Un lavoro stabile nella Pubblica Amministrazione per occuparsi di agricoltura, boschi, territorio, tutela del paesaggio e sviluppo delle aree montane.
La Comunità Montana di Valle Sabbia, in provincia di Brescia, ha pubblicato un nuovo concorso per l’assunzione di 1 Istruttore Tecnico da destinare all’Ufficio Agricoltura e Foreste, con contratto a tempo pieno e indeterminato e inquadramento nell’Area degli Istruttori del comparto Funzioni Locali.
Per partecipare non è necessariamente richiesta la laurea. Il concorso è infatti accessibile anche con alcuni diplomi tecnici, tra cui Perito Agrario, Geometra, Agraria Agroalimentare e Agroindustria e Costruzioni Ambiente e Territorio.
Le domande devono essere presentate attraverso il Portale InPA entro le 23:59 del 20 settembre 2026. Un altro elemento favorevole è che non è prevista alcuna tassa di partecipazione.
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G Aggiungi come fonte preferita su GoogleUn posto stabile nell’Ufficio Agricoltura e Foreste
Il concorso mette a disposizione un posto di Istruttore Tecnico, Area degli Istruttori del CCNL Funzioni Locali.
L’assunzione prevista è:
a tempo pieno e indeterminato.
Il nuovo dipendente sarà inserito nell’Ufficio Agricoltura e Foreste della Comunità Montana di Valle Sabbia, ente pubblico che opera in un territorio nel quale gestione forestale, ambiente e sviluppo delle aree montane hanno un peso particolarmente rilevante.
Non si tratta quindi del classico posto tecnico concentrato esclusivamente su edilizia e lavori pubblici.
Le materie indicate dal bando fanno capire che il lavoro sarà fortemente collegato a foreste, agricoltura, vincoli ambientali e idrogeologici, paesaggio e politiche di sviluppo rurale.
Non serve per forza la laurea, ma attenzione al tipo di diploma
Questo è probabilmente il punto più importante per chi sta valutando la candidatura.
Non basta un qualsiasi diploma di scuola superiore.
Sono ammessi, tra gli altri:
- Diploma di Perito Agrario;
- Diploma di Geometra;
- diploma tecnico del settore tecnologico indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria;
- diploma tecnico indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio;
- ulteriori diplomi quinquennali riconosciuti equiparati o equipollenti.
Un diplomato in Ragioneria, Liceo Scientifico o altri indirizzi non può quindi automaticamente partecipare soltanto perché possiede una maturità quinquennale.
Questo dettaglio è importante anche per evitare titoli troppo generici come “concorso aperto a tutti i diplomati”.
Possono partecipare anche diversi laureati
Il bando considera assorbenti anche numerosi titoli universitari.
Tra le lauree magistrali o specialistiche ammesse figurano, per esempio:
- Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
- Scienze della natura;
- Scienze e tecnologie agrarie;
- Scienze e tecnologie forestali e ambientali;
- Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
- Ingegneria della sicurezza.
Sono inoltre ammesse diverse lauree triennali, tra cui:
- Ingegneria civile e ambientale;
- Scienze e tecnologie agrarie e forestali;
- Scienze e tecnologie agro-alimentari;
- Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.
Il concorso può quindi interessare sia diplomati tecnici sia laureati che hanno seguito un percorso universitario coerente con ambiente, agricoltura e territorio.
Serve anche la patente
Tra i requisiti specifici compare anche il possesso della patente di guida per autoveicoli.
È un requisito coerente con il tipo di ufficio.
Un tecnico che lavora nel settore agricoltura e foreste può infatti essere chiamato a operare non soltanto alla scrivania, ma anche a seguire procedimenti e attività che riguardano direttamente il territorio.
Tutti i requisiti devono essere posseduti entro la scadenza del bando e mantenuti fino alla sottoscrizione del contratto.
Cosa farà l’Istruttore Tecnico
Il bando richiama le attività proprie dell’Area degli Istruttori e individua anche alcune competenze trasversali che potranno essere valutate durante la selezione.
Tra quelle richieste troviamo:
- capacità di programmare e organizzare le attività;
- rispetto delle scadenze;
- capacità di lavorare in gruppo;
- orientamento agli obiettivi;
- autonomia e iniziativa;
- capacità di confrontarsi con interlocutori differenti.
