saranno comunicate successivamente.

La prova parte dal 28 settembre

Il bando fornisce già un’indicazione importante sul calendario.

La prova scritta si svolgerà a partire dal 28 settembre 2026.

Almeno tre giorni lavorativi prima, il Comune pubblicherà su InPA e sul proprio sito:

  • giorno esatto;
  • orario;
  • eventuali turni;
  • modalità di svolgimento;
  • indicazione se la prova sarà in presenza oppure da remoto.

Queste comunicazioni avranno valore di notifica ufficiale.

Cosa bisogna studiare

Il programma è strettamente collegato al lavoro nei servizi educativi 0-3.

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Tra gli argomenti principali compare innanzitutto il progetto educativo del nido d’infanzia.

Bisognerà conoscere:

  • diritti dei bambini nella Costituzione e nelle Carte internazionali;
  • sistema integrato di educazione e istruzione 0-6;
  • Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei;
  • Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia;
  • linee pedagogiche dei Servizi all’Infanzia del Comune di Milano;
  • Carta dei Servizi Educativi all’Infanzia del Comune.

Psicologia dello sviluppo e relazione con le famiglie

Una parte importante della preparazione riguarda la psicologia dell’età evolutiva.

Bisognerà conoscere le principali teorie relative allo sviluppo:

  • cognitivo;
  • affettivo;
  • sociale;
  • psicomotorio.

Il programma comprende inoltre metodologie per l’osservazione, la progettazione e la documentazione educativa e la relazione con le famiglie, con particolare attenzione alla partecipazione e alla corresponsabilità educativa.

Inclusione e nuovo PEI

Tra gli argomenti d’esame rientra anche l’inclusione dei bambini con disabilità.

Il candidato dovrà conoscere le principali disposizioni del D.Lgs. 66/2017 e il nuovo PEI – Progetto Educativo Individuale, secondo la normativa richiamata nel bando.

Anche questo tema è direttamente collegato alle attività che l’Educatore può incontrare quotidianamente all’interno del nido.

Pubblico impiego, privacy e sicurezza

Non mancano alcune materie più tipiche dei concorsi pubblici.

Il programma comprende:

  • diritti e doveri dei dipendenti pubblici;
  • codice di comportamento;
  • codice disciplinare;
  • regolamento degli organi collegiali dei servizi educativi comunali;
  • sicurezza sul lavoro;
  • protezione dei dati personali e GDPR.

Verranno inoltre verificate la conoscenza della lingua inglese e l’utilizzo delle applicazioni informatiche più diffuse.

Graduatoria basata esclusivamente sulla prova

La graduatoria finale verrà formata secondo il punteggio ottenuto nella prova scritta, in ordine decrescente.

Non è quindi una selezione nella quale anni di servizio o master attribuiscono automaticamente una grande quantità di punti aggiuntivi.

A parità di punteggio saranno applicate le preferenze previste dal DPR 487/1994.

Una particolarità riguarda il riequilibrio di genere: il Comune rileva che nel profilo risultavano, al 31 dicembre 2025, 99,76% donne e 0,24% uomini. Poiché la differenza supera il 30%, in caso di parità trova applicazione la preferenza prevista dalla normativa a favore del genere maschile.

Quanto resta valida la graduatoria

Il bando stabilisce che la graduatoria rimarrà valida e utilizzabile secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Non viene quindi indicato nel testo un numero specifico di mesi o anni diverso da quello stabilito dalle disposizioni applicabili.

Chi viene chiamato e rifiuta di assumere servizio senza un giustificato motivo perde però il diritto all’assunzione e viene depennato dalla graduatoria.

Tassa di partecipazione da 10 euro

Per presentare domanda bisogna versare una tassa di concorso di 10 euro attraverso PagoPA.

Il pagamento deve essere effettuato entro la scadenza del bando.

La quota non è rimborsabile, anche in caso di eventuale annullamento della procedura.

Servono anche PEC e identità digitale

Per partecipare è necessario possedere uno dei sistemi di identificazione ammessi:

  • SPID;
  • CIE;
  • CNS;
  • identità digitale riconosciuta attraverso eIDAS.

È richiesta inoltre una PEC personale o un domicilio digitale, oltre a un normale indirizzo di posta elettronica.

Come presentare domanda

La candidatura deve essere inviata esclusivamente attraverso il Portale InPA.

La procedura è aperta dalle ore 12:00 dell’11 agosto e si chiuderà alle:

ore 12:00 del 15 settembre 2026.

Non vengono ammesse candidature trasmesse attraverso altri canali.

Fino alla scadenza è possibile modificare o integrare una domanda già inviata; in caso di più trasmissioni sarà presa in considerazione soltanto l’ultima.

Un’occasione interessante per lavorare negli asili nido di Milano

Gli elementi forti della selezione sono diversi.

Il Comune di Milano sta creando una graduatoria per assunzioni a tempo determinato negli asili nido, con uno stipendio iniziale indicato in 25.114,11 euro lordi annui, tredicesima, buoni pasto da 7 euro e altre misure di welfare.

Soprattutto, la procedura prevede una sola prova scritta, senza prova orale, con possibilità che il test venga organizzato anche da remoto.

Il limite principale è rappresentato dal tipo di rapporto: non è un concorso a tempo indeterminato, ma una graduatoria per assunzioni a termine. Inoltre i titoli di accesso sono specifici e non è corretto parlare genericamente di selezione aperta a qualsiasi diplomato.

Per chi possiede uno dei titoli indicati e vuole lavorare nei servizi educativi per la prima infanzia, però, la selezione merita attenzione. La candidatura deve essere presentata su InPA entro le 12:00 del 15 settembre 2026, mentre la prova inizierà dal 28 settembre.

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