Asili nido e scuole dell’infanzia, il Comune cerca Educatori e Insegnanti: 25.114 euro e una sola prova orale

Insegnante sorride ai bambini mentre disegnano in classe.Lavorare ogni giorno con bambini molto piccoli significa accompagnarli in una fase decisiva della crescita: dall’ingresso al nido alle prime esperienze nella scuola dell’infanzia, passando per autonomia, linguaggio, relazioni e scoperta del mondo.

Il Comune di Venezia ha aperto una nuova selezione pubblica per formare due graduatorie dalle quali attingere per assumere Educatori nei servizi educativi per l’infanzia e Docenti nelle scuole dell’infanzia.

I contratti saranno a tempo determinato, sia a tempo pieno sia part-time, con inquadramento nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.

Il trattamento economico indicato dal bando corrisponde a uno stipendio tabellare annuo di 25.114,11 euro, al quale si aggiungono tredicesima, indennità di comparto e le ulteriori voci eventualmente spettanti. Naturalmente l’importo viene rapportato alla durata del contratto e all’eventuale orario part-time.

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C’è poi un elemento particolarmente interessante dal punto di vista della selezione: non è prevista una normale prova scritta concorsuale. La procedura assegna fino a 20 punti ai titoli e fino a 80 punti a una sola prova orale. Soltanto se arriveranno più di 250 candidature per una delle due graduatorie potrà essere organizzata una preselezione.

Le candidature devono essere presentate entro le ore 12:00 del 31 agosto 2026 attraverso il Portale InPA.



Non sono due soli posti: vengono create due graduatorie

Questo è il primo punto da chiarire.

La procedura riguarda la formazione di due graduatorie distinte:

Graduatoria 1 – Personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, Nido

Graduatoria 2 – Docente della scuola dell’infanzia

Il bando non stabilisce quindi che saranno effettuate soltanto due assunzioni.

L’obiettivo è creare elenchi di personale ai quali il Comune potrà ricorrere per coprire le proprie esigenze di assunzioni e supplenze a tempo determinato, a tempo pieno oppure part-time.

Questo rende la procedura particolarmente interessante perché la possibilità di essere chiamati non si esaurisce necessariamente in un unico posto disponibile al momento della pubblicazione.

Quanto si guadagna

Il trattamento economico previsto è quello dell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.

Il bando indica uno stipendio tabellare annuo di 25.114,11 euro.

A questa cifra possono aggiungersi:

  • rateo della tredicesima;
  • indennità di comparto;
  • altri assegni e indennità eventualmente spettanti secondo CCNL e normativa.

Bisogna però fare una precisazione importante.

Poiché le assunzioni saranno a tempo determinato e potranno essere anche part-time, non significa che qualsiasi persona chiamata dalla graduatoria percepirà automaticamente 25.114 euro nell’anno.

Lo stipendio effettivo sarà rapportato alla durata e alla tipologia del contratto.

Per gli asili nido serve una formazione specifica

I requisiti di studio cambiano a seconda della graduatoria scelta.

Per lavorare come Educatore nei servizi educativi per l’infanzia – Nido, uno dei principali titoli previsti è la laurea triennale L-19 in Scienze dell’educazione e della formazione con indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia.

È ammessa anche la laurea magistrale a ciclo unico LM-85 bis in Scienze della formazione primaria, integrata dal corso di specializzazione previsto per complessivi 60 CFU.

Il bando disciplina però anche alcune situazioni transitorie.

Possono essere ammessi, alle condizioni indicate, candidati con L-19 senza indirizzo specifico oppure LM-85 bis senza i 60 CFU, purché l’immatricolazione ai relativi corsi sia avvenuta entro l’anno accademico 2018/2019.

Per il nido sono validi anche alcuni vecchi diplomi

Ed è qui che la selezione diventa interessante anche per una parte dei candidati che non possiede una laurea.

