Una nuova stagione di assunzioni nella Pubblica Amministrazione prende forma con il DPCM del 2 luglio 2026, il provvedimento che autorizza ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici ad avviare procedure di reclutamento e assumere nuovo personale a tempo indeterminato.
Il dato complessivo è importante:
3.742 assunzioni a tempo indeterminato autorizzate.
Ma per chi sta aspettando un nuovo concorso pubblico c’è una distinzione fondamentale da fare.
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G Aggiungi come fonte preferita su GoogleNon tutti questi posti saranno accessibili presentando una nuova domanda: una parte consistente verrà coperta utilizzando graduatorie già esistenti, mobilità tra amministrazioni e progressioni del personale.
La quota che, sulla base delle 26 tabelle allegate al decreto, passa attraverso nuovi concorsi pubblici è di circa:
1.753 posti.
I contingenti maggiori riguardano soprattutto Ministero dell’Interno, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Il DPCM è ormai ufficiale
Non siamo davanti a una semplice anticipazione contenuta nei piani del personale.
Il DPCM del 2 luglio 2026 autorizza formalmente l’avvio delle procedure di reclutamento e delle relative assunzioni ai sensi dell’articolo 35, comma 4, del D.Lgs. 165/2001.
Il provvedimento è stato:
registrato dalla Corte dei conti il 4 agosto 2026, registro n. 2202.
La Funzione Pubblica lo ha inserito tra le autorizzazioni ufficiali a bandire e assumere per il 2026.
Questo passaggio è importante perché consente alle singole amministrazioni di procedere concretamente, nel rispetto delle condizioni previste dal decreto.
Non è un maxi concorso unico da 3.742 posti
Questo è probabilmente il punto più importante dell’intera notizia.
Il DPCM non bandisce un concorso nazionale unico per 3.742 persone.
Autorizza invece numerose amministrazioni a utilizzare determinate facoltà assunzionali.
Ogni ente potrà quindi procedere attraverso uno o più strumenti:
- nuovi concorsi pubblici;
- scorrimenti di graduatorie;
- mobilità;
- progressioni interne;
- procedure dirigenziali;
- altri canali espressamente autorizzati.
Per un candidato che oggi non lavora già nella Pubblica Amministrazione, il numero realmente più interessante è quindi quello relativo alle nuove procedure aperte all’esterno.
Circa 1.753 posti con nuovi concorsi pubblici
Dalla ricostruzione delle 26 tabelle allegate al decreto risultano circa:
1.753 posti destinati a concorsi pubblici.
La maggior parte è concentrata in tre grandi amministrazioni:
Ministero dell’Interno: 759 posti da concorso
Agenzia delle Entrate: 735 posti da concorso
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: 181 posti da concorso.
Da sole, queste tre amministrazioni rappresentano quindi la parte nettamente più consistente delle opportunità aperte ai candidati esterni.
Ministero dell’Interno: 1.086 assunzioni complessive
Il contingente più grande dell’intero decreto riguarda il:
Ministero dell’Interno.
Le unità autorizzate complessivamente sono:
1.086.
Di queste, secondo la ripartizione delle tabelle, circa:
759 posti saranno coperti tramite concorso pubblico.
È uno dei numeri più interessanti dell’intero piano.
Le future procedure riguarderanno diversi livelli professionali, con una forte presenza delle aree:
Funzionari
e:
Assistenti.
Nella ricostruzione del contingente risultano, in particolare, 378 Funzionari e 347 Assistenti, oltre ad altri profili.
Per conoscere titoli di studio, materie, sedi e distribuzione territoriale bisognerà però fare riferimento ai singoli bandi.
Agenzia delle Entrate: 1.022 ingressi, 735 con nuovi concorsi
Altro grande protagonista è l’Agenzia delle Entrate.
Il DPCM autorizza complessivamente:
1.022 assunzioni.
Ma, anche in questo caso, non sono 1.022 nuovi posti da mettere a concorso.