Le materie delle prove permettono inoltre di capire più concretamente quali saranno gli ambiti professionali.
Si va dalla normativa forestale alla tutela del suolo, dalla Politica Agricola Comune fino agli incendi boschivi, alla tutela paesaggistica e ai procedimenti amministrativi.
Boschi e foreste saranno al centro del lavoro
Una parte importante della preparazione riguarda il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali e la normativa della Regione Lombardia su agricoltura, foreste, sviluppo rurale e caccia.
Il candidato dovrà conoscere anche la disciplina del vincolo idrogeologico e forestale, comprese le regole per autorizzazioni e trasformazioni dell’uso del suolo.
Sono materie molto specifiche che distinguono questo concorso dai normali bandi per Geometri o Istruttori Tecnici comunali.
Bisogna conoscere anche la PAC
Nel programma compare anche la Politica Agricola Comune – PAC, con particolare riferimento ai programmi di sviluppo rurale e agli strumenti regionali destinati allo sviluppo delle aree montane.
Per chi proviene da studi agrari si tratta di argomenti probabilmente già familiari.
La PAC rappresenta infatti uno degli strumenti centrali attraverso cui vengono finanziate e regolamentate molte attività agricole e di sviluppo rurale in Europa.
Tra le materie anche gli incendi boschivi
Un altro argomento molto concreto riguarda l’Antincendio Boschivo – AIB.
I candidati dovranno conoscere normativa e tecniche di prevenzione e spegnimento degli incendi nelle aree montane.
È un tema particolarmente coerente con il territorio di una Comunità Montana e mostra che il profilo ricercato non avrà soltanto compiti amministrativi.
Ambiente, paesaggio e vincoli
Nel programma rientra anche il Codice dei beni culturali e del paesaggio, insieme alla normativa sulla tutela dei beni paesaggistici.
Verranno inoltre richieste conoscenze sul ruolo dei Comuni e delle Comunità Montane nei procedimenti che interessano il territorio.
Il candidato ideale deve quindi saper coniugare competenze tecniche e conoscenza delle regole amministrative.
Ci sono anche le classiche materie da concorso pubblico
Accanto alle discipline specialistiche non mancano le materie tipiche degli enti locali.
Bisognerà prepararsi su:
- Codice dei Contratti Pubblici;
- ordinamento amministrativo e contabile degli enti locali;
- funzionamento e competenze delle Comunità Montane;
- diritto amministrativo;
- procedimento amministrativo;
- diritto di accesso;
- privacy;
- trasparenza;
- anticorruzione;
- codice di comportamento dei dipendenti pubblici;
- reati contro la Pubblica Amministrazione.
La preparazione richiesta è quindi piuttosto ampia, ma fortemente coerente con il lavoro che verrà svolto.
Come funziona il concorso
La procedura è per soli esami.
Sono previste:
una prova scritta e una prova orale.
Se le candidature dovessero essere numerose, potrà esserci prima anche una preselezione.
Tutte le prove si svolgeranno in presenza.
Preselezione solo se i candidati sono più di 30
La Commissione può organizzare una preselezione se arrivano più di 30 candidature.
Non è però automatico: anche superata questa soglia, la Commissione può decidere di procedere direttamente alle prove concorsuali.
La preselezione potrà contenere quiz:
- psicoattitudinali;
- di ragionamento verbale;
- numerici;
- spaziali;
- astratti;
- sulle materie del concorso;
- di cultura generale.
Passeranno alla prova scritta i primi 30 candidati, oltre agli eventuali ex aequo con l’ultimo ammesso.
Il risultato della preselezione non contribuirà al punteggio finale.
La prova scritta può essere anche teorico-pratica
Lo scritto non sarà necessariamente costituito soltanto da quiz.
Il bando prevede una prova teorico-pratica che potrà consistere in:
- quesiti a risposta multipla;
- un elaborato;
- domande a risposta sintetica;
- oppure una combinazione di queste modalità.
Lo scopo sarà verificare sia le conoscenze teoriche sia la capacità di utilizzarle concretamente nello svolgimento del lavoro.
