Ministero della Giustizia, 14 assunzioni a tempo indeterminato negli Archivi Notarili: basta l’obbligo scolastico

Donna al computer con due monitor, codifica visibile sullo schermo.Per entrare nella Pubblica Amministrazione non è sempre necessario affrontare un concorso riservato a laureati o diplomati. Il Ministero della Giustizia ha avviato una procedura per assumere 14 operatori a tempo pieno e indeterminato presso l’Amministrazione Autonoma degli Archivi Notarili, con un requisito scolastico accessibile: l’assolvimento dell’obbligo scolastico, fermo restando il possesso del titolo di scuola media inferiore.

La selezione segue però un percorso diverso rispetto ai tradizionali concorsi con domanda su inPA. Le assunzioni saranno effettuate attraverso l’avviamento degli iscritti ai Centri per l’Impiego, secondo quanto previsto dall’articolo 16 della Legge 56/1987. Le candidature dovranno quindi essere presentate agli uffici territorialmente competenti, rispettando le istruzioni e le scadenze che saranno indicate nei singoli avvisi regionali.

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Perché questa selezione merita attenzione

L’elemento più rilevante non è soltanto il contratto stabile. Il Ministero cerca personale da inserire nell’Area degli Operatori, per attività concrete di supporto agli uffici, senza richiedere diplomi superiori, lauree, abilitazioni professionali o patenti particolari.

Questo rende la procedura particolarmente interessante per chi possiede la licenza media, è iscritto al Centro per l’Impiego e sta cercando un lavoro strutturato all’interno di un’amministrazione statale.

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Non si tratta, tuttavia, di un’assunzione automatica. I candidati saranno individuati attraverso le graduatorie predisposte dai Centri per l’Impiego e dovranno successivamente superare una verifica di idoneità composta da un colloquio e da una prova pratica.

Un altro aspetto da valutare con attenzione riguarda la sede: il personale assunto dovrà restare nella destinazione assegnata per almeno cinque anni, salvo quanto previsto dalla normativa applicabile.



Il profilo ricercato dal Ministero della Giustizia

Le persone selezionate saranno inquadrate nell’Area degli Operatori, famiglia professionale degli operatori dei servizi generali, presso l’Amministrazione Autonoma degli Archivi Notarili.

Il profilo corrisponde alla figura dell’operatore, già denominata ausiliario. Il contratto sarà:

  • a tempo indeterminato;
  • a tempo pieno;
  • regolato dal CCNL del Comparto Funzioni Centrali;
  • con inquadramento nell’Area degli Operatori.

Nel caso dell’avviso territoriale già predisposto per Belluno, l’orario indicato è di 36 ore settimanali, dal lunedì al venerdì.

Il bando non riporta una cifra precisa relativa allo stipendio. Il trattamento economico sarà quindi quello previsto dai contratti collettivi nazionali applicabili al personale del Comparto Funzioni Centrali.

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Che cosa farà concretamente l’operatore degli Archivi Notarili

Il lavoro non richiede competenze amministrative avanzate, ma capacità operative, ordine e dimestichezza con le attività quotidiane d’ufficio.

Tra i compiti indicati rientrano:

  • supporto ai processi lavorativi dell’ufficio;
  • gestione di attività semplici connesse a documenti e fascicoli;
  • utilizzo di fotocopiatrici, fascicolatori e altre attrezzature;
  • impiego di programmi informatici di base;
  • ricevimento del pubblico e rilascio di informazioni di primo livello;
  • svolgimento degli adempimenti operativi collegati all’attività dell’ufficio.

Il personale potrà inoltre essere chiamato a prelevare, trasportare, consegnare e ricollocare fascicoli o altro materiale dell’amministrazione.

È quindi un ruolo adatto soprattutto a chi preferisce mansioni pratiche e organizzative, sa lavorare con precisione e possiede una conoscenza elementare degli strumenti informatici.