La quota destinata ai nuovi concorsi pubblici è di:
735 posti, suddivisi tra:
400 Funzionari
e:
335 Assistenti.
Gli altri ingressi riguardano in particolare:
100 Funzionari attraverso scorrimenti di graduatorie
e:
173 Assistenti tramite mobilità.
Quindi, per chi vuole entrare nell’Agenzia dall’esterno attraverso una nuova selezione, il numero da tenere d’occhio è 735.
I 335 Assistenti potrebbero essere l’occasione più interessante per i diplomati
La presenza di:
335 posti nell’Area degli Assistenti
è particolarmente interessante.
Tradizionalmente l’Area Assistenti delle Funzioni Centrali comprende profili per i quali l’accesso avviene con un diploma di scuola secondaria superiore.
Ma è importante non anticipare i contenuti dei futuri bandi.
Il DPCM stabilisce infatti contingenti e modalità di reclutamento, non indica necessariamente:
- quale diploma sarà ammesso;
- se saranno richiesti indirizzi specifici;
- le materie d’esame;
- le sedi disponibili;
- le riserve;
- la scadenza.
Sarà quindi il bando dell’Agenzia delle Entrate a stabilire definitivamente i requisiti.
Agenzia delle Dogane: 449 assunzioni, 181 posti da concorso
Anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli beneficia di un contingente importante.
Le assunzioni complessivamente autorizzate sono:
449.
Di queste, circa:
181 sono destinate a nuovi concorsi pubblici.
Gli altri ingressi verranno realizzati attraverso modalità differenti, comprese graduatorie e strumenti di mobilità.
Anche in questo caso dovremo attendere i singoli avvisi per conoscere i profili professionali effettivamente aperti ai candidati esterni.
Ministero della Cultura: 482 assunzioni, ma attenzione al numero dei nuovi concorsi
Un altro numero che può attirare immediatamente l’attenzione è quello del:
Ministero della Cultura: 482 assunzioni autorizzate.
Ma qui si vede perfettamente perché non bisogna trasformare automaticamente il totale del DPCM in “posti a concorso”.
La grandissima parte del contingente del Ministero della Cultura è collegata ad altre modalità di reclutamento e utilizzo di graduatorie.
Secondo la ricostruzione delle tabelle, solo una quota molto limitata — circa 5 unità — è associata a nuovi concorsi nell’ambito di questo specifico decreto.
Questo non esclude naturalmente che il Ministero possa avere o pubblicare altri concorsi sulla base di differenti autorizzazioni.
INPS: altre 145 assunzioni
Il decreto comprende anche l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – INPS.
Le unità complessivamente autorizzate risultano:
145.
Anche in questo caso gran parte degli ingressi non deriva da un nuovo maxi concorso aperto indistintamente a tutti.
Per questo motivo non sarebbe corretto pubblicizzare il DPCM con un titolo come:
“INPS assume 145 persone con nuovo concorso”.
Il decreto autorizza le assunzioni, mentre le concrete modalità previste nelle tabelle devono essere distinte tra concorso, mobilità e altre procedure.
Giustizia Minorile: 144 ingressi
Tra le amministrazioni interessate compare anche il:
Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.
Il contingente complessivo indicato nelle ricostruzioni delle tabelle è di:
144 unità.
Il decreto autorizza espressamente il Dipartimento ad avviare procedure di reclutamento e ad assumere personale a tempo indeterminato secondo quanto previsto dalla relativa Tabella 15.
La modalità concreta, però, non deve essere confusa automaticamente con un nuovo concorso aperto a tutti: una parte importante delle autorizzazioni sfrutta graduatorie esistenti.
Affari Esteri: 66 assunzioni
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – MAECI compare nel DPCM con un contingente complessivo ricostruito in:
66 assunzioni.
Anche il MAECI è formalmente tra le amministrazioni autorizzate dal decreto ad avviare procedure di reclutamento e assumere personale a tempo indeterminato.