Per accedere all’orale bisognerà ottenere almeno 21 punti su 30.
All’orale anche inglese e informatica
La prova orale tornerà sulle materie previste per lo scritto.
Saranno inoltre accertate:
- conoscenza della lingua inglese;
- utilizzo delle tecnologie informatiche;
- competenze digitali;
- capacità legate ai processi di innovazione e trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.
Anche la prova orale vale massimo 30 punti e viene superata con almeno 21/30.
Il punteggio finale sarà dato dalla somma di scritto e orale.
La graduatoria può creare altre opportunità
Il concorso nasce per coprire un solo posto, ma la graduatoria potrebbe diventare interessante anche successivamente.
Il bando stabilisce che potrà essere utilizzata durante il periodo di validità per la copertura di ulteriori posti previsti dalla programmazione dell’ente.
Potrà essere utilizzata anche per assunzioni a tempo determinato.
La Comunità Montana si riserva inoltre la possibilità di cedere la graduatoria ad altre amministrazioni.
Questo significa che essere dichiarati idonei senza risultare immediatamente vincitori potrebbe comunque aprire altre possibilità.
Il posto è riservato ai volontari delle Forze Armate, ma il concorso resta aperto
C’è una particolarità importante.
Il posto beneficia della riserva a favore dei volontari delle Forze Armate congedati senza demerito, prevista dalla normativa.
Questo però non significa che gli altri candidati non possano partecipare.
Il bando specifica infatti che, se non vi sarà un candidato idoneo appartenente alle categorie riservatarie, il posto sarà assegnato a un altro candidato utilmente collocato in graduatoria.
È quindi corretto parlare di concorso pubblico aperto anche ai non riservatari, tenendo però presente questa condizione.
Quanto si guadagna
Il nuovo dipendente sarà inquadrato nell’Area degli Istruttori del CCNL Funzioni Locali.
Il bando non indica però una cifra precisa della retribuzione annua: specifica soltanto che verrà applicato il trattamento economico previsto dal contratto nazionale vigente per l’Area di appartenenza.
Per questo eviterei di inserire nell’articolo uno stipendio ricavato da stime esterne o di trasformare automaticamente i valori contrattuali in un netto mensile.
L’elemento economicamente più importante e certo rimane la natura del rapporto: tempo pieno e indeterminato.
Non c’è tassa di concorso
Una piccola ma interessante differenza rispetto a molti altri concorsi riguarda il costo della candidatura.
Il bando afferma espressamente che non è prevista alcuna tassa di concorso.
La partecipazione è quindi gratuita.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere inviata esclusivamente attraverso il Portale InPA.
Per accedere è possibile utilizzare i sistemi di identità digitale previsti, tra cui:
- SPID;
- CIE;
- CNS.
Il bando richiede inoltre al candidato di possedere una PEC personale o un domicilio digitale.
In caso di più domande inviate sarà considerata valida soltanto l’ultima trasmessa.
Scadenza il 20 settembre 2026
Le candidature sono aperte dal 20 agosto 2026 e devono essere presentate entro le 23:59 del 20 settembre 2026.
Dopo la scadenza il sistema InPA non consentirà più di completare o inviare domande rimaste in lavorazione.
Le date delle prove non sono ancora indicate.
Saranno pubblicate successivamente su InPA e sul sito della Comunità Montana con almeno 15 giorni di preavviso.
Dove si lavorerà
L’ente che assume è la Comunità Montana di Valle Sabbia, in Lombardia, con sede a Nozza di Vestone, in provincia di Brescia.
Per chi possiede una formazione tecnica in ambito agrario, forestale, ambientale o territoriale, questa selezione offre quindi una combinazione interessante:
posto stabile, tempo pieno, accesso anche con diploma tecnico, candidatura gratuita e possibilità che la graduatoria venga utilizzata nuovamente.
Il concorso richiede però una preparazione specialistica e non è aperto indistintamente a tutti i diplomati.
Chi possiede un diploma di Perito Agrario, Geometra, Agraria oppure Costruzioni Ambiente e Territorio, o uno dei titoli universitari indicati dal bando, può presentare domanda entro il 20 settembre 2026 attraverso InPA.


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