Il Comune ammette infatti numerosi titoli riconosciuti dalla normativa precedente, purché siano stati conseguiti entro l’anno scolastico o accademico 2021/2022.

Tra quelli elencati troviamo, ad esempio:

  • diploma di vigilatrice d’infanzia;
  • diploma di puericultrice;
  • diploma di maestra d’asilo;
  • diploma di assistente per l’infanzia;
  • diploma di operatore dei servizi sociali;
  • maturità magistrale;
  • liceo socio-psico-pedagogico;
  • tecnico dei servizi sociali;
  • dirigente di comunità;
  • liceo delle scienze umane;
  • diploma IPS indirizzo servizi socio-sanitari.

L’elenco ufficiale è più ampio e comprende anche diversi titoli universitari precedenti o equiparati.

Quindi sarebbe scorretto scrivere semplicemente “basta il diploma”: deve trattarsi di uno dei titoli specificamente ammessi e, per alcuni, conta anche la data in cui è stato conseguito.

Per insegnare nella scuola dell’infanzia cambiano i requisiti

La seconda graduatoria è destinata ai Docenti della scuola dell’infanzia.

Il titolo principale è la laurea in Scienze della formazione primaria con indirizzo scuola dell’infanzia oppure la laurea magistrale a ciclo unico LM-85 bis.

Sono però ammessi anche alcuni diplomi con valore abilitante, tra cui:

  • diploma di abilitazione all’insegnamento nelle scuole del grado preparatorio;
  • diploma di maturità magistrale;
  • diploma di liceo socio-psico-pedagogico;
  • titoli riconosciuti equivalenti o equipollenti.

In questo caso c’è una condizione temporale molto importante: tali diplomi devono essere stati conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002.

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Possono partecipare anche alcuni studenti universitari

C’è poi una possibilità particolarmente interessante per chi non ha ancora terminato Scienze della Formazione Primaria.

Per la graduatoria dei Docenti della scuola dell’infanzia possono partecipare, secondo quanto richiamato dal bando, anche gli studenti che risultano iscritti al terzo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria o ad annualità successive, purché abbiano già conseguito almeno 150 CFU entro la scadenza della candidatura.

È una possibilità che amplia sensibilmente la platea dei potenziali candidati.

Una sola prova orale

La struttura della selezione è uno degli aspetti più favorevoli dell’avviso.

Il bando stabilisce un punteggio complessivo massimo di 100 punti:

20 punti per i titoli

80 punti per la prova orale.

Non c’è quindi una normale prova scritta da superare prima del colloquio.

La prova orale viene superata ottenendo almeno 56 punti su 80.

Per chi ha già una buona preparazione pedagogica ed esperienza nel settore, la procedura può quindi risultare meno articolata rispetto a un concorso composto da scritto, pratico e orale.

Attenzione però alla possibile preselezione

L’assenza della prova scritta va precisata bene.

Se per una singola graduatoria arriveranno più di 250 domande, la Commissione potrà decidere di organizzare una prova preselettiva scritta.

La preselezione potrà comprendere domande:

  • sulle materie d’esame;
  • psicoattitudinali;
  • di ragionamento logico-matematico;
  • di cultura generale.

Potranno esserci quesiti a risposta multipla chiusa oppure a risposta aperta.

Non si tratta comunque di una vera prova d’esame e il suo punteggio non concorre al voto finale.

Dopo la preselezione verranno verificati requisiti e regolarità delle domande dei primi 200 candidati per ciascuna graduatoria, che potranno poi essere ammessi alla prova orale se in possesso delle condizioni richieste.

Cosa studiare per lavorare al nido

Per la graduatoria degli Educatori dei servizi per l’infanzia, il colloquio verterà su materie direttamente collegate al lavoro quotidiano con bambini da zero a tre anni.

Tra gli argomenti troviamo:

  • sviluppo cognitivo, emotivo, motorio, sociale e linguistico del bambino;
  • ambientamento al nido;
  • inclusione educativa;
  • rapporto con servizi e territorio;
  • progettazione educativa;
  • relazione con bambini, famiglie e gruppo di lavoro;
  • modalità di colloquio con le famiglie.

Viene richiesta anche la conoscenza della normativa nazionale e regionale relativa ai servizi educativi 0-3 e al Sistema integrato 0-6, oltre ai regolamenti comunali relativi agli asili nido e al personale educativo.

Per la scuola dell’infanzia si studiano anche PEI, BES e inclusione

Per i Docenti della scuola dell’infanzia le materie sono simili ma adattate alla fascia di età 3-6 anni.

Bisognerà conoscere, tra le altre cose:

  • sviluppo cognitivo, emotivo, motorio, sociale e linguistico;
  • ambientamento alla scuola dell’infanzia;
  • inclusione degli alunni con disabilità e BES;
  • funzionamento del GLO;
  • elementi del PEI;
  • progettazione educativo-didattica;
  • costruzione degli ambienti di apprendimento;
  • relazione con bambini e famiglie;
  • normativa nazionale e regionale di settore.

La prova è quindi molto legata alle competenze che un educatore o un insegnante utilizza concretamente durante il lavoro.

Durante l’orale anche inglese e informatica

Non verranno valutate soltanto le conoscenze pedagogiche.

Durante il colloquio sarà verificata anche la conoscenza delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse, oltre alla lingua inglese.

Il bando è piuttosto chiaro su questo punto: un giudizio di inidoneità su queste conoscenze può comportare l’esclusione dalla procedura.

L’esperienza può valere fino a 14 punti

La seconda grande componente del punteggio è rappresentata dai titoli.

Dei 20 punti disponibili, fino a 14 possono derivare dal servizio già prestato.

Particolarmente valorizzata è l’esperienza maturata direttamente presso il Comune di Venezia.

Chi ha lavorato per almeno 12 mesi, anche non continuativi, negli ultimi tre anni come educatore nei nidi o insegnante nelle scuole dell’infanzia comunali può ottenere fino a 14 punti.

Per periodi inferiori vengono assegnati punteggi decrescenti.

Vale anche l’esperienza maturata altrove

Non vengono però considerati soltanto i servizi svolti per il Comune di Venezia.

Il bando assegna punti anche all’esperienza maturata:

  • negli asili nido di altre amministrazioni pubbliche locali;
  • nelle scuole dell’infanzia di altre amministrazioni;
  • nelle scuole statali;
  • nei nidi privati;
  • nelle scuole dell’infanzia private paritarie.

Ad esempio, almeno 12 mesi negli ultimi tre anni in queste strutture possono valere 7 punti.

Sono previsti anche punti per il servizio civile volontario svolto in un ambito attinente.

Lauree, master e sostegno danno altri punti

Ulteriori 6 punti possono essere attribuiti ad altri titoli.

Tra quelli valutabili figurano:

  • ulteriore laurea in ambito psicopedagogico;
  • altra laurea triennale o specialistica aggiuntiva;
  • specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità;
  • master universitario di primo o secondo livello in ambito psicopedagogico.
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La specializzazione sul sostegno può valere fino a 4 punti.

A parità di punteggio, inoltre, per l’assegnazione di posti di sostegno viene data precedenza ai candidati in possesso del TFA sostegno.

Come funzioneranno le chiamate

Una volta approvate le graduatorie, il Comune potrà utilizzarle per effettuare le assunzioni a tempo determinato previste.

Le chiamate potranno riguardare sia gli asili nido sia le scuole dell’infanzia comunali e avverranno secondo le esigenze dell’amministrazione.

I candidati potranno essere contattati attraverso strumenti come:

  • SMS;
  • messaggistica veloce;
  • e-mail.

Il bando contiene anche regole precise sulle rinunce.

Una mancata accettazione della supplenza senza giustificato motivo comporta lo spostamento in fondo alla graduatoria per l’anno scolastico in corso.