Ma il contingente indicato dal provvedimento non equivale automaticamente a 66 nuovi posti disponibili per chi oggi presenta domanda dall’esterno.
Avvocatura dello Stato e Ministero dell’Agricoltura
Il piano riguarda inoltre:
Avvocatura Generale dello Stato: 65 unità
e:
Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste: 65 unità.
In particolare, per il Ministero dell’Agricoltura una quota significativa del contingente — circa 40 posti secondo la lettura delle tabelle — è collegata a concorsi pubblici.
È quindi una delle amministrazioni da seguire oltre ai tre grandi blocchi di Interno, Entrate e Dogane.
Consiglio di Stato: 63 unità
Anche il Consiglio di Stato è interessato dalle nuove autorizzazioni.
Il contingente principale ammonta complessivamente a circa:
63 assunzioni.
Il DPCM prevede inoltre una specifica autorizzazione a bandire ulteriori posti indicati nella Tabella 4, senza che ciò significhi necessariamente un’assunzione immediata contestuale al decreto.
È un’altra distinzione importante: autorizzazione a bandire e autorizzazione ad assumere non sempre coincidono nello stesso momento.
Ministero del Lavoro e Ministero dell’Ambiente
Tra i contingenti indicati troviamo anche:
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: 60 unità
e:
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: 40 unità, alle quali si aggiungono ulteriori 50 unità indicate a titolo ricognitivo nelle ricostruzioni delle tabelle.
Anche qui bisogna distinguere le assunzioni complessive dai posti effettivamente messi a disposizione attraverso nuovi concorsi.
Tutte le principali amministrazioni coinvolte
Il provvedimento interessa un insieme molto ampio di enti.
Tra i principali figurano:
- Ministero dell’Interno;
- Agenzia delle Entrate;
- Ministero della Cultura;
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
- INPS;
- Ministero della Giustizia – Giustizia Minorile e di Comunità;
- Ministero degli Affari Esteri;
- Avvocatura Generale dello Stato;
- Ministero dell’Agricoltura;
- Consiglio di Stato;
- Ministero del Lavoro;
- Ministero dell’Ambiente;
- Ministero della Giustizia – Ufficio Centrale degli Archivi Notarili;
- Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale;
- CNEL;
- Agenzia Italiana per la Gioventù;
- Autorità di bacino e alcuni Enti Parco.
Il DPCM distribuisce le autorizzazioni attraverso 26 differenti tabelle.
Tutte le assunzioni sono a tempo indeterminato?
Il cuore del provvedimento riguarda effettivamente il reclutamento e le assunzioni a tempo indeterminato autorizzate alle diverse amministrazioni.
Questo è uno degli aspetti più interessanti per chi punta a un posto stabile.
Bisogna però evitare un’altra semplificazione:
tempo indeterminato non significa necessariamente nuovo concorso pubblico.
Un dipendente trasferito attraverso mobilità può essere assunto stabilmente dall’amministrazione di destinazione, così come un candidato già idoneo può essere chiamato attraverso uno scorrimento di graduatoria.
Mobilità, graduatorie e progressioni: perché il totale scende
La differenza tra:
3.742 assunzioni
e:
circa 1.753 nuovi posti a concorso
deriva proprio dalle diverse modalità di reclutamento previste.
Tra gli strumenti utilizzabili figurano:
scorrimenti di graduatorie, che interessano persone che hanno già superato un precedente concorso;
mobilità, rivolta generalmente a dipendenti già in servizio presso altre Pubbliche Amministrazioni;
progressioni, destinate al personale interno;
e:
nuovi concorsi pubblici, cioè le procedure realmente aperte a nuovi candidati.
Questa distinzione è fondamentale per capire quali opportunità potranno interessare davvero chi oggi vuole entrare per la prima volta nella PA.
Una nuova regola sulla mobilità dal 2026
Il DPCM richiama anche una novità significativa entrata a regime dal 2026.
