Lavorare ogni giorno con bambini molto piccoli significa molto più che organizzare giochi o sorvegliare gli spazi. Nei primi anni di vita l’educatore diventa una figura fondamentale per accompagnare lo sviluppo affettivo, sociale e cognitivo del bambino e, allo stesso tempo, costruire un rapporto continuo con le famiglie.
Per chi possiede una formazione specifica in questo settore è stata aperta una nuova selezione pubblica per Educatori di Nido, destinata alla formazione di una graduatoria dalla quale potranno essere effettuate assunzioni a tempo determinato, sia full time sia part time, negli asili nido degli enti aderenti all’Unione Comuni Modenesi Area Nord.
L’elemento che rende la procedura particolarmente interessante è la modalità di selezione: non sono previste prove scritte, quiz o colloqui concorsuali per formare la graduatoria. I candidati saranno valutati esclusivamente sulla base dei titoli di studio, eventuali titoli post-laurea ed esperienza professionale maturata nei servizi educativi.
Le candidature sono già aperte attraverso il Portale InPA e potranno essere presentate fino alle 12:30 del 5 settembre 2026.
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G Aggiungi come fonte preferita su GoogleNon c’è un numero fisso di assunzioni: la graduatoria servirà per le necessità dei nidi
La prima cosa da comprendere è che questa procedura funziona in maniera diversa rispetto a un normale concorso per un numero preciso di posti.
L’avviso ufficiale è finalizzato alla formazione di una graduatoria di Educatori di Nido, che potrà essere utilizzata durante il proprio periodo di validità per soddisfare le esigenze degli asili nido dell’Unione e dei Comuni che hanno conferito il servizio personale.
Gli incarichi potranno essere:
- a tempo determinato;
- a tempo pieno, con orario pari a 36 ore settimanali;
- oppure a tempo parziale.
Il Portale InPA riporta tecnicamente “1” nel campo relativo al numero dei posti, ma il testo dell’avviso chiarisce che la graduatoria potrà essere utilizzata per future esigenze dello stesso profilo professionale. Non va quindi interpretata come una procedura destinata esclusivamente a una singola assunzione.
Ed è proprio questo che può rendere la graduatoria interessante: entrare in una buona posizione può significare essere contattati anche successivamente, quando uno degli enti avrà necessità di nuovo personale.
Niente prova scritta o orale: contano davvero i titoli
Per molti candidati questo sarà probabilmente l’aspetto più interessante.
La selezione viene effettuata per soli titoli. Non bisogna quindi preparare un programma composto da diritto amministrativo, normativa degli enti locali e decine di altre materie tipiche dei concorsi pubblici.
La commissione attribuirà invece un punteggio sulla base di ciò che il candidato ha già costruito nel proprio percorso formativo e professionale.
Per il titolo di studio utilizzato per accedere alla selezione vengono assegnati:
- 3 punti con una votazione compresa tra il 60% e il 75% del massimo;
- 4 punti con una votazione superiore al 75% e fino al 90%;
- 5 punti con una votazione superiore al 90%.
Se il candidato partecipa esclusivamente grazie a uno dei diplomi di maturità ammessi e conseguiti entro il 31 agosto 2015, il relativo punteggio viene ridotto di un punto.
Vengono inoltre attribuiti 1 punto per ciascun titolo post-laurea di ricerca attinente al profilo professionale.
L’esperienza negli asili può fare una grande differenza
La parte probabilmente più importante nella costruzione della graduatoria riguarda il servizio già svolto come Educatore.
Per ogni anno educativo, oppure per una frazione continuativa superiore a sei mesi e pari almeno a 180 giorni, vengono attribuiti 3 punti.
Per periodi inferiori ai sei mesi il meccanismo cambia: sono previsti 0,30 punti per ogni mese, considerando come mese intero anche una frazione pari o superiore a 15 giorni. Periodi inferiori ai 15 giorni non producono punteggio.
Sono valutabili i servizi svolti come Educatore all’interno di:
- nidi d’infanzia;
- servizi educativi destinati alla fascia 0-3 anni;
- amministrazioni pubbliche locali;
- cooperative sociali;
- strutture private autorizzate;
- rapporti di lavoro tramite agenzie interinali, quando rispettano le condizioni previste.