Tre rinunce nello stesso anno scolastico possono invece portare alla cancellazione dalla graduatoria.

Graduatorie utilizzabili per le supplenze

Le due graduatorie rimarranno valide secondo i termini previsti dalla legge e potranno essere utilizzate per le assunzioni a termine nel rispetto delle regole del CCNL Funzioni Locali.

Per chi cerca un ingresso nel sistema educativo comunale, quindi, l’obiettivo non è vincere un singolo posto immediatamente disponibile, ma collocarsi il più in alto possibile nella graduatoria per aumentare le possibilità di ricevere incarichi e supplenze.

Contratti full time oppure part-time

Le assunzioni potranno essere sia a tempo pieno sia part-time.

La durata varierà in funzione delle necessità del Comune e delle assenze o dei posti da coprire.

Questo è anche il motivo per cui non sarebbe corretto presentare la selezione come un concorso per assunzioni a tempo indeterminato.

Il vantaggio è invece la possibilità di entrare in una graduatoria pubblica da cui possono arrivare più incarichi nel corso del tempo.

Come presentare la domanda

La candidatura va inviata esclusivamente attraverso il Portale InPA.

È necessario autenticarsi utilizzando SPID, CIE, CNS oppure eIDAS, compilare il curriculum online, indicare dettagliatamente titoli di studio ed eventuali esperienze professionali e selezionare la procedura alla quale si intende partecipare.

Il curriculum compilato su InPA costituisce parte integrante della domanda.

Questo significa che servizi ed esperienze non dichiarati correttamente nel curriculum potrebbero non essere presi in considerazione ai fini dell’attribuzione dei punti.

Tassa di concorso da 10 euro

Per completare la candidatura è previsto il pagamento di un contributo di partecipazione di 10 euro.

Il versamento viene effettuato direttamente durante la compilazione della domanda su InPA attraverso la sezione dedicata ai pagamenti.

La tassa non viene restituita, salvo l’eventuale annullamento della procedura da parte dell’amministrazione.

Le date delle prove saranno pubblicate su InPA

Al momento il bando non stabilisce già il calendario della prova orale o dell’eventuale preselezione.

Data, luogo ed eventuali variazioni saranno pubblicati sul Portale InPA almeno 15 giorni prima dello svolgimento.

La comunicazione pubblicata sul portale avrà valore di notifica.

Chi presenta domanda dovrà quindi controllare periodicamente InPA senza aspettare necessariamente una convocazione personale.

Scadenza il 31 agosto 2026

La domanda deve essere trasmessa entro le ore 12:00 del 31 agosto 2026.

La procedura risulta attualmente aperta sul Portale InPA ed è stata pubblicata il 10 agosto 2026.

Chi possiede uno dei titoli richiesti dovrebbe prestare particolare attenzione alle date di conseguimento dei vecchi diplomi, perché rappresentano un requisito essenziale per alcune categorie di candidati.

Un’opportunità interessante, ma non per tutti i diplomati

Questa selezione ha diversi elementi forti: due graduatorie, possibilità di incarichi negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, stipendio tabellare di 25.114 euro e una sola prova orale, salvo l’eventuale preselezione.

Ma non va trasformata in un generico “concorso per diplomati”.

Per gli Educatori del nido sono ammessi alcuni diplomi specifici conseguiti entro il limite temporale previsto dal bando; per gli Insegnanti della scuola dell’infanzia i vecchi diplomi abilitanti devono invece risalire entro l’anno scolastico 2001/2002.

Per chi possiede il titolo corretto, però, entrare in graduatoria può aprire la strada a più incarichi nei servizi educativi del Comune di Venezia, sia a tempo pieno sia part-time.

La candidatura deve essere inviata su InPA entro le 12:00 del 31 agosto 2026.

Ultima modifica il 21 Agosto 2026 da Giuseppe Arlotta

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