Non tutte le assunzioni nella Pubblica Amministrazione passano attraverso concorsi con decine di materie da studiare e prove scritte complesse. Per alcune figure operative lo Stato continua a utilizzare l’avviamento a selezione tramite Centro per l’Impiego, una procedura pensata proprio per i profili per i quali è sufficiente aver assolto l’obbligo scolastico.
È il caso della nuova selezione destinata al Ministero della Giustizia – Amministrazione Autonoma degli Archivi Notarili, che prevede l’assunzione di un Ausiliario nell’Area degli Operatori, con contratto a tempo pieno e indeterminato.
L’avviso territoriale rientra in una procedura più ampia avviata dal Ministero della Giustizia per il reclutamento complessivo di 14 unità negli Archivi Notarili; per il territorio interessato da questo specifico avviso è disponibile 1 posto.
Un posto stabile senza diploma superiore
L’elemento che rende questa selezione particolarmente accessibile è il titolo di studio.
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G Aggiungi come fonte preferita su GooglePer candidarsi non viene richiesto un diploma quinquennale né una laurea: il requisito indicato è semplicemente l’assolvimento dell’obbligo scolastico.
Il rapporto di lavoro previsto è:
- tempo indeterminato;
- tempo pieno;
- 36 ore settimanali;
- inquadramento nell’Area degli Operatori, ex Area Prima;
- applicazione del CCNL Comparto Funzioni Centrali.
Il bando non riporta un importo preciso dello stipendio. Per questo motivo non è corretto attribuire alla selezione una retribuzione specifica non espressamente indicata nel documento ufficiale.
Che lavoro svolge l’Ausiliario negli Archivi Notarili
Il termine “Ausiliario” potrebbe far pensare a una mansione generica. In realtà l’avviso descrive con precisione le attività che potranno essere affidate alla persona assunta.
Il lavoro riguarda soprattutto il supporto operativo agli uffici e la gestione materiale e documentale delle pratiche.
Tra le attività previste figurano:
- archiviazione dei documenti;
- classificazione di atti e pratiche;
- registrazione e protocollazione;
- trasmissione degli atti;
- consegna e ritiro di documentazione;
- ricevimento dell’utenza;
- collaborazione nelle attività di sportello;
- gestione del flusso del pubblico.
Si tratta quindi di una figura che lavora a stretto contatto con l’organizzazione quotidiana dell’ufficio, combinando mansioni documentali, attività pratiche e rapporto con gli utenti.
Non vengono richieste qualifiche professionali aggiuntive
Un altro elemento favorevole riguarda i requisiti specifici.
L’avviso precisa che non sono richiesti:
- qualifiche professionali ulteriori;
- abilitazioni;
- attestati professionali;
- altri requisiti specifici aggiuntivi.
Il requisito scolastico resta quindi il principale titolo richiesto per accedere alla selezione, oltre naturalmente alle condizioni generali previste per lavorare nella Pubblica Amministrazione.
I requisiti per presentare la candidatura
Alla scadenza della domanda, fissata al 18 settembre 2026, i candidati devono possedere i requisiti previsti dall’avviso.
In particolare:
- aver assolto l’obbligo scolastico;
- possedere i requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego;
- per i cittadini extra UE, possedere uno dei titoli di soggiorno ammessi dall’avviso;
- per i titoli di studio conseguiti fuori dall’Unione Europea, disporre della documentazione necessaria a dimostrarne la corrispondenza o l’equipollenza secondo quanto previsto dal bando.
L’avviso specifica inoltre espressamente che la qualifica professionale richiesta è “nessuna” e che non sono previsti ulteriori requisiti specifici.
Può partecipare anche chi è già occupato
Questo è probabilmente uno dei passaggi meno scontati dell’intero avviso.
Trattandosi di un’assunzione a tempo indeterminato, la partecipazione non è riservata esclusivamente ai disoccupati.
Possono aderire, tra gli altri:
- persone prive di lavoro anche se non iscritte al Centro per l’Impiego;
- disoccupati con DID;
- persone che conservano lo stato di disoccupazione pur svolgendo un’attività entro i limiti previsti;
- alcuni lavoratori con contratto intermittente;
- persone già occupate.
La situazione occupazionale incide però sulla formazione della graduatoria, perché ai disoccupati possono essere riconosciuti punteggi aggiuntivi che non spettano invece agli occupati.
È un particolare importante: avere già un lavoro non impedisce di tentare l’ingresso stabile al Ministero della Giustizia, ma la posizione finale dipenderà dai criteri utilizzati dal Centro per l’Impiego.
Come viene formata la graduatoria
La graduatoria non viene costruita sulla base del voto ottenuto in una prova scritta.
Ogni partecipante parte da 100 punti. Da questo valore viene sottratto un punto ogni 1.000 euro di ISEE, fino a un massimo di 25 punti.
Chi non presenta l’ISEE subisce automaticamente una sottrazione di 25 punti.