Per numerose amministrazioni che programmano almeno 10 assunzioni, una quota non inferiore al 15% delle facoltà assunzionali deve essere destinata alle procedure di mobilità previste dalla normativa.
Solo le posizioni eventualmente rimaste libere dopo queste procedure possono essere destinate ai concorsi, secondo le condizioni previste dalla legge.
Questo aiuta a spiegare perché un’autorizzazione molto elevata non corrisponde necessariamente allo stesso numero di posti disponibili per un candidato esterno.
Prima devono essere assunti i vincitori delle graduatorie esistenti
Il decreto contiene un’altra condizione importante.
In generale, l’avvio dei nuovi concorsi e l’utilizzo delle graduatorie di altre amministrazioni sono subordinati all’avvenuta immissione in servizio dei vincitori già presenti nelle graduatorie vigenti della stessa amministrazione per le rispettive qualifiche, salvo comprovate necessità organizzative.
Quindi il DPCM rappresenta un via libera fondamentale, ma non significa che tutti i bandi debbano essere pubblicati nello stesso giorno.
Ogni amministrazione avrà tempi differenti.
I posti devono essere realmente vacanti
Il provvedimento precisa inoltre che le procedure e le assunzioni rimangono subordinate alla presenza di:
posti effettivamente vacanti
sia quando viene pubblicato il bando sia al momento dell’assunzione.
Devono inoltre essere rispettati i limiti complessivi di spesa previsti per ogni amministrazione.
È un’altra ragione per la quale l’autorizzazione non deve essere interpretata come un bando già aperto.
Le autorizzazioni valgono tre anni
Le facoltà assunzionali relative agli anni:
2025 e 2026
autorizzate dal DPCM hanno una:
validità di tre anni.
Alla scadenza del termine non potranno essere prorogate.
Questo significa che alcune procedure potrebbero essere avviate rapidamente, mentre altre potranno essere programmate in un arco temporale più ampio.
Quando usciranno i bandi
Non esiste una scadenza unica.
Ogni amministrazione pubblicherà autonomamente i propri concorsi secondo il fabbisogno autorizzato e le condizioni previste dal decreto.
I candidati dovranno quindi monitorare soprattutto:
Portale inPA
e:
siti istituzionali delle amministrazioni interessate.
Al momento non sarebbe corretto attribuire ai 1.753 posti una sola data di candidatura o affermare che tutti i bandi siano già aperti.
Diploma o laurea: dipenderà dal singolo profilo
Il decreto comprende diverse Aree professionali.
Alcuni futuri concorsi saranno destinati ai:
Funzionari
e richiederanno quindi titoli universitari secondo quanto stabilito dai relativi bandi.
Altri riguarderanno gli:
Assistenti
per i quali normalmente il titolo di accesso è un diploma.
Sono presenti inoltre profili dirigenziali, specialistici e altre figure.
Per questo motivo non sarebbe corretto presentare l’intero piano con la frase:
“basta il diploma per 1.753 posti”.
Il titolo richiesto varierà da selezione a selezione.
Il vero dato da ricordare
Il DPCM del 2 luglio 2026 rappresenta uno dei provvedimenti più importanti dell’anno per chi segue i concorsi pubblici.
I numeri principali sono:
3.742 assunzioni a tempo indeterminato autorizzate
e circa:
1.753 posti collegati a nuovi concorsi pubblici.
Le opportunità più consistenti per nuovi candidati sono concentrate soprattutto in:
Ministero dell’Interno – 759 posti da concorso
Agenzia delle Entrate – 735 posti
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – 181 posti.
Il decreto è ormai registrato dalla Corte dei conti e il quadro autorizzatorio è quindi concreto.
La fase decisiva, per chi vuole candidarsi, sarà adesso seguire uno per uno i bandi che trasformeranno queste autorizzazioni in posti effettivamente disponibili.
Ultima modifica il 31 Agosto 2026 da Giuseppe Arlotta


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