UniCredit, intesa con i sindacati: in arrivo 1.130 assunzioni a fronte di 1.130 uscite volontarie
Nuove opportunità di lavoro nel settore bancario grazie all’accordo raggiunto tra UniCredit e le organizzazioni sindacali. L’intesa punta a favorire un ricambio generazionale completo all’interno del gruppo, prevedendo 1.130 nuove assunzioni a fronte di 1.130 uscite volontarie incentivate. Secondo quanto comunicato dalle sigle sindacali, il piano garantirà quindi una sostituzione uno a uno tra personale in uscita e nuovi ingressi.
L’accordo riguarda i lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici entro il 1° maggio 2032, ai quali sarà data la possibilità di aderire in modo volontario e incentivato al Fondo di Solidarietà. La selezione delle uscite avverrà seguendo il criterio della maggiore vicinanza al pensionamento, mentre l’azienda aprirà un apposito applicativo per consentire agli interessati di presentare la propria adesione.
Ricambio generazionale e spazio ai giovani
Uno degli elementi centrali dell’intesa è proprio il ricambio generazionale. In base a quanto emerso, la quota principale dei nuovi ingressi sarà composta da 1.085 assunzioni in apprendistato, pensate soprattutto per giovani diplomati e laureati che entreranno in banca con percorsi finalizzati alla stabilizzazione. L’obiettivo è duplice: da un lato accompagnare l’uscita volontaria di chi è vicino alla pensione, dall’altro rafforzare la presenza di nuove competenze in un settore che sta cambiando rapidamente.
A queste si aggiungono altre 45 assunzioni previste nel biennio 2027-2028, destinate a donne vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione oppure a figli e figlie di vittime di femminicidio. Questa parte dell’accordo si inserisce nella linea già avviata con il Protocollo ABI-Sindacati contro la violenza sulle donne del 24 novembre 2025, confermando anche una valenza sociale oltre che occupazionale dell’intesa.
Un piano che punta alla continuità occupazionale
Per i sindacati, il risultato più importante è aver ottenuto un tasso di sostituzione del 100%, cioè una piena corrispondenza tra uscite e nuove entrate. In un contesto in cui il settore bancario continua a trasformarsi tra digitalizzazione, nuove esigenze commerciali e riorganizzazione interna, questo aspetto viene considerato decisivo per tutelare l’occupazione e mantenere adeguati livelli di organico.
L’intesa non si limita infatti a regolare gli esodi, ma prova a dare una risposta strutturale alle esigenze future del gruppo. Il meccanismo di monitoraggio previsto con incontri periodici servirà proprio a verificare che il piano venga attuato rispettando gli impegni presi, sia sul fronte delle uscite sia su quello delle nuove assunzioni.
Migliorie anche sul fronte welfare
Oltre al tema occupazionale, l’accordo introduce anche alcune novità sul piano del welfare aziendale. Dal 1° gennaio 2027 è previsto, ad esempio, l’aumento del buono pasto per i lavoratori part-time nella giornata non piena, che salirà a 7,5 euro. Un intervento che punta a migliorare le condizioni economiche di una parte della platea aziendale spesso più esposta agli effetti dell’aumento del costo della vita.
In più, UniCredit si è impegnata ad aprire successivi confronti con le organizzazioni sindacali, entro il trimestre successivo al rinnovo del CCNL ABI, su vari temi: previdenza complementare, valorizzazione professionale, polizza TCM, permessi personali e familiari, reperibilità e interventi operativi. Si tratta di aspetti che potrebbero incidere in modo concreto sull’organizzazione del lavoro e sulle tutele dei dipendenti.
Cosa significa questo accordo
L’intesa raggiunta in UniCredit rappresenta un passaggio importante non solo per il gruppo bancario, ma anche per il mercato del lavoro nel credito. Negli ultimi anni il settore ha vissuto profonde trasformazioni, con una crescente attenzione all’efficienza, alla digitalizzazione dei servizi e alla revisione delle reti fisiche. In questo scenario, accordi che prevedono un ricambio pieno tra uscite e nuove assunzioni vengono letti come segnali positivi, perché evitano che i prepensionamenti si traducano semplicemente in una riduzione del personale. Questa lettura è coerente con quanto evidenziato dalle comunicazioni sindacali e dalla stessa società nei precedenti accordi di fine 2025.
Per chi è in cerca di lavoro, il piano conferma che il comparto bancario continua a offrire sbocchi, soprattutto a profili giovani, diplomati e laureati, destinati a entrare in azienda tramite contratti di apprendistato. Per chi invece è già dipendente e vicino alla pensione, l’accordo offre una cornice definita per un’uscita volontaria accompagnata da strumenti di sostegno.
In sintesi
L’accordo siglato tra UniCredit e sindacati mette sul tavolo 1.130 uscite volontarie incentivate e 1.130 assunzioni complessive, con una sostituzione totale tra personale in uscita e nuove risorse. La maggior parte dei nuovi ingressi sarà destinata ai giovani, ma una quota sarà riservata anche a iniziative di forte impatto sociale. A ciò si aggiungono misure di welfare e nuovi tavoli di confronto su aspetti rilevanti del rapporto di lavoro.
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Ultima modifica il 21 Aprile 2026 da Giuseppe Arlotta