Per chi risultava disoccupato o in conservazione dello stato di disoccupazione alla data prevista dall’avviso è invece riconosciuto un incremento di 5 punti, a cui può aggiungersi un ulteriore punteggio legato all’età:
- 2 punti al compimento dei 40 anni;
- 4 punti al compimento dei 45 anni;
- 6 punti al compimento dei 50 anni.
In caso di parità di punteggio prevale il candidato più giovane.
Il meccanismo premia quindi soprattutto alcune condizioni economiche e occupazionali, prima ancora della successiva verifica pratica dell’idoneità.
La prova non è un concorso tradizionale
Dopo la formazione della graduatoria, i candidati utilmente collocati vengono avviati alla verifica di idoneità organizzata dall’Amministrazione.
La selezione è definita espressamente non comparativa: non serve quindi ottenere un punteggio più alto degli altri, ma dimostrare di essere in grado di svolgere concretamente le mansioni previste.
Sono previsti:
Un breve colloquio conoscitivo, finalizzato a verificare le conoscenze generali necessarie allo svolgimento del lavoro, con particolare attenzione ai flussi documentali, alla classificazione degli atti e all’archiviazione.
Una prova pratica di idoneità, che verifica la capacità di utilizzare strumenti e apparecchiature presenti negli uffici.
In particolare il candidato dovrà essere in grado di:
- riprodurre, impaginare e spillare 3 copie di un elaborato di 20 facciate utilizzando una fotocopiatrice;
- prelevare, trasportare, consegnare e ricollocare fascicoli o altro materiale dell’Amministrazione;
- scrivere attraverso Microsoft Word un breve testo fornito dalla commissione.
Per i candidati che non hanno cittadinanza italiana è prevista anche la verifica di un’adeguata conoscenza della lingua italiana.
Una selezione concreta, pensata per il lavoro che si dovrà svolgere
Questa procedura ha una caratteristica che la distingue nettamente da molti concorsi pubblici: la verifica finale riproduce attività realmente collegate al posto.
Non vengono richieste lunghe preparazioni su diritto amministrativo, contabilità pubblica o batterie di quiz teorici. Al candidato viene invece chiesto di dimostrare familiarità con documenti, archiviazione, strumenti d’ufficio e un programma informatico di uso comune come Word.
Per chi possiede un livello di istruzione non elevato ma ha dimestichezza con le attività pratiche di ufficio, può essere un percorso di accesso alla Pubblica Amministrazione decisamente più diretto rispetto a un concorso ordinario.
Domande a settembre: attenzione agli orari
Le candidature non possono essere presentate in qualsiasi momento.
La piattaforma telematica sarà attiva esclusivamente:
dalle ore 9:00 del 14 settembre 2026 alle ore 13:00 del 18 settembre 2026.
La domanda deve essere inviata esclusivamente attraverso la piattaforma telematica dell’Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia-Romagna, utilizzando lo specifico collegamento associato al codice della richiesta.
Per accedere sono ammesse:
- SPID di livello 2;
- Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Il modulo deve essere compilato integralmente online e corredato dagli eventuali documenti obbligatori richiesti dalla piattaforma.
Dopo l’invio vengono rilasciate due attestazioni: una contiene il numero di ricevuta e il PDF della domanda; l’altra contiene il numero di protocollo, che sarà utilizzato come codice per individuare la posizione del candidato nella graduatoria. Fino alle ore 13:00 del 18 settembre è possibile riaprire la candidatura, modificarla e inviarla nuovamente.
Prima di candidarsi conviene controllare tre cose
Il requisito scolastico molto accessibile potrebbe spingere molti candidati a concentrarsi esclusivamente sulla possibilità di partecipare. In realtà ci sono almeno tre aspetti che possono incidere molto sul risultato finale.
Il primo è l’ISEE, perché entra direttamente nel calcolo del punteggio.
Il secondo è la situazione occupazionale registrata alla data prevista dall’avviso, perché lo stato di disoccupazione può attribuire punti aggiuntivi.
Il terzo riguarda la prova pratica: pur essendo semplice rispetto a un concorso tradizionale, richiede comunque una minima dimestichezza con Word, fotocopiatrici, fascicoli e gestione documentale.
Prepararsi su queste attività concrete può quindi essere più utile che studiare materie non previste dalla procedura.
Dove si trova il posto disponibile
Prima di inviare la candidatura è sempre necessario leggere integralmente l’avviso ufficiale, controllare i requisiti posseduti e verificare eventuali aggiornamenti pubblicati dall’Agenzia Regionale per il Lavoro.
Il posto disponibile è 1, a tempo pieno e indeterminato, per Ausiliario presso il Ministero della Giustizia – Amministrazione Autonoma degli Archivi Notarili, Archivio Notarile Distrettuale di Ferrara, con sede in Via Borgo dei Leoni 63 a Ferrara.
Ultima modifica il 13 Agosto 2026 da Giuseppe Arlotta


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