Requisiti per partecipare alla selezione

Gli interessati devono essere iscritti negli elenchi dei Centri per l’Impiego territorialmente competenti e possedere i requisiti richiesti sia al momento della procedura sia all’atto della sottoscrizione del contratto.

In particolare, sono richiesti:

  • cittadinanza italiana, cittadinanza di uno Stato dell’Unione europea oppure una delle condizioni equiparate previste dall’articolo 38 del Decreto legislativo 165/2001;
  • maggiore età;
  • assolvimento dell’obbligo scolastico;
  • possesso del titolo di scuola media inferiore;
  • idoneità fisica alle mansioni;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • mancata esclusione dall’elettorato politico attivo;
  • assenza di destituzione, dispensa, decadenza o licenziamento incompatibili con un nuovo impiego pubblico;
  • qualità morali e condotta incensurabile nei casi previsti dalla legge;
  • assenza di condanne definitive che impediscano l’assunzione nella Pubblica Amministrazione;
  • assenza di misure di prevenzione o di sicurezza incompatibili;
  • posizione regolare rispetto agli obblighi di leva, quando previsti.

Per i candidati che non possiedono la cittadinanza italiana è richiesta anche un’adeguata conoscenza della lingua italiana, che sarà verificata durante la prova di idoneità.

Non risultano richieste patenti, abilitazioni o ulteriori qualifiche professionali. Nell’avviso territoriale relativo a Belluno viene infatti espressamente indicata l’assenza di requisiti aggiuntivi.

Come si svolgerà la selezione

Questa procedura non prevede le classiche prove scritte a quiz di molti concorsi pubblici.

I Centri per l’Impiego formeranno le graduatorie secondo le regole territoriali e trasmetteranno al Ministero i nominativi dei candidati da avviare a selezione. Per ogni posto dovrà essere segnalato un numero di lavoratori pari al doppio delle unità da assumere.

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I candidati convocati dovranno affrontare:

  • un breve colloquio conoscitivo;
  • una prova pratica di idoneità.

Il colloquio verterà sulle conoscenze generali di base necessarie per il ruolo, con particolare attenzione ai flussi documentali, alla classificazione degli atti e all’archiviazione.

La prova pratica potrà comprendere:

  • riproduzione, impaginazione e spillatura di tre copie di un elaborato di 20 facciate;
  • utilizzo della fotocopiatrice e delle attrezzature presenti nell’ufficio;
  • prelievo, trasporto, consegna e ricollocazione di fascicoli;
  • scrittura di un breve testo mediante Microsoft Word.

Non viene quindi richiesto uno studio teorico particolarmente complesso. Saranno valutate soprattutto l’idoneità alla mansione, la capacità di seguire correttamente le indicazioni e l’uso degli strumenti ordinari di un ufficio.

Domanda: attenzione agli avvisi dei Centri per l’Impiego

La candidatura non deve essere inviata direttamente al Ministero della Giustizia attraverso una procedura unica nazionale.

Ogni domanda dovrà essere presentata al Centro per l’Impiego competente per la sede scelta, seguendo modalità, moduli e tempi stabiliti nei successivi avvisi territoriali.

Il documento nazionale allegato non indica una scadenza unica per tutte le sedi. La data entro la quale aderire sarà comunicata separatamente dai Centri per l’Impiego, attraverso i rispettivi portali regionali e le bacheche istituzionali. Per questa ragione è fondamentale controllare l’avviso relativo alla propria provincia e verificare anche gli eventuali requisiti connessi allo stato occupazionale e all’iscrizione negli elenchi.

Prima di presentare la candidatura è sempre consigliabile leggere integralmente il bando ministeriale e il successivo avviso del Centro per l’Impiego, perché sarà quest’ultimo a stabilire la scadenza esatta e la procedura operativa.

Le assunzioni complessive sono 14, con un posto in ciascuno degli Archivi Notarili di Avellino, Bari, Belluno, Bergamo, Como, Ferrara, Genova, Livorno, Napoli, Palermo, Pavia, Roma, Sondrio e Torino.

Ultima modifica il 22 Luglio 2026 da Giuseppe Arlotta

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