L’avviso considera le esperienze maturate negli ultimi otto anni rispetto alla data di scadenza della selezione. I servizi part-time vengono invece valutati proporzionalmente rispetto all’orario pieno di 36 ore.
Questo significa che un candidato con diversi anni di esperienza concreta nei servizi per la prima infanzia può costruire un vantaggio importante in graduatoria.
Cosa farà concretamente l’Educatore di Nido
Dietro la parola “Educatore” c’è un ruolo molto articolato.
L’avviso individua tra le principali responsabilità la capacità di instaurare relazioni individualizzate con ciascun bambino, lavorando all’interno di piccoli gruppi e rispettando i differenti bisogni ed esigenze.
L’Educatore dovrà inoltre:
- mantenere e curare il rapporto con le famiglie;
- organizzare momenti di cura;
- proporre attività capaci di favorire lo sviluppo affettivo, sociale e cognitivo;
- progettare e curare gli spazi e i materiali utilizzati nel nido;
- confrontarsi costantemente con gli altri Educatori;
- collaborare con le ulteriori figure professionali coinvolte nel servizio;
- rispettare la riservatezza delle informazioni relative ai bambini e alle famiglie.
Sono quindi richieste conoscenze nell’ambito della pedagogia, psicologia dell’età evolutiva, progettazione degli interventi educativi e normativa relativa ai servizi per la prima infanzia.
Altrettanto importanti diventano capacità meno facilmente misurabili con un esame: ascolto, comunicazione con gli adulti, lavoro di gruppo, osservazione dei bambini e gestione delle situazioni problematiche.
Quale laurea serve per partecipare
Il titolo che rappresenta oggi una delle principali vie di accesso è la laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione, classe L-19, con indirizzo specifico per Educatori dei servizi educativi per l’infanzia.
È ammessa anche la laurea magistrale quinquennale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria LM-85 bis, purché integrata dal corso di specializzazione previsto per complessivi 60 CFU.
L’avviso riconosce inoltre diversi titoli universitari dei precedenti ordinamenti, purché conseguiti entro le date stabilite.
Tra questi figurano, ad esempio, vecchie lauree in Pedagogia e Scienze dell’Educazione, oltre a determinate lauree magistrali o specialistiche in ambito pedagogico ed educativo conseguite entro il 31 maggio 2017.
Chi possiede un titolo meno recente dovrebbe quindi verificare direttamente nell’avviso la corrispondenza esatta della propria classe di laurea.
Anche alcuni diplomati possono partecipare, ma c’è una condizione decisiva
La risposta è sì: la selezione non è riservata esclusivamente ai laureati.
Esistono alcuni diplomi che consentono ancora l’accesso. La condizione fondamentale è però che siano stati conseguiti entro il 31 agosto 2015.
Tra quelli indicati dall’avviso troviamo:
- diploma di maturità magistrale;
- diploma del liceo socio-psico-pedagogico;
- diploma di abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio;
- diploma di dirigente di comunità;
- diploma di tecnico dei servizi sociali o assistente di comunità infantile;
- operatore dei servizi sociali o assistente per l’infanzia;
- diploma di liceo delle scienze umane;
- eventuali titoli riconosciuti equipollenti o equiparati dalla normativa.
Questo particolare è fondamentale.
Scrivere semplicemente “basta il diploma” sarebbe fuorviante, perché non qualsiasi diploma permette di partecipare e soprattutto conta la data nella quale il titolo è stato conseguito.
Serve anche la patente B
Oltre al corretto titolo di studio, l’avviso richiede espressamente il possesso della patente di guida di categoria B.
Tutti i requisiti devono essere presenti alla data di presentazione della candidatura e devono permanere fino all’eventuale sottoscrizione del contratto di lavoro.
Tra gli altri elementi dichiarati nella domanda figurano anche la conoscenza delle applicazioni informatiche e della lingua inglese a livello A2, oltre naturalmente ai normali requisiti generali previsti per lavorare nella Pubblica Amministrazione.
La graduatoria servirà anche per supplenze molto brevi
C’è un particolare dell’avviso che permette di capire concretamente come potrà essere utilizzata la graduatoria.
Gli enti potranno ricorrervi anche per supplenze durante l’anno di durata inferiore a 30 giorni, oppure in altre situazioni nelle quali sia necessario individuare rapidamente un Educatore.
In questi casi le persone presenti in graduatoria potranno essere contattate telefonicamente in specifiche fasce orarie.
Se il candidato non viene reperito, l’amministrazione passa al nominativo successivo senza che la persona non raggiunta venga automaticamente spostata in fondo alla graduatoria.
Chi accetta deve invece essere disponibile a perfezionare rapidamente l’assunzione e prendere servizio nella sede, nella data e nell’orario comunicati dall’amministrazione.
È quindi una graduatoria che potrà servire sia per esigenze organizzative più strutturate sia per sostituzioni urgenti.
Full time significa 36 ore settimanali
Quando l’assunzione sarà a tempo pieno, l’avviso prende come riferimento una settimana lavorativa di 36 ore. Sono però possibili anche rapporti part-time.
L’orario viene normalmente organizzato su cinque giorni settimanali, sulla base delle esigenze del servizio e delle indicazioni del responsabile della struttura nella quale l’Educatore viene assegnato.
Trattandosi di rapporti a tempo determinato, la durata effettiva del singolo contratto non è uguale per tutti: sarà l’amministrazione a stabilire di volta in volta decorrenza e termine finale dell’incarico.
È quindi importante non interpretare la graduatoria come una promessa di contratto della stessa durata per ogni candidato.
Domanda esclusivamente online e tassa di 10,33 euro
La candidatura deve essere presentata esclusivamente attraverso il Portale InPA, autenticandosi con uno dei sistemi di identità digitale ammessi e compilando il curriculum e la domanda relativa alla procedura.
Non vengono accettate domande consegnate direttamente all’ente o trasmesse con modalità differenti rispetto a quella telematica prevista dall’avviso.
Per partecipare bisogna inoltre versare una tassa di selezione di 10,33 euro, oltre alle eventuali commissioni, attraverso il sistema PagoPA dell’Unione. La ricevuta del pagamento deve essere allegata obbligatoriamente alla candidatura.
Tra i documenti richiesti figura anche il curriculum formativo e professionale, datato e sottoscritto, nel quale conviene riportare in maniera precisa tutte le esperienze che possono produrre punteggio.
Considerando che il servizio professionale rappresenta una parte importante della valutazione, omettere periodi lavorativi o indicare in maniera incompleta durata e percentuale di un eventuale part-time può incidere direttamente sulla posizione finale.
Scadenza il 5 settembre
La procedura risulta aperta sul Portale InPA dal 6 agosto 2026 e la scadenza è fissata alle 12:30 del 5 settembre 2026.
Il codice identificativo della selezione è UC_MOARN_08_2026.
È preferibile non aspettare le ultime ore, soprattutto perché prima dell’invio bisogna verificare il curriculum InPA, allegare la documentazione richiesta e completare il pagamento della tassa.
Dove potranno lavorare gli Educatori
La selezione riguarda gli asili nido degli enti aderenti all’Unione Comuni Modenesi Area Nord, in Emilia-Romagna.
Tra gli enti che hanno conferito le funzioni relative al personale vengono indicati i Comuni di Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Medolla, San Prospero, San Possidonio e Finale Emilia, oltre alla stessa Unione.
Non è quindi una selezione nazionale, ma una procedura territorialmente concentrata nell’area modenese.
Per chi possiede il titolo previsto, tuttavia, presenta una caratteristica che la distingue da molti altri concorsi: la possibilità di entrare in una graduatoria per lavorare negli asili nido senza affrontare prove scritte o orali, con incarichi che potranno essere full time o part time e potranno comprendere anche sostituzioni durante l’anno.
Prima di presentare la domanda è indispensabile leggere integralmente l’avviso ufficiale pubblicato su InPA, soprattutto per verificare con precisione il proprio titolo di studio, le eventuali esperienze valutabili e tutta la documentazione da allegare